Giovani favolosi: i protagonisti della 106^ collettiva alla Bevilacqua La Masa

Il futuro di uno dei programmi di residenze più antiche d’Europa

Fondazione Bevilacqua La Masa ha inaugurato la nuova Collettiva Giovani Artisti alla Galleria di Piazza San Marco, nel cuore di Venezia. La 106^, un numero di tutto rispetto per la più antica tra le collezioni e istituzioni dedicate all’arte contemporanea. In mostra quindi (fino al 24 marzo) le 26 opere di giovani autori, tra i 18 e 30 anni e i vincitori del premio acquisto: Zehui Xu e Giorgia Contin al primo posto, secondo per Giorgia Prandin e, a seguire, Federica Gottardello. Menzione speciale per Giulia Enzo e Sofia Vasilisa Izmailova per il loro mix di sapiente applicazione tecnica e giovanissima età, mentre è di Linda Durighello la miglior proposta grafica per l’immagine coordinata della mostra.

Nomi da tenere sicuramente d’occhio per il futuro: non è raro che i giovani favolosi, in particolare pittori, protagonisti della scena artistica contemporanea, veneziana e non, arrivino proprio da un’esperienza alla Fondazione BLM. Stay tuned, come dicono i non-più-giovani.

Ma la collettiva è solo uno degli appuntamenti tradizionali della BLM, in sinergia con istituzioni nazionali e internazionali. Nell’anno di Biennale Arte non mancheranno, ovviamente, proposte anche da parte dell’istituzione: tra gli eventi principali da segnare nelle già fittissime agende cittadine, la mostra con nuove opere di Guglielmo Castelli; dell’artista visiva messicana Betsabeé Romero, che inaugureranno in concomitanza con Biennale; mentre da settembre a novembre la galleria di Piazza San Marco ospiterà gli acquerelli di Andrey Esionov.

Federica Gottardello, Chiedi alla siepe, 2005

Ma il punto di forza della BLM sono e restano, senza dubbio, le opportunità dedicate agli artisti emergenti con programma di residenze e tra i più antichi in Europa, quest’anno guidati da un nuovo acquisto: la curatrice Cristina Beltrami che, con Marina Bastianello, consigliera di amministrazione BLM, Massimiliano Bugno, gallerista, Andrea Busto, direttore del Museo Ettore Fico di Torino e Riccardo Caldura, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, ha selezionato gli autori.

Altra news: ai 15 atelier, sette a Palazzo Carminati e otto in Giudecca, si aggiungeranno entro la fine dell’anno anche una decina di spazi nel pieno centro di Mestre. Ovvero, nel nuovissimo progetto che vede coinvolti i Musei Civici in terraferma, nello spazio dell’ex Emeroteca che, oltre al caffè letterario, ospiterà proprio degli atelier. Una zona altamente strategica per portare la produzione artistica nel cuore della terraferma veneziana. Anzi, per rafforzarne la presenza, vista la prossimità con gli studi di artisti come Kadabra e Zolforosso, ma ci sono anche Holic e Home Studio, agenzia di comunicazione, spazio polifunzionale, concept store and more, ovviamente Marina Bastianello Gallery nel chiostro di M9 e, entro fine anno, anche la nuova sede di art-frame che avrà uno spazio espositivo inedito dedicato ai new media.

Nota a margine, ma non troppo: il legame con i Musei Civici nel sostegno ai giovani artisti della Bevilacqua La Masa consiste nel progetto Alchimie, con MUVE e Confindustria Veneto, e soprattutto nell’ospitalità di una selezione di opere a Ca’ Pesaro, oggi Galleria d’arte Moderna e Contemporanea, ieri dimora di Felicita Bevilacqua La Masa, e prima sede dell’Istituzione.

106^ Collettiva Giovani Artisti, installation view

Quella con MUVE è una delle sinergie attive, insieme a Fondazione Bilbao, A4 SMART, dedicata all’innovazione tecnologica applicata alla fruizione dell’arte, e poi il Premio letterario Mario Stefani, CreArt 3.0 un intenso programma di mobilità transazionale per artisti under 40, Ca’ Foscari Short Film Festival.

Una liaison di tutto rispetto anche quella con Arte Fiera Bologna, che con BLM condivide un primato di longevità e dove l’istituzione veneziana ha potuto presentare, anche quest’anno, i lavori degli artisti in residenza. Una possibilità certamente, quella di mettere un piede nella piena operatività, tra i galleristi, i collezionisti, ma anche una sfida non da poco; e non solo per la capacità di comprimere 15 artisti in un mini-booth, quello destinato alle realtà no profit, ma anche per la capacità di sapersi raccontare ancora, in questo mondo, dopo oltre cento anni.

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Chiara Vedovetto
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