Dentro e fuori dal corpo: un’odissea sonora esplorata

In occasione di Arte Fiera 2024, il borgo di Colle Ameno ospita una mostra collettiva che esplora il suono attraverso l’esperienza del corpo, unendo arte visiva, sound art e musica

John Cage diceva, tra le tante interviste e incontri che ha fatto nel suo percorso artistico e di musicista, che il suono è anche il silenzio. Il suono è anche ciò che non ti aspetti. Stavo riflettendo su questa frase dell’artista americano mentre mi inoltravo nel regno dell’esplorazione sonora, dove i confini tra suono e arte convergono, per visitare Sound: inside and outside of the body. All’interno della programmazione di Art City 2024 e curato da Iside Calcagnile di Spazio Relativo e Moe Yoshida Veggetti di Studio Yoshida, questo viaggio sonoro, del tutto diverso da quello che la kermesse bolognese ci propone, si trova fino al 9 marzo a Villa Davia, nel borgo di Colle Ameno (Sasso Marconi) ci invita a interrogarci sull’essenza di vivere attraverso il suono.

ACB 2024 | Ira, Elevare per impeto violento, Milena Rossignoli, 2022, Ph. Pol Masip

Le opere d’arte sonore, in senso ampio (molto probabilmente dovremmo solo identificarle come opere), sono come sussurri lontani ed eterei che danzano e si insinuano tra i confini dell’udibile e dell’immaginario, esplorando il linguaggio dell’incorporeo, creando, disegnando con l’ausilio di onde un paesaggio sonoro che si fonde con il reale e l’incredibile. Ci ricordano come l’uso di suoni, rumori e silenzi, possa provocare emozioni e stimolare riflessioni profonde, sfidando le convenzioni artistiche tradizionali. Cosa che in genere nelle esposizioni non accade al visitatore, ma che qui è qualcosa di normale. Nell’incredibile panorama di questa forma d’arte, gli artisti diventano architetti del suono, modificando e creando esperienze sensoriali uniche che sfidano la nostra percezione del mondo come lo concepiamo e vediamo. Dal canto di un uccello al ronzio di una città, le opere d’arte sonore catturano l’essenza della vita e trasformano l’ordinario in straordinario. Attraverso queste composizioni, gli artisti creano un ponte tra il tangibile e l’intangibile, regalando al pubblico un viaggio immersivo in un mondo ricco di suggestioni e significati nascosti.

Baudouin Oosterlynck, Prothèse avec Chambre Opus 125, 1995

L’esposizione, sostenuta dal Comune di Sasso Marconi e patrocinata dalla Fondazione Guglielmo Marconi, promette un’esplorazione sfumata del suono attraverso le pratiche artistiche contemporanee. Modellando una tela che va oltre la categorizzazione, la mostra si addentra nei diversi mondi dell’arte visiva, della sound art e della musica. Qui, l’esperienza del suono si intreccia con il corpo reale o immaginario, plasmando una narrazione che immerge i visitatori nell’essenza della percezione uditiva.

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Francesco Liggieri
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