Vestiges di Peng Zuqiang alla Fondazione Sandretto 

Un viaggio nelle profondità della mente umana, un’indagine profonda sul significato di affetti, memorie e linguaggio

Nella notte oscura di Artissima 2023, tra le ombre dell’arte contemporanea, si staglia un’opera avvolta dal mistero e dalla profondità. La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo apre le porte di un’esperienza unica: Vestiges, una mostra personale concepita dall’artista Peng Zuqiang, vincitore del prestigioso illy Present Future 2022 Prize. Questo evento segna la ventitreesima edizione di un’iniziativa promossa da illycaffè che promuove l’arte emergente e innovativa.

Vestiges rappresenta la prima personale di Peng Zuqiang in Italia, e ciò che offre va ben oltre il tradizionale concetto di esposizione artistica. Questa mostra è un viaggio nelle profondità della mente umana, un’indagine profonda sul significato degli affetti, delle memorie e del linguaggio. La memoria, in particolare, è al centro di questo racconto, e l’artista ci invita a esplorarla in modo inedito.

La memoria non è solo un archivio razionale e ordinato di informazioni, ma un labirinto di tracce evanescenti, un territorio dell’anima che collega passato e presente. Il filosofo Paul Ricoeur definirebbe la memoria come la “presenza di una cosa assente”, una sostanza che dà forma e significato al nostro presente. Peng Zuqiang ci conduce in questo mondo intricato, trasformando la memoria in carne, sangue e materia.
Peng Zuqiang, Déjà vu, 2023, 02:45, mixed media installation, 16mm film, sound, clay, iron oxide, courtesy of the artist

Le opere che emergono in Vestiges oscillano tra visioni di violenza e sentimenti intensi, spaziando tra luoghi e tempi indefiniti. Questi ricordi, spesso confusi, si muovono tra l’era della pandemia e il presente, sfidando ogni narrazione lineare. L’artista adotta un linguaggio spezzato e antinarrativo, sfuggendo all’identificazione e creando un velo di opacità che ci protegge dalle immagini traumatiche e contagiose. L’opera Déjà vu (2023), ad esempio, rappresenta un’immersione profonda nell’anima, un’esperienza unica in cui il film stesso diventa corpo e pelle, una superficie su cui i ricordi si inscrivono come cicatrici indelebili. Il déjà vu, come ci spiega l’artista, è un’esperienza corporea, non una memoria reale. Quest’opera è una proiezione in 16mm, una danza di immagini astratte in bianco e nero, animate dai convulsi movimenti di una striscia verticale, la tecnica utilizzata è simile alla fotografia senza macchina, esponendo un filo metallico direttamente sulla pellicola negativa, creando un’orma dell’oggetto sulla celluloide. Una traccia sonora accompagna quest’opera, un racconto frammentato di lesioni corporee, un intreccio di ricordi personali e condivisi.

L’esposizione si conclude con Autocorrects (2023), una videoinstallazione a tre canali che ci porta in un mondo di suoni e immagini, apparentemente leggero e commerciale, ma intriso di emozioni profonde. Quest’opera segue la struttura di un videoclip musicale, un ritmo scandito da un beat downtempo, tipico della musica elettronica ambientale che ha dominato la Cina degli anni Novanta, tuttavia, la narrazione è densa di ricordi, amnesie, affetti e nostalgia. Seguiamo il protagonista in nonluoghi urbani, spazi progettati per la sola circolazione dell’individuo, come aeroporti, metropolitane, ascensori e corridoi. In questo mondo di emozioni urbane, l’identità sfuma progressivamente, lasciando spazio a una connessione affettiva non traducibile.
Peng Zuqiang, Autocorrects, 2023, 03:03, three-channel video installation, 16mm film transferred to HD, courtesy of the artist

Tutte queste opere sono il frutto del sostegno prezioso di illycaffè, Kunstverein Kevin Space e Antenna Space. Peng Zuqiang, l’artista di questo viaggio nell’anima, è un maestro delle immagini in movimento, dei video e delle installazioni. Le sue opere sono state esposte in istituzioni di fama internazionale, portando gli spettatori in un viaggio nelle profondità della mente umana, alla ricerca del significato nascosto dietro le immagini e le parole. Questa è un’esperienza che rimarrà impressa nella vostra anima, una narrazione che continua a evolvere, un racconto di Vestiges che non potete perdere oppure vivere.

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Francesco Liggieri
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