SUPER FRESH: HABITAT OTTANTATRE

A Verona il centro culturale che non ti aspetti. Un ecosistema fatto di connessioni e collaborazioni tra cultura, arte e persone: un luogo da visitare e in cui poter lavorare liberamente.

Sono seduto a un tavolo, davanti a me la solita bistecca ai ferri e un’abbondante porzione di patate al forno. Non ne posso fare a meno, se vado a mangiare in un ristorante finisco sempre per ordinare come contorno le patate, che siano fritte, al forno o lesse, sempre e solo patate.

Mi trovo a Verona, precisamente in via Mantovana n. 78. Un uomo dall’aspetto burbero serve agli altri commensali del mio tavolo le portate mancanti. Indossa una bandana in testa e un barba folta gli disegna la sagoma del viso. La maglia bianca a manica corta mette in evidenza la sua pelle olivastra. Sembra un pirata, lo sguardo è deciso, ma i suoi modi rivelano una grande bontà d’animo. Lui è il cuoco e proprietario della Trattoria pizzeria “Maestà”, un luogo che se non fosse per il cartellone bianco e rosso posizionato sulla strada passerebbe sicuramente inosservato. Un grande veranda, coperta da un telo verde che ormai ha perso tutta la sua brillantezza originale, accoglie i commensali che vengono in questo posto solo per il cibo autentico e quel sapore di fine anni Novanta che ancora si respira lì dentro. Tovaglie di carta con al centro cestini di pane e grissini San Carlo, piatti abbondanti e un conto accessibile.

Mi trovo qui perché ho accettato l’invito a pranzo di Zeno Massignan, classe 1988, veronese DOC, fondatore di Habitat Ottantatre, il luogo che vi racconto in questa nuova puntata di SUPER FRESH.

Zeno Massignan, fondatore Habitat Ottantatre

Concluso il pranzo con un ottimo amaro, attraversiamo la strada e ci dirigiamo ad Habitat Ottantatre, il centro culturale che Zeno ha creato come possibile soluzione a un mondo culturale che si evolve a grande velocità. Come si può facilmente intuire 83 è il numero civico di Via Mantovana, dove il centro ha la sua sede. Una cornice di metallo lucidato a specchio – che a qualcuno potrebbe ricordare, solo vagamente, le superfici specchianti di uno dei maestri dell’arte povera italiana, ma che in realtà è solo la dubbia scelta stilistica di un convenience store – segnano l’ingresso al chiostro interno di Habitat Ottantatre.

Nato per offrire consulenze e professionalità per il settore artistico e culturale, è presto diventato un polo di connessione tra cultura, arte e persone: uno spazio di coesistenza e collaborazione tra artisti, opere, professionisti del settore dell’arte, istituzioni e pubblico esterno.

Habitat Ottantatre è quindi anche uno spazio di comunità e sperimentazione aperto a tutti e a tutte, che lavora in sinergia con il territorio e favorisce l’interazione tra persone e discipline diverse. Un polo culturale che accoglie artisti e professionisti, secondo un modello che vede al centro la cooperazione, la multidisciplinarietà e la contaminazione. Dentro questo centro culturale troviamo infatti: lo spazio di coworking arredato con uffici privati, sala conferenze e postazioni libere; la “Project House”, uno spazio di 110 mq aperto a qualsiasi forma di sperimentazione; il “Loft” uno spazio enorme utilizzato come shooting studio e come spazio polifunzionale e infine, la “Casa contemporanea” il luogo utilizzato per eventi ed esposizioni.

Habitat Ottantatre, Ph. Tommasoli

Se si entra in Habitat Ottantatre la sensazione è quella di trovarsi all’interno di un ambiente in divenire, un ecosistema che si genera e si rinnova dall’interconnessione armonica di ambiti diversi, ma con un obiettivo comune. Uno spazio neutro, nuovo, “asciutto”: una tela bianca pronta ad accogliere qualsiasi tipologia di progetto.

Zeno mi racconta che nei prossimi mesi, Habitat Ottantatre accoglierà tanti nuovi progetti e ci saranno grandi novità anche per la nuova Art Week veronese.

Mercoledì 11 ottobre inaugurerà The space between us – Artist for pride, la mostra curata dall’associazione di promozione sociale In Habitat, che ha sede proprio dentro Habitat Ottantre, in collaborazione con il collettivo Artist for Pride, con l’obiettivo di realizzare ogni anno un progetto espositivo condiviso per sensibilizzare e informare sulla Cultura Queer.

L’altro appuntamento da segnarsi sul calendario è quello di venerdì 13 ottobre alle ore 18, Fair something out, un progetto di fiera off che inaugura nello stesso periodo della fiera d’arte ArtVerona, scegliendo di esporre un gruppo di artisti che hanno deciso di lavorare in maniera indipendente, senza l’appoggio di una galleria. Zeno ci tiene a precisare che “Questa scelta di non legarsi a un vincolo contrattuale, talvolta fondamentale per collaborare con una galleria è una spinta a lavorare liberamente. Entrare in una galleria permette di avere innumerevoli vantaggi ma si può anche correre il rischio che venga limitata la ricerca, soffermandosi a lungo sul prodotto più apprezzato dai collezionisti, piuttosto che sullo studio continuo e sulla crescita.” Gli artisti esposti saranno Chiara Gambirasio, Max Mondini, plurale e Chiara Ventura.

Habitat Ottantatre è davvero una bella scoperta, un luogo che non ti aspetti, non lontano dal centro di Verona. L’aria e l’energia che si percepisce in questo centro culturale lascia davvero ben sperare.

Settembre è ormai concluso e il mondo dell’arte si risveglia dal sonno estivo.

Che questo nuovo periodo di opening, fiere e Art Weeks abbia inizio, siete pronti?

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Alessio Vigni
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