Ricordi di un weekend veronese

Nella settimana di ArtVerona, la città di Romeo e Giulietta si è animata con eventi e mostre di livello. Nella trepidante attesa di Artissima, la ben nota fiera d’arte contemporanea di Torino, vi faccio un riassunto di quel weekend veronese. 

È sabato 14 ottobre, sto ballando e sono all’interno di una mostra d’arte contemporanea a Verona, precisamente nel giardino del meraviglioso Castel San Pietro. Il djset riempie il buio della sera con un’accurata selezione di musica elettronica. Le persone intorno a me ballano, bevono e con la pancia piena continuano a divertirsi. Sono le 21:30 e tra meno di ventiquattrore ArtVerona, la fiera di arte contemporanea e moderna più importante del Veneto, si concluderà. Domani, qualche gallerista tornerà a casa con il sorriso beffardo di chi è riuscito a vendere alcune delle opere esposte, mentre qualche altro sarà infuriato per non aver recuperato neanche i soldi investiti nella trasferta e griderà a un povero assistente: “Questo è l’ultimo anno che vengo ad ArtVerona. Qui non mi rivedono più!”. Anche se poi l’anno successivo sarà di nuovo lì a chiedere lo stand migliore o quello più in vista.

Il mondo dell’arte è divertente anche per questi siparietti dal sapore tragicomico, aspetti che sono stati messi in evidenza (con grande sorpresa) anche all’interno della fiera stessa attraverso le opere di Luca Rossi e la sua “finta” conferenza (Traveling Gallery) o dai lavori di Giulio Alvigini (Magazzeno Arte Contemporanea).

Percorrendo i corridoi della fiera e scambiando qualche parola con le persone che incontravo si aveva l’impressione che quest’anno la selezione dei progetti avesse peccato di novità e ricerca. Vi era una manciata di gallerie con artisti italiani e internazionali degni di nota, che però si trovavano – loro malgrado – come “vicini di casa” opere già viste, fissate alle pareti solo con meri scopi commerciali. Tuttavia, è necessario ammettere che ArtVerona si è rivelata – in questa edizione più che mai – come efficace detonatore per eventi interni e attività collaterali di grande qualità.

Opening TOMORROWS Notes on the future of the Earth, Castel San Pietro, Verona, ph. Nicolò Lucchi

La musica continua. Noto che ci sono veramente tante persone intorno a me e siamo tutti qui per TOMORROWS Notes on the future of the Earth, la mostra curata da Jessica Bianchera e Marta Ferretti. Un progetto ampio, realizzato nell’ambito di ArtVerona 2023, composto da questa esposizione, un interessante public program e un premio, sostenuto da UniCredit, comprensivo di una residenza artistica in Italia e/o allestero e finalizzato alla produzione di unopera o un ciclo di opere da presentare ad ArtVerona 2024. Qualsiasi artista che ha partecipato all’edizione della fiera di quest’anno può fare domanda cliccando qui. Io non ci starei molto a pensare, anche perché il premio è di 20.000 euro.

Sono sei gli artisti contemporanei (Sophia Al Maria, Mo Kong, il collettivo SITESIZE, Jonas Staal, Natália Trejbalová e Driant Zeneli) chiamati a riflettere su quale sia limpatto delluomo sul pianeta e quali saranno gli scenari possibili o impossibili che ci aspettano per il nostro futuro. In un mondo che sempre più si interroga sugli effetti della globalizzazione, della crisi ambientale, si riflette sulle ansie e le preoccupazioni che oggi accomunano tutti.

La mostra, che chiuderà il 12 novembre 2023, si focalizza sul video e sullimmagine in movimento. I lavori esposti vanno dal documentario a corti di fantascienza, riflettendo sulla possibilità, le perplessità, le alternative immaginifiche e sulle attuali dinamiche della non più sostenibile relazione uomo-Terra.

Le ombre della sera risaltano le luci degli schermi e la storia di quel luogo. L’atmosfera è molto suggestiva. Da quassù è possibile vedere Verona splendere nella sua bellezza. La giusta conclusione a questi giorni immersi nell’arte.

ArtVerona 23 - LIVES!, spettacolo curato da Nicolas Ballario e con Rodrigo D’Erasmo

Nella settimana da lunedì 9 a domenica 15 ottobre sono stati tanti gli eventi che hanno animato Verona. Impossibile partecipare a tutti ma alcuni erano irrinunciabili.

Da qualche mese mi apparivano tra le storie di Instagram i diversi capitoli dello spettacolo LIVES! curato da Nicolas Ballario e con Rodrigo D’Erasmo. Si tratta di una serie di “romanzi musicali” delle vite delle grandi artiste e artisti dell’arte contemporanea. Un format incentrato sull’improvvisazione sia di chi narra, Ballario, sia di chi suona, D’Erasmo. Uno spettacolo nuovo che mischia le regole del teatro e quelle di un concerto live, creando una scenografia densa di drammaturgia e suoni ricercati. Le vite dei giganti del mondo dell’arte vengono svelate al pubblico con grande delicatezza. Sono spettacoli per chiunque: adatti sia per chi conosce già quegli artisti di cui si parla, sia per chi non ne ha mai sentito parlare. A Verona sono state presentate le vite di Louise Bourgeois, con la partecipazione di Whitemary, e quella di Jean-Michel Basquiat, con il supporto del musicista Adriano Viterbini.

Questi spettacoli sono dei veri e propri “romanzi” emozionanti, caratterizzati da narrazioni incalzanti e colonne sonore eseguite sul posto: un vortice di sensazioni in continua evoluzione.

Bruno Munari. La leggerezza dell’arte, Eataly Art House – E.ART.H, installation view

In quei giorni ho avuto il piacere di visitare, per la prima volta, anche Eataly Art House – E.ART.H. Un luogo affascinante che ha la sua sede negli spazi riconvertiti di quello che negli anni Trenta del secolo scorso fu il più grande magazzino frigorifero dEuropa. Insieme a Eataly, E.ART.H. occupa gli spazi delle ex celle refrigerate, rivelando un connubio innovativo dal sapore europeo. Al suo interno è stato ricreato un equilibrio quasi naturale tra prodotti alimentari di varia natura, punti ristoro, scaffali con prodotti di alta qualità e le opere d’arte di autori famosi ed emergenti. Qui, da poco, ha aperto una mostra, piccola, ma veramente ben curata, che ripercorre le tappe fondamentali della carriera di Bruno Munari. Il progetto espositivo rivela i processi creativi alla base della poetica dell’artista e delle sue forme pirotecniche e giocose.

Sto parlando di Bruno Munari. La leggerezza dell’arte, mostra curata da Alberto Salvadori e Luca Zaffarano, con la collaborazione di Repetto Gallery di Lugano, che rimarrà aperta al pubblico fino a domenica 31 marzo 2024.

Mentre Verona ci aspetta l’anno prossimo con una nuova edizione della fiera e con tanti eventi da scoprire, il mondo dell’arte italiana è in attesa, pronto per i successivi impegni “autunnali”.

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Alessio Vigni
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