I Déplacé∙e∙s di JR

Un gioco di sguardi e di sentimenti: la mostra di JR a Torino racconta una storia che appartiene a tutti noi

JR è indubbiamente uno degli artisti del momento, un vero self-made man. Partito dalla banlieue parigina più di vent’anni fa, ha portato la sua arte in tutto il mondo con monumentali interventi di arte pubblica in grado di interagire e attivare intere comunità, dalle favelas brasiliane a una prigione di massima sicurezza in California, dalla Pyramide del Louvre alle piramidi egiziane, dal confine tra Israele e Palestina a quello tra Messico e Stati Uniti. 

Quanti di noi possono confessare di aver messo almeno un like a una sua opera apparsa sui nostri feed di Instagram. JR è un po’ l’artista di tutti, l’artista della strada, quello che invade gli spazi pubblici e privati creando un grande consenso intorno a sé.

JR. Déplacé∙e∙s, performance, 2023, ph di Andrea Ferro, copyright @JR

Il 26 febbraio 2023, esattamente 17 giorni prima dell’inaugurazione della sua mostra alle Gallerie d’Italia a Torino, una notizia sconvolge l’Italia e l’Europa intera: al largo delle spiagge calabresi si consuma un tragico episodio, che vedrà la morte di circa 90 migranti che provavano ad approdare in Italia in cerca di un nuovo inizio.  Spesso l’arte contemporanea viene accusata di parlare di temi che non hanno una diretta correlazione con la realtà o con quello che viviamo. Tragedie di questo tipo fanno comprendere, invece, che una mostra come quella di JR non può e non deve essere giudicata come un’esposizione fine a sé stessa, poiché quelle che vengono raccontate sono storie reali, emozioni concrete e vite autentiche di essere umani.

JR. Déplacé∙e∙s, performance, 2023, ph di Andrea Ferro, copyright @JR

Dal 9 febbraio al 16 luglio 2023 nel museo torinese di Intesa Sanpaolo è possibile visitare Déplacées, la prima mostra personale in Italia di JR, curata da Arturo Galansino. Al centro c’è l’essere umano e alcune gravi crisi che affliggono il nostro mondo. JR non si tira indietro e affronta queste tematiche in prima persona: è lui che, con i suoi Ray-Ban e il suo “Fedora” in testa, ci accompagnano per tutta la mostra.

Il progetto Déplacées, che dà il nome all’esposizione, comincia nel 2022 e per la prima volta è a Torino che si è deciso di riunire gran parte delle testimonianze di questo lavoro. Sono principalmente immagini scattate dall’artista in zone di crisi, che vogliono far riflettere sulle difficili condizioni in cui oggi versano migliaia di persone a causa di conflitti, guerre, carestie e cambiamenti climatici.

Valeriia, Thierry, Andiara, Angel, Jamal, Ajara, Moise e Mozhda sono i nomi e i volti dei bambini che incarnano queste migrazioni forzate. Ingrandendo il loro ritratto su enormi teloni, JR restituisce un’identità a chi ne è privato. Alcune di quelle opere sono arrivate lì grazie alla meravigliosa performance, realizzata per l’inaugurazione della mostra alle Gallerie d’Italia, con la quale sono state coinvolte migliaia di persone per far correre tutti insieme, in maniera simbolica, i bambini ritratti su quei grandi tessuti.

JR. Déplacé∙e∙s, installation view, 2023, ph di Andrea Ferro

Le foto dei loro sorrisi trovano spazio su enormi teloni, che diventano l’elemento di unione delle performance collettive organizzate nel corso di questo anno: in Piazza dell’Opera di Lviv, in Ucraina; nei campi di Mugombwa, in Ruanda; a Mbera, in Mauritania e a Lesbo, in Grecia e infine nella comunità di Cúcuta, in Colombia. Sono bambini che arrivano da varie parti del mondo, ma che lui immortala, fotografandoli durante momenti di gioco o divertimento. Se osserviamo bene, gli occhi di quei giovani protagonisti ci guardano fissi, stabilendo un contatto diretto con noi spettatori. Quello che JR lancia è un messaggio di fiducia, o per meglio dire di speranza.

Gli anni Cinquanta e Sessanta sono poi caratterizzati dai ritratti di artisti del calibro di Jackson Pollock e di Francis Bacon, attori e attrici come Marlon Brando, Anna Magnani, Audrey Hepburn e politici come John F. Kennedy ritratto da Irving Penn.
E per finire gli anni Settanta con le fotografie che ritraggono Joseph Beuys, David Hockney, Arnold Schwarzenegger, Diane von Fürstenberg, Barbra Streisand e Jon Peters, solo per citarne alcuni.

JR. Déplacé∙e∙s, installation view, 2023, ph di Andrea Ferro

L’arte dell’artista francese è sempre un processo collettivo: è fatta per le persone e si realizza con le persone, mostrando l’importanza del nostro ruolo individuale e di quello collettivo. Questa riflessione la si ritrova sia nelle installazioni dei grandi teli, che mostrano la storia e gli odori dei territori dove sono stati usati per la performance, sia nei vari video-documentari che ci accompagnano per tutta la mostra.

Déplacées ha il grande merito di svelare quello che si nasconde dietro al progetto espositivo di JR: vediamo la sabbia sui teli e grazie ai video possiamo rivivere quelle performance; ci accorgiamo dei segni lasciati sui tessuti e possiamo riascoltare le urla dei bambini, la loro felicità e le emozioni di quegli esseri umani.

In Déplacées non c’è nessun inganno e nessun mistero, ogni storia raccontata è alla portata degli occhi di tutti.

JR, 2023, ph di Andrea Ferro
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Alessio Vigni
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