Esther Stocker: Uno Scenario Mentale tra Orditi della Razionalità

Alla Fondazione Alberto Peruzzo uno spaccato del lavoro dell’artista italo-austriaca

Nell’incredibile cornice della Nuova SantAgnese a Padova, la Fondazione Alberto Peruzzo offre uno sguardo penetrante nell’immaginario di Esther Stocker. La mostra Uno Scenario Mentale, curata da Riccardo Caldura, offre uno spaccato unico del lavoro dell’artista italo austriaca, proiettando il suo universo creativo sulla tela e nella tridimensionalità.

Esther Stocker, nata a Silandro nel 1974 e ora residente in Austria, plasma uno spazio mentale senza confini attraverso una serie di tele e sculture, alcune create appositamente per l’occasione. La navata dell’ex Chiesa di SantAgnese diventa il palcoscenico di un collasso strutturale, una de-costruzione delle regole geometriche che è tanto audace quanto affascinante, come spesso amava dire Picasso: “è più facile distruggere che costruire”. Le opere esposte, caratterizzate da griglie geometriche e studi accurati delle relazioni formali primitive, sembrano emergere da un processo di compressione, una sorta di metamorfosi che rivela la struttura sottostante, mentre le sculture, disseminate a pavimento, a parete o sospese nell’ambiente, portano con sé una tensione dinamica che sfida la staticità geometrica, nell’insieme nel proprio spazio visivo si può connettere con un panorama intenso.

Esther Stocker, Untitled, ph. Markus Gradwohl

Il cuore della poetica di Esther Stocker è intriso di matematica, un elemento essenziale del suo approccio artistico. Le strutture geometriche, basate su moduli ripetitivi, creano un ritmo apparentemente ordinato, ma l’artista introduce deviazioni che rompono deliberatamente l’ordine costituito. La griglia ortogonale, fondamento della sua composizione, subisce distorsioni e scivolamenti, senza mai abbandonare la sua natura ordinativa. Uno Scenario Mentale non è solo una mostra, ma un viaggio in un paesaggio surreale dove la bidimensionalità cede il passo a una profondità cosmica, quella profondità tanto cara alle origini della ricerca dell’ignoto, mentre le tele a fondo nero raccontano storie di esplosioni e implosioni della materia, richiamando la vertigine dell’universo.

La mostra proposta dalla Fondazione Peruzzo non si limita all’esplorazione dell’opera di Esther Stocker. Il focus Orditi della Razionalità, curato dal prof. Caldura, presenta opere astratto-geometriche di artisti come Josef Albers, Alberto Biasi, Dadamaino, Fernand Léger e Paolo Scheggi.  Questi pezzi, parte della collezione permanente della Fondazione, gettano uno sguardo sul fervore creativo degli anni Sessanta e il legame di Esther Stocker con questa tradizione. Il confronto con le opere dei maestri del passato non fa che arricchire la narrazione, posizionando l’artista contemporanea in una continuità di ricerca e innovazione. Il territorio padovano, da sempre crocevia di influssi culturali, si fa teatro di questo dialogo tra il presente e il passato, tra l’astrazione geometrica degli Anni Sessanta e la contemporaneità.

Esther Stocker, Arge Kunst, ph. Martin Pardatscher

La mostra, aperta fino al 3 marzo 2024, rappresenta un’occasione imperdibile per immergersi nelle profondità di uno scenario mentale unico e affascinante. Esther Stocker, con la sua maestria nel plasmare la razionalità geometrica in un vortice di emozioni visive, si conferma come una figura di spicco nell’arte contemporanea.

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Francesco Liggieri
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