SUPER FRESH: TAI – TUSCAN ART INDUSTRY

Il progetto di ricerca per creativi allinterno di siti di archeologia industriale

Che bello il Natale, un momento che aspettiamo tutto l’anno, no?

Le famiglie di tutta Italia si riuniscono e ogni persona che abita fuori dalla propria regione di nascita fa ritorno alla sua casa d’infanzia per prendere parte a cene e pranzi affollati. Natale è quel periodo dell’anno in cui tutti noi torniamo un po’ bambini e ci riavviciniamo alle nostre radici.

Anche io ho deciso di intraprendere questo esodo qualche giorno prima della Vigilia di Natale. Quest’anno rientro in auto così da avere l’elasticità necessaria per concedermi una tappa intermedia.

Dalla Serenissima mi metto in viaggio per raggiungere le campagne toscane nei dintorni di Siena. Il viaggio dura poco più di tre ore e, all’altezza di Firenze, prendo l’uscita per PRATO Est: oggi il punto di arrivo per questo nuovo episodio di SUPER FRESH è il TAI, acronimo del TUSCAN ART INDUSTRY.

Uscito dall’autostrada entro nella parte più periferica di Prato, dove la presenza di storiche fabbriche locali, accanto a quelle ancora attive, è segnata da capannoni ormai dismessi. Ed è proprio lì che, in Via Genova 17/4, mi aspetta l’artista Chiara Bettazzi, responsabile e fondatrice di questo bel progetto. Il TAI rappresenta la massima estensione del lavoro di ricerca che la stessa Chiara porta avanti negli anni attraverso il contatto diretto e costante con le strutture di archeologia industriale presenti e scomparse, sul territorio di Prato e provincia.

Chiara Bettazzi, 2023, ph. Toast Studio

Il progetto nasce nel 2015 e oggi è un vero e proprio laboratorio di ricerca in cui sono coinvolti numerosi professionisti che operano nei settori culturale, artistico, storico e architettonico.

La manifestazione, con cadenza annuale, si sviluppa attraverso diversi piani d’azione che vanno dalla rigenerazione dei luoghi abbandonati, alla formazione dei giovani attraverso workshop, residenze, fino alla creazione di itinerari volti a sviluppare nuove forme di turismo alternativo che valorizzino le peculiarità della città.

Chiara mi conduce all’interno di un grande cortile, la CORTE DI VIA GENOVA, nata nel 2005 allinterno dellex Lanificio Umberto Bini, in un contesto di archeologia industriale a quel tempo in stato di abbandono. Adesso, gli ex capannoni tessili si sono trasformati e sono diventati spazi di scambio culturale e sperimentazione attraverso il lavoro svolto dalle realtà presenti nella corte.

Entrando qui sembra di mettere piede dentro un vero e proprio villaggio culturale, vivo, in cui arte, design, fotografia, architettura e anche la musica, assumono un ruolo fondamentale nello sviluppo dellidentità creativa della città di Prato. In quella realtà, un luogo in perfetto equilibrio tra storia e creatività, si sviluppa anche l’ORTO IN FABBRICA, un presidio verde realizzato allinterno di casse di legno per la filatura, provenienti da alcune fabbriche del territorio. Allinterno dellorto sono presenti oggetti oggi rifunzionalizzati e ispirati agli orti che gli operai, fin dal 1800, costruivano nei terreni attigui alle industrie, attraverso luso di materiali di scarto delle fabbriche stesse o della propria quotidianità. 

Orto in fabbrica, TAI – Tuscan Art Industry

Lidea è quella di superare la concezione del giardino come entità puramente ornamentale a favore della progettazione di vere e proprie oasi per la biodiversità, orticola e selvatica: troviamo, infatti, varietà antiche di ortaggi e frutti da riscoprire, unite a piante spontanee.

Il progetto TAI, come ogni tipo di relazione tra Chiara e gli artisti con cui collabora, nasce all’interno del suo studio, il SC 17. È qui che la stessa Chiara ha iniziato a indagare la complessità di quel territorio ed è sempre qui che è costantemente alla ricerca di formati ibridi di condivisione, che si concretizzano in progetti connessi allarte contemporanea e allarcheologia industriale. Questo coinvolgimento nel tempo si è ampliato e ha iniziato a coinvolgere anche le realtà industriali di Prato ancora attive.

Il TAI appare come un vero nucleo di unione e di propagazione per quella realtà urbana, un progetto che si rinnova di anno in anno con call cicliche per portare lì artisti e creativi di altri luoghi.

L’ultima edizione, TAI 2022-2023 è stata pensata come una call divisa in due momenti distinti: How To – Narrazioni dal contemporaneo e You too – Call for projects. Un primo momento formativo, una masterclass dedicata alle esperienze di ricerca raccontate dai professionisti del mondo dellarte e della cultura. How To, è stato un insieme di racconti esperenziali di ricerche e progettualità in grado di trasmettere una visione e un approccio virtuoso su come lavorare, progettare e intervenire su un territorio in base alle sue specificità esprimendone il potenziale di connessione con il contemporaneo.

Il secondo momento You too – Call for projects si è configurato come una selezione riservata ai giovani creativi per lideazione e la realizzazione di nuove proposte progettuali. L’artista selezionata per questo nuovo ciclo è stata Chiara Ventura, classe 1997. Nella sua ricerca lanalisi sul corpo, sulle relazioni e reazioni che questo ha con psiche, emotività e lAltro, è il punto di partenza per gli sviluppi di una pratica, prevalentemente performativa, dove il punto scomodo, non protetto, per chi fa e per chi guarda, è al centro dellattenzione. Ventura indaga e denuncia gli aspetti più subdoli delle forme di violenza presenti nella contemporaneità ed è interessata agli aspetti politici del comportamento umano. Nel 2020 co-fonda plurale, una forma collettiva di presenza nel mondo, ed è con il collettivo, composto anche da Leonardo Avesani, che realizzerà il progetto finale della sua ricerca, che verrà presentato al TAI nel febbraio 2024.

TAI – Tuscan Art Industry

Resto affascinato da questa realtà poco fuori dal centro di Prato e mi fermo a chiacchierare ancora qualche minuto con l’ideatrice di tutto questo, l’artista Chiara Bettazzi, ed è nelle sue parole che capisco il valore che lei dà all’idea di “collaborazione”. Chiara sembra una persona davvero aperta alle influenze e questo appare chiaro anche nel progetto TAI. Troppo spesso siamo abituati ad artisti che si isolano nel loro individualismo per portare avanti una ricerca che risulta poi sterile e poco stimolante. Qui, invece, l’aria che si respira è totalmente diversa.

Saluto Chiara e la ringrazio.

Riprendo la mia auto, pronto a percorrere la strada che mi divide da pranzi in famiglia e giornate da trascorrere vicino al camino. Una prospettiva d’ozio niente male.

E anche questo 2023 ce lo siamo portati a casa!

SUPER FRESH vi augura buone feste e ci vediamo a gennaio pronti per un nuovo episodio.

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Alessio Vigni
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