Il pensiero per analogiam di Gianni Caravaggio

Alla GAM di Torino una raffinata mostra antologica ripercorre le tappe dell’artista teatino dal 1995 a oggi

Il piano -1 della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino è uno spazio bianco e pulito, dove la luce siderale gioca un ruolo fondamentale. Nessuna didascalia alle pareti, solo una cartina aiuta il visitatore a orientarsi tra le eleganti opere della mostra Gianni Caravaggio. Per analogiam, aperta fino al 17 marzo 2024.
Un percorso da fare in religioso silenzio per cercare quel significato evocativo a cui rimandano le 27 opere (realizzate in trent’anni di lavoro, insieme alle cinque prodotte per l’occasione) di Gianni Caravaggio, nato a Rocca San Giovanni nel 1968, entrato a far parte della collezione del museo dal 2001. In un mondo in cui la logica e la razionalità possono sembrare dominanti, l’arte di Caravaggio sfida e supera tali categorie, immergendoci in un’altra dimensione, dove ogni forma è anche metafora.

Installation view, ph. Edoardo Piva

Per Elena Volpato, curatrice della mostra, nulla avviene per caso nell’universo regolato dalla legge dell’analogia: tutto è cosmo, tutto custodisce significati. Sta poi nello sguardo di chi ne legge i simboli tracciare i fili di congiunzione tra i fenomeni, riconoscere le similitudini, scoprire la corrispondenza tra quanto ci sovrasta e le piccole cose di cui è composta la vita.

Quello che Caravaggio ci invita a fare è quindi andare oltre, riflettere sulla presenza e sul significato delle opere che trascende il qui e ora. Ad esempio, tra le opere a cui dare nuovi significati, troviamo una coperta nera ricamata di stelle bianche, disposte in un preciso ordine: il loro disegno ripete la posizione delle costellazioni sopra Torino il 31 ottobre alle sei della sera, giorno e orario di inizio dell’inaugurazione di questa mostra. I visitatori si trovano così inclusi in un perfetto rispecchiamento tra il microcosmo ricamato e il cielo sopra il museo.
Ritroviamo poi un simile rimando anche nell’opera Lo stupore è nuovo ogni giorno: la costellazione rappresentata è quella del giorno e dell’ora della nascita dell’artista, che qui rimanda anche al momento della rivelazione.

Installation view, ph. Luca Vianello e Silvia Mangosio

Tra le opere disposte a terra lungo il percorso, saltano inoltre all’occhio due coppie di palme, unite come se fossero due mani congiunte, una lasciata naturale e l’altra fusa nel bronzo; un polpo e un calamaro “che si allontanano per incontrarsi dall’altra parte del globo”; e nuvole in alabastro “che mostrano i propri sentimenti”. Troviamo poi opere in bronzo, fusioni in alluminio, matite d’argento su cartoncino, accostati a materiali non canonici come borotalco e lenticchie.
La scelta dei materiali per Caravaggio infatti non è casuale: il suo obiettivo è quello di mettere in dialogo materiali pesanti tipici della scultura, come il marmo, ad altri leggeri e inusuali, come il vetro, proprio per aiutare il pubblico a ricreare nuovi immaginari.
La mostra poi continua nel giardino della GAM con l’opera Quando nessuno mi vede, dove il visitatore è invitato a cercare una foglia in marmo nero che sembra voler trovare riparo all’ombra di un cespuglio.

Installation view, ph. Edoardo Piva

Gianni Caravaggio. Per analogiam è la terza tappa di un ciclo che la GAM dedica all’arte contemporanea italiana, preceduta nel 2021 da una prima esposizione che ha trattato il tema della contraddizione grazie a una collettiva di cinque artisti e nel 2022 da una seconda mostra sul pensiero metamorfico. Contraddizione, metamorfosi e analogia, sviluppati nelle tre tappe del ciclo, non sono quindi semplici temi, ma il nucleo essenziale della natura stessa dell’arte. Questi concetti, spesso considerati contrari alla logica e alla razionalità, sono in realtà i processi naturali con cui la mente umana dà senso all’esperienza del mondo.

Caravaggio è un maestro del pensiero per analogia e riesce mettere alla prova e a coinvolgere il visitatore in un gioco di infiniti possibili rimandi.

Installation view, ph. Edoardo Piva
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Francesca De Pra
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