Hôtel-Dieu: un dormitorio d’artista in galleria 

La galleria veneziana A plus A si trasforma in una struttura ricettiva per artisti, in risposta al turismo di massa.

In una città che vede da tempo il turismo di massa invadere le proprie calli, ad ogni vetrina aprire attività commerciali e rendere sempre più difficile trovare spazi da adibire ad uso personale, la Galleria A plus A si è trasformata in una struttura ricettiva, ospitando 27 artisti fino al 20 gennaio 2024.

Hôtel-Dieu, Courtesy A plus A Gallery, School for Curatorial Studies Venice, Ph Clelia Cadamuro

Ispirandosi all’idea originaria dell’Hôtel-Dieu, ovvero quello di essere un grande edificio ospitante pellegrini e bisognosi, agli artisti è stato assegnato un posto letto e qualche metratura del muro sovrastante come unica limitazione operativa. La galleria quindi si trasforma e si veste di varie individualità, manifestate dagli artisti nelle loro postazioni. Il letto viene occupato, riempito, modificato, oppure sostituito, ad esempio da una mini-serra (Anna Marzuttini). Alcuni invece perdono la loro funzione. Non più un materasso comodo sul quale trovare riposo, ma un posto ostile e pericoloso, come il letto di Pierluigi Scandiuzzi.

Ornella Cardillo decide di eliminare il letto e presenta un’installazione che cala dal soffitto. Queste due figure che fluttuano nell’aria sembrano voler sorvegliare, o forse infastidire, la sagoma sottostante di Barbara Prenka che, nascosta tra le coperte, guarda video sui social prima di addormentarsi. Altri artisti invece vedono il letto come supporto scultoreo nel quale inserire nuovi mondi. Come nel caso di Alessandro Bevilacqua, il quale costruisce una grotta nel cuscino che ospita una miniatura, o di Giulia Maria Belli, che ci invita a guardare all’interno del poggiatesta attraverso una lente, e scovare un mondo che lo abita.

Hôtel-Dieu, Courtesy A plus A Gallery, School for Curatorial Studies Venice, Ph Clelia Cadamuro

Hôtel-Dieu rappresenta la possibilità a più individui di coesistere in un edificio. Un Hôtel-Dieu contemporaneo, dove al suo interno non vi sono senzatetto o pellegrini, ma artisti che hanno bisogno di uno spazio proprio. Nasce così, alla Galleria A plus A, un nuovo Hôtel-Dieu.

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Lucrezia Odorici
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