SUPER FRESH: CHEAP FESTIVAL

Un progetto, un collettivo, un’azione di arte pubblica, un’operazione politica e una chiara dichiarazione di intenti: CHEAP è tutto questo e molto di più 

Oggi, per questa nuova pagina di SUPER FRESH, vi porto a Bologna.

Non capisco come mai, ma quando arrivo con il treno alla Stazione Centrale mi perdo sempre nel cercare l’uscita. Scale mobili, ascensori, indicazioni forvianti (almeno per me) e capita che mi ritrovo ogni volta in Via de’ Carracci. Puntualmente sono costretto a tornare indietro e a cercare l’uscita verso il centro della città. Anche questa volta è andata così.

 Vi avverto, oggi ci sarà da camminare.  Uscito dall’ingresso principale della Stazione Centrale svolto sulla sinistra e continuo fino a raggiungere l’Autostazione degli autobus. Proprio lì, sul muro metallico che circonda il parcheggio dei veicoli, dalla parte si affaccia su Viale Angelo Masini, ci sono un gran numero di manifesti che corrono su tutta la superficie.

“Più invecchio più mi piace la Tekno” recita così uno dei poster affissi lì. Li sfoglio tutti con lo sguardo. “Marciamo o marciamo” due piedi su due grandi zeppe si agitano e aprono un corteo, che dallo sfondo viene avanti. Sicuramente un Pride che vuole farci riflettere sullo stato attuale dei diritti LGBTQ+. Continuo e vedo l’immagine di una ragazza che colpisce un sacco da box con su scritto “PATRIARCHY”.  Lungo questa via sono davvero tanti questi manifesti e ognuno di loro “urla” negli occhi dei passanti tematiche importanti, emergenze del nostro presente o imperativi che fanno a pugni con quelle contraddizioni che viviamo nel nostro quotidiano.

Più invecchio più mi piace la Tekno, CHEAP Festival, Bologna

Ma insomma che cosa sono questi manifesti?

Prometto che ve lo spiegherò, ma prima ci dirigeremo al MAMbo, il Museo d’Arte Moderna di Bologna. Faremo un giro un po’ più largo, ma ci arriveremo presto.

Da Via Angelo Masini ci dirigiamo nella più centrale Via Nazario Sauro, dove, sotto uno dei tipici portici bolognesi, spicca un manifesto con un “animale umano” dal genere indefinibile. Tiene in mano una mini-molotov e grida: “BRUCIAMO IL CIS-TEMA”. Sorrido anche se in realtà una sensazione di amarezza mi coglie di sorpresa e penso che forse sia proprio questo l’obiettivo di chi attacchina quei manifesti.

Si tratta del CHEAP street poster art un progetto di arte pubblica, ma anche un collettivo. Nata a Bologna nel 2013 dall’intesa creativa e dalla determinazione di 6 donne, CHEAP ha curato e realizzato interventi di public art a base di carta: il paste-up, cioè l’utilizzo di carta e colla, è sia la tecnica indagata dal progetto che una dichiarazione d’intenti in termini di dedizione all’effimero e ricerca del contemporaneo come temporaneo.

CHEAP ha esordito come festival di street poster art, esperienza che ha ripetuto per cinque edizioni prima di cambiare format e scegliere di diventare un laboratorio permanente e mutare così in un’esperienza più fluida, situazionista e tagliente.

Potremmo parlare di una vera e propria riappropriazione dello spazio pubblico che CHEAP porta avanti, “infestando” i muri di poster, generando inaspettati dialoghi con chi attraversa e abita l’ambiente urbano. L’arte pubblica diventa quindi il luogo di lotta, uno spazio di tutt* e aperto a tutt*.

Dal 2013 CHEAP organizza una Call For Artists annuale che chiama a raccolta creativi internazionali di ogni disciplina visiva in un poster contest che vede i manifesti selezionati affissi nelle strade della città. Quelli che vi sto mostrando in questo tour inconsueto, fanno parte della selezione di quest’anno e riempiono ogni angolo della città di Bologna e non solo.

Dopo circa quindici minuti eccoci finalmente alle porte del MAMbo, un museo in cui mi piace tornare ogni volta che posso. Una delle poche realtà italiane che punta veramente sulla ricerca e non perde mai di vista il presente. Non a caso è proprio questa istituzione che dedica a CHEAP una “mostra” per celebrare il loro primi dieci anni di attività.

Vicino alle installazioni iniziali si legge «Negli ultimi dieci anni, CHEAP ha abituato il pubblico a un’idea di arte pubblica effimera, instabile come la carta dei poster che affigge in strada, partigiana come i contenuti politici e transfemministi che ha disseminato sul paesaggio urbano della città: oggi, il progetto di arte pubblica su poster con base a Bologna, arriva al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna per celebrare un decennale all’insegna del sabotaggio come pratica artistica trasformativa.»

SABOTATE con grazia, CHEAP Festival, MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, ph. Margherita Caprilli

All’interno degli spazi espositivi e non, il museo ospita fino al 17 dicembre installazioni di lavori già realizzati da CHEAP, parte dell’archivio fotografico che documenta i progetti in strada, poster in formati atipici, riedizioni ripensate in prospettiva site-specific.

Si tratta di SABOTATE con grazia, una vera e propria “infestazione” – così i membri di CHEAP hanno deciso di definire questa operazione espositiva – dove a essere coinvolti sono anche gli stessi capolavori conservati all’interno del MAMbo.

Prima di concludere la visita decido di fare un salto in bagno, apro le due porte e un’atmosfera luminosa mi avvolge. Tutte le superfici sono rivestite da coperte termiche, ormai note alla cronaca come strumento di primo soccorso per tutti i migranti che arrivano dal mare.

Un cartello posizionato proprio sopra il water recita: “ABBIAMO FINITO I BUONI SENTIMENTI”.

Forse è vero, ma a me piace pensare che ancora non sia del tutto così.

Anche questa visita a Bologna si è conclusa, sono felice di aver raccontato la storia e la pratica artistica di CHEAP. Trovo che quello che portano avanti sia un’azione politica e sociale davvero importante, che riesce a veicolare temi fondamentali del nostro presente.

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Alessio Vigni
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