Vent’anni di Club To Club a Torino

Il C2C ha festeggiato a Torino il suo ventennale con una nuova edizione memorabile e di grande successo.

In un paese che da sempre fatica a organizzare grandi eventi di musica dal vivo, tagliare il traguardo dei vent’anni di presenza è a dir poco un’impresa. La recente pandemia da Covid-19 ha inoltre rappresentato una strettoia che molti organizzatori non sono riusciti a superare, soccombendo a costi e rischi ormai insostenibili. 

Non stupisce, quindi, che l’atmosfera attorno all’edizione ventennale del C2C – per parafrasare Prince il festival precedentemente conosciuto come Club To Club – fosse permeata da una palpabile euforia. Un po’ perché dopo due anni di pausa forzata, dovuta all’impossibilità di coniugare la natura del festival con le restrizioni sanitarie in vigore, era forte la voglia di riaprire i battenti, un po’ perché i 35.000 biglietti venduti stabilivano già un record nella storia del C2C

I Bicep da Belfast a Torino per far ballare il pubblico del C2C (credits Kimberly Ross/C2C)
L'ingrediente segreto del C2C

Di fronte a un tale successo di pubblico viene quindi spontaneo chiedersi quale sia il segreto che consente al C2C non solo di sopravvivere ma addirittura di prosperare. La risposta, in estrema sintesi, potrebbe essere racchiusa in un’unica parola: qualità. 

Dopo aver portato sul palco pesi massimi come Aphex Twin, Kraftwerk, Franco Battiato e Thom Yorke, anche nel 2022 il C2C ha puntato su un cartellone eterogeneo e di altissimo profilo. Arca, Jamie XX, Autechre, Bicep e Caterina Barbieri, solo per citare i nomi più in vista, hanno aperto visuali diverse, chi di ricerca e introspezione, chi di pura adrenalina da dancefloor, sul panorama di quella che viene in genere etichettata come musica elettronica. 

La qualità messa in mostra dal C2C, tuttavia, non si limita alla proposta musicale, ma si estende alle location, con le OGR e il Lingotto cornici pressoché perfette, alla cura degli impianti audio e video, dettaglio fondamentale e altrove oggetto di clamorose sciatterie, fino all’impeccabile organizzazione dell’evento in sé, dal ticketing affidato alla piattaforma Dice fino alla gestione degli spazi e dei flussi di pubblico. 

Musica, Arte, Contaminazioni

Ormai appuntamento fisso all’interno del palinsesto di ContemporaryART Torino Piemonte, il C2C, anche grazie alle collaborazioni con Fondazione Sandretto e Pinacoteca Agnelli, si è confermato controprova tangibile di come sia possibile produrre un festival di grande richiamo senza rinunciare allo spirito innovativo e alle contaminazioni con altri mondi, a partire proprio da quello dell’arte. 

Dopo due decenni di scorribande, insomma, il C2C è più vivo che mai e sembra destinato a crescere ancora, continuando a sorprendere. Sempre con il volume delle casse al massimo, s’intende.

Caterina Barbieri in azione nella serata di sabato 5 novembre (credits Kimberly Ross/C2C)
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  • https://clubtoclub.it/
Dario Costa
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