Questa è la storia di Antares e del più noto Extra Ordinario Workshop

All’Accademia di Belle Arti di Venezia una serie di opere realizzate durante la quarta edizione del laboratorio intensivo Extra Ordinario Workshop

Un bravo viaggiatore sa quando tornare a casa, conosce la via del ritorno come gli aironi nel cielo d’autunno. A Venezia di cose che hanno a che vedere con il viaggio, ne abbiamo quante ne vogliamo, se dovessimo soffermarci ad incanalare questo argomento nel magico mondo dell’arte, potrei iniziare così: in un’epoca in cui la pittura sembra aver perso il suo passo, emerge un laboratorio, un’orgia di colori che sfida l’ordine stabilito. Antares. Laboratorio di pittura Extra Ordinario è un viaggio tra le tenebre, un’esperienza intensiva che si è svolta per quattro edizioni nell’oscuro hangar degli anni Trenta a Marghera, che grazie a questi artisti ha preso colore, vita.

Carlo Di Raco e Martino Scavezzon, architetti di questa incursione artistica, ci trascinano attraverso il Padiglione Antares, un luogo dove il grigiore diventa materia brulicante di creatività. Centoventi artisti, visionari e ribelli, trasformano il cemento in un palcoscenico per il caos espressivo, un trip lisergico in cui il colore danza sulla tela.

L’Accademia di Belle Arti, con la sua eleganza intramontabile, diventa il crocevia di questa ribellione, il teatro dell’imprevedibile. Extra Ordinario Workshop, come una fiamma ardente nella notte, si svolge sotto il cielo stellato di Venezia, una città che si dissolve nel surrealismo di Burroughs.

Il partenariato tra Vulcano Agency, l’Atelier F e l’Accademia di Belle Arti è come un patto segreto tra la logica del business e la follia artistica. Il laboratorio diviene così un campo di battaglia, dove le idee si scontrano e si fondono in un maelstrom di innovazione. Il grigiore dell’hangar si dissolve, dando spazio a un’esplosione di visioni non convenzionali.

Extra Ordinario, vista della mostra, Antares, Vulcano Agency, 2023, foto Nico Covre

Antares non è solo una mostra d’arte, è una rivolta contro l’ordinario, un manifesto di anarchia creativa, con opere come quelle di Eleonora Rinaldi, Rovers Malaj e altri, che diventano le armi di questa insurrezione artistica, pennellate cariche di ribellione e trasgressione.

Il catalogo, orchestrato da Daniele Capra e Nico Covre, è il manuale della controcultura pittorica, una lettura che promette di catapultarti nell’abisso della creatività sfrenata, un viaggio nelle profondità dell’inconscio artistico senza via di uscita (forse, speriamo).

Sabato scorso, l’Accademia ha aperto le sue porte, invitando gli audaci a immergersi in questo tumulto artistico; il Magazzino del Sale 3 diventa il luogo in cui la normalità viene stracciata, un territorio conteso tra il razionale e l’irrazionale, proprio come certi racconti di viaggi di alcuni scrittori di un certo livello avrebbero voluto.

Extra Ordinario, vista della mostra, Antares, Vulcano Agency, 2023, foto Nico Covre

Mentre rifletto su questo viaggio, su questo delirio pittorico, mi sforzo di catturare l’essenza di Antares, le sue opere, come proiettili di colore, si sparano attraverso le pareti degli spazi espositivi e capisco che il mio è un tentativo disperato di comunicare l’incomunicabile. Qui abbiamo a che fare con quel genere di pittura che sfida la coerenza, abbracciando la caoticità di un mondo che ha perso il suo equilibrio, un mondo che solo gente come Burroughs potrebbe davvero capire. Ma adesso è doveroso chiudere il racconto, come è giusto che sia prima di trasformarsi in qualcosa di “già visto”.

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Francesco Liggieri
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