SUPER FRESH: MICRO_MOSSO, siamo tutti collezionisti

Per questo nuova puntata di SUPER FRESH ho deciso che non vi porterò in nessun luogo fisico, ma ci muoveremo negli spazi infiniti del web e di Instagram.

Sono ormai molti gli strumenti digitali che ci permettono di scoprire, ogni giorno, le novità del nostro tempo e di curiosare in maniera anche piuttosto casuale fra un’infinità di contenuti diversi. Scrollando il feed di Instagram o saltando da una storia all’altra, ci possiamo imbattere in progetti interessanti con la stessa facilità con cui ci ritroviamo di fronte a video di gattini, di borseggiatori sulla metro di Milano o di qualche sintesi trash di quello che è successo il giorno prima in Tv. È il bello e il brutto dei social. Il mondo cambia ed è nostro dovere comprendere quello che ci circonda per vivere nel presente.

Anche il collezionismo, così come la divulgazione del mondo dell’arte, è in rapido mutamento, tutto si muove così velocemente che sembra impossibile prevederne le mosse future. Tuttavia, c’è chi, qualche anno fa, è stato capace di comprendere il presente meglio di altri e di intraprendere un preciso percorso dettato proprio da un obiettivo e da determinate necessità “super” contemporanee.

MICRO_MOSSO è l’associazione che produce un piccolo spostamento verso una nuova modalità di diffusione dellarte. Chiunque può essere un collezionista e può capire l’arte contemporanea. Così tuona la pagina web “Chi siamo” del progetto:

Vogliamo cambiare le cose,

spostarle, 

disordinarle.

È un piccolo movimento 

che può fare la differenza.

Questo è MICRO_MOSSO

MICRO_MOSSO è un progetto culturale nato nel 2021 a Milano da unidea di Giulia Zompa, che oggi ricopre il ruolo di direttrice dell’organizzazione. La sua volontà è stata quella di provare a rendere larte “un bene orizzontale” diffondendo, condividendo e creando occasioni dincontro tra le varie realtà artistiche contemporanee e un pubblico che è sempre più in crescita.

Se ci chiediamo cosa sia nel concreto MICRO_MOSSO ci basterà visitare il loro profilo Instagram e curiosare tra le tante rubriche attive che ogni settimana pubblicano per il loro pubblico. Con Reel e post, le 12 ragazze che compongono il team, raccontano la vita di artisti e artiste, i luoghi della cultura, le news e le mostre del mondo dell’arte, utilizzando sempre un linguaggio accessibile e comprensibile.

Solo social? Certo che no. Durante questi due anni di attività MICRO_MOSSO ha organizzato interessanti visite guidate nelle grandi istituzioni di Milano e divertenti lezioni online con esperti del settore.

Valery Franzelli - Sotto il cuscino, dettaglio

« Il nome del progetto – mi racconta Giulia – è stato preso in prestito dal mondo della fotografia. Cercavo qualcosa che appartenesse allarte ma che non contenesse la parola arte e questo mi è sembrato subito perfetto poiché si ricollega allidea di movimento: quello che facciamo è un piccolo spostamento verso una nuova modalità di diffusione dellarte».

“Piccoli movimenti”, non c’è l’arroganza di chi vuole rivoluzionare l’intero sistema dell’arte o portare avanti sempre le solite critiche edulcorate, l’atteggiamento di M_M (è così che abbreviano il loro nome) è propositivo. C’è la volontà di aggiungere qualcosa a quello che già esiste. Non si parla dell’utopia di eliminare o sostituire alcuni meccanismi del mondo dell’arte, ma di convivere pacificamente con gli attori presenti, cercando di intercettare chi ancora si sente escluso dalle dinamiche dell’arte contemporanea.

Mentre ascolto il vocale che mi ha inviato Giulia sento ripetere più volte le parole: inclusività e collettività, due termini che difficilmente troviamo all’interno del mondo dell’arte. La loro idea di inclusività, tuttavia, non si ferma solo alla divulgazione.

A dicembre 2021 è stata lanciata la prima Capsule Collection targata MICRO_MOSSO: un progetto bimestrale che vuole avvicinare il pubblico allarte attraverso la vendita, a un prezzo accessibile, di piccole collezioni di opere, realizzate appositamente da una selezione di artisti emergenti, appartenenti al panorama artistico attuale.

Giovanni Rossi - L'ora dell'uomo ©LucreziaRoda

Si tratta di multipli o pezzi unici pensati proprio per chi vuole entrare a piccoli passi nel mondo del collezionismo contemporaneo. Osservando le sei capsule realizzate finora, mi sembra di riconoscere una precisa cura estetica che accumuna tutti gli artisti scelti. Sono lavori delicati, oggetti attraenti che però mantengono il loro status di opere d’arte per le tematiche e i concetti che affrontano. Sono progetti ad hoc che hanno un loro valore artistico e non sono certo semplici trovate commerciali.

Penso ad esempio all’opera di Giovanni Rossi, L’ora dell’Uomo, un ramo di ulivo, galvanizzato in oro, che poggia su uno dei tre tomi blu che compongono il testo di Guerra e Pace di Lev Tolstoj. L’opera è stata realizzata nell’aprile scorso, pochi mesi dopo il riaccendersi del conflitto in Ucraina. Quello che fa Rossi non è solo creare un messaggio di pace, ma in un momento in cui la Russia subisce la dinamica della cancel culture, lui dice no alle generalizzazioni e utilizza come letto per quell’ulivo “sacro” uno tra i più bei romanzi della letteratura russa.

Si potrebbe parlare anche di Sveva Angeletti che decide di mettere in mostra la sua interiorità più profonda realizzando la serie Le cose che mi mancano di te. Alcune parole, scritte con lettere di legno colorate, proiettano chi osserva in una situazione giocosa e divertente, ma se ci si ferma a leggerle attentamente si comprende che sulla trasparenza di quella tela sono svelati gli elementi che compongono l’intimità dell’artista.

Quelle che incontro nelle Capsule Collection di MICRO_MOSSO sono opere che parlano di tutti noi, così come i poster “falliti” (è la stessa artista a definirli così) di Agnese Spolverini. Si tratta di una serie di inviti “timidi” a una ribellione di tenerezza: A RIOT OF TENDERNESS. Sono manifesti a due facce che riportano la stessa scritta, una in italiano e una in lingua inglese. Sono l’emblema di un’indecisione che fa interrogare l’artista e colui che osserva su quale sia il fronte e quale il retro dell’opera. Un’indecisione così concreta da assomigliare a quella umana.

Sveva Angeletti - Le cose che mi mancano di te

Il numero degli artisti coinvolti con le Capsule Collection inizia a farsi consistente, così come quello delle opere vendute. Quando parlo di opere accessibili parlo seriamente: si va da un prezzo minimo di 40€ fino ad arrivare a lavori che raggiungono un massimo di 250€. Accordi chiari con gli artisti, prezzi ben in vista sul sito, nessuna inutile dicitura “contatta per maggiori informazioni”, opere firmate e con certificato di autenticità. Se si vuole fare un vero lavoro di accessibilità dell’arte, senza tralasciare la qualità e il valore artistico, è così che si fa.

So che nel mese di dicembre uscirà la nuova Capsule Collection e così cerco in tutti modi di convincere Giulia a dirmi il nome del prossimo artista coinvolto. Alla fine, cede: sarà Davide Sgambaro. Per lui è in preparazione un multiplo in edizione di dieci esemplari. Sgambaro, artista che ci ha abituato a opere pirotecniche (nel vero senso della parola), questa volta si metterà in gioco realizzando lavori che richiameranno all’azione collettiva e a una riflessione sulle contraddizioni del nostro presente.

Purtroppo, non riesco a farmi anticipare nient’altro.

Giulia mi lascia in questo stato di suspense.

Saremo costretti ad aspettare i prossimi giorni per scoprire queste nuove opere, ma sarà solo l’ennesimo motivo per seguire più da vicino questo bel progetto.

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Alessio Vigni
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