Il Panorama di Monopoli

La seconda edizione del progetto Italics unisce sapientemente arte e paesaggio nel centro storico di Monopoli. 57 le gallerie che hanno accolto l’invito di Vincenzo de Bellis 

Panorama è la mostra diffusa che Italics, il consorzio formato nel 2020 da circa 70 fra le maggiori gallerie di arte antica, moderna e contemporanea d’Italia, intende regalare ogni anno ad un luogo da valorizzare del territorio italiano. Quest’anno, per la seconda edizione dopo quella di debutto sull’Isola di Procida, oltre 57 galleristi hanno affidato le loro opere alla curatela di Vincenzo de Bellis per creare un percorso espositivo nel centro storico della città di Monopoli. 

Oltre 70 opere, dal Quattrocento ad oggi, hanno contribuito a trattare il tema comune della xenia, termine greco usato nell’antichità per definire il senso di ospitalità e il rapporto con lo straniero, scandito da rituali di scambi e doni reciproci volti a suggellare amicizie e legami tra individui provenienti da luoghi diversi. 

Questo senso di ospitalità non ha tenuto insieme solo il percorso espositivo, ha anche permeato l’intero progetto, abbracciato e supportato dall’intera città che ha aperto le porte di palazzi, edifici storici, residenze private e chiese, e messo a disposizione spazi pubblici come chiassi, edicole votive, piazze cittadine.

Percorrendo questa ventina di luoghi, nascosti nel dedalo di vie strette e bianche di tufo tipiche del centro storico monopolitano, galleristi, artisti e turisti inconsapevoli si sono mescolati per 4 giorni in un vorticoso vagare e visitare, alla ricerca della sede successiva per non perdere nulla di quanto esposto e per non mancare gli appuntamenti in agenda.

 

Alighiero Boetti a Palazzo Martinelli. Foto © Cosmo Laera

Panorama, infatti, oltre alla mostra ha proposto un public program realizzato in collaborazione con Treccani e un calendario di performance e attivazioni performative; fra queste, l’apice del lirismo si è forse raggiunto con la performance di apertura del programma, Cooking Show, di Massimo Vitali. 

Il fotografo, che da oltre 20 anni ritrae le spiagge italiane alla ricerca di un microcosmo che concentri in sé i tratti della nostra società, ha montato il suo palco alto 3 metri nelle acque di Cala di Porta Vecchia e, all’alba del 1 settembre, ha immortalato il bagno rituale che da secoli i monopolitani ripetono per scongiurare sofferenze fisiche e sentimentali.

I dialoghi espositivi fra opere non hanno deluso, Vincenzo de Bellis ha dimostrato una enorme sensibilità per i luoghi delle sue origini e ha selezionato le opere abilmente, che fossero in rappresentanza dell’antico o realizzate per l’occasione (come nel caso di Sam Falls a Palazzo Martinelli).

Panorama Monopoli, Performance Massimo Vitali. Foto © Piero Peroco e Mirko Ostuni

Particolarmente toccante la conversazione a tre fra Lorenzo Lippi (Madonna con Bambino e San Giovannino, 1606-65) e Marisa Merz (Untitled), uniti dal movimento dell’Altalena (2022) di Francesco Arena allestiti nella Chiesa del Castello Carlo V. Una menzione speciale meritano la splendida installazione site specific di Alessandro Piangiamore che ha portato Il Cacciatore di polvere (2018-2022) nella Chiesa di S. Martino e l’accoppiata Pistoletto (Prost. N.2, Prost. N.3, Prost. N.4, Prost.6, 2008)/ Cesare Fracanzano (La famiglia del satiro, 1645-50) che inauguravano il percorso espositivo aprendo la Chiesa SS. Giuseppe e Anna, con i suoi meravigliosi pavimenti in maiolica decorata, per la prima volta al pubblico dopo quasi 80 anni.

Il successo di pubblico e critica di questa edizione è da attribuire al raggiungimento di un semplice obiettivo, all’origine di tutto il progetto di Italics, l’unione perfetta e la valorizzazione reciproca fra paesaggio e arte, resi possibili da una sensibilità e una conoscenza particolari del curatore che ha messo al servizio della sua terra un impegno creativo e di sintesi degno di nota.

La sfida ora è nelle mani della curatrice scelta per la prossima edizione, Cristiana Perrella; in soli due anni i galleristi del consorzio sono riusciti a rendere Panorama un appuntamento da non perdere, a lei immaginare il passo successivo e riuscire a leggere nei luoghi che le saranno affidati le trame e i raccordi per immaginare e tenere insieme una mostra diffusa e corale, che sia accessibile e al contempo sperimentale, sviluppando un’identità propria pur essendo emanazione dei suoi oltre 70 ideatori.

Alessandro Piangiamore, Il Cacciatore di Polvere.
Camilla Nerini
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