L’arte pittorica di Andrea Luzi

Sacro e profano si fondono nella prima mostra personale dell’artista marchigiano negli spazi della galleria 10 & zero uno

Nel cuore di Venezia, nella zona più “art addicted”, ovvero via Garibaldi, all’interno delle affascinanti pareti della micro galleria 10 & zero uno, si svela uno spettacolo visivo, un regno di figure enigmatiche, narrazioni distopiche e la convergenza di cultura alta e bassa.

La prima mostra personale di Andrea Luzi, Colando dalle stelle oscure, curata da Chiara Boscolo, introduce gli spettatori a un universo mistico. Il critico e curatore Carlo Sala, nella sua esplorazione critica del lavoro di Luzi, ci guida attraverso le complessità di questa odissea artistica: Luzi nasce ad Ancona nel 1997 e si innalza come un alchimista contemporaneo, intrecciando tappeti intricati che sfidano una facile categorizzazione. Il suo lessico visivo, profondamente radicato in una moltitudine di influenze, spazia dalla musica alla filosofia, dalle arti grafiche alla letteratura. Nella mostra questi elementi si svelano come una sinfonia narrativa, in cui ogni tela rappresenta un elemento frammentato che contribuisce a un corale più ampio.

Un’opera su cui soffermarsi, La grandezza del nulla (2023), risuona con echi di polittici antichi, offrendo un tocco moderno agli sfondi unificati della fine del Quattrocento. L’opera di Luzi, come i suoi predecessori, presenta elementi figurativi frammentati, culminando in una narrazione visiva collettiva. L’iconografia eclettica dell’artista, tratta da stimoli diversi senza citazioni dirette, parla di una fusione tra cultura alta e popolare.
La grandezza del nulla, 2023, olio, colore per tessuto, resina su lino, e cornici in faggio, dettaglio, ph. Stefano Camera

Al centro dell’ispirazione di Luzi si trova il saggio di Eugene Thacker Tra le ceneri di questo pianeta (2011), una riflessione toccante sul pessimismo storico in mezzo alle crisi contemporanee di clima e incertezza esistenziale. Le meditazioni nichilistiche di Thacker forniscono un quadro teorico per i dipinti di Luzi, dove riferimenti occulti, cerchi magici e una tensione tra sacro e profano si fondono.

È chiaro che nel lavoro di Luzi ci sia un Bestiario contemporaneo, reminiscente delle tradizioni medievali, enumerando animali reali e immaginari, intrisi di echi pagani.

Le forme iconiche dell’artista subiscono mutazioni speculari durante il processo creativo, dando luogo a composizioni che rivelano architetture instabili, animali misteriosi e mondi visionari.

L’opera Labominio vacilla, colando dalle stelle oscure (2023) trae ispirazione dal celebre racconto di H.P. Lovecraft Il richiamo di Cthulhu, dando vita a prospettive incongrue e strutture distorte. Questi elementi architettonici, con la loro morfologia informe e tonalità drammatiche, riappaiono in altre opere come Potenza mietitrice (2023), creando un amalgama visivo che trascende confini storici e temporali. L’approccio gestuale e diretto di Luzi alla pittura, influenzato dalla sua esperienza con la tecnica del monotipo, porta a composizioni che evocano un senso di instabilità. La palette cromatica, tendente al monocromo, fa eco alle influenze dell’artista provenienti dall’Europa settentrionale.

Labominio vacilla, colando dalle stelle oscure esplora la ciclicità delle stagioni, i rituali legati alla terra e il concetto ineluttabile della morte. Luzi cattura precarietà e transitorietà, narrativamente e formalmente, creando mondi sull’orlo del collasso: una riflessione artistica della tumultuosa era contemporanea.

Potenza mietitrice, 2023, olio, colore per tessuto e resina su tavola, ph. Stefano Camera

Soffermarmi a guardare le opere di questo artista, così capace di narrare attraverso la pittura con tutti gli elementi a sua disposizione, mi ha ricordato l’abilità di grandi maestri del passato, come Bosch, che raccontavano storie inserendo una molteplicità di diversi elementi che portano lo spettatore ad un’osservazione analitica dell’opera.

Credo sia una piccola mostra ma davvero piena di elementi, interessante per chi ama la pittura, ma anche per chi di mostre non se ne intende, di una facilità di comprensione unica.
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Francesco Liggieri
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