Il libro, a cura di Daniele Capra e Nico Covre, racconta la storia decennale di RAVE, residenza artistica nella campagna friulana in cui vivono animali salvati dal macello
Fulmine era un pony, un puledro molto piccolo, che viveva in una casa di campagna gestita da contadini. Una bambina, Tiziana, era affascinata da quell’animale e anche se non abitava lì, passava tutti i pomeriggi a trovare il pony e a giocare con la sua amichetta, che, come Fulmine, viveva in quella casa. Le bambine si divertivano in quel luogo, c’erano tanti animali e poi si sa, in campagna la fantasia viaggia più velocemente rispetto alla città.
Un giorno il padrone di quella cascina chiamò le bambine per salutare Fulmine “Oggi sarà il suo ultimo giorno qui” – disse il contadino, proprietario di Fulmine. Non essendo femmina, e quindi non servendo per riprodurre altri puledri, il pony era destinato al macello. Tiziana reagì d’istinto e iniziò a piangere aggrappandosi a quel cavallo in miniatura. Provarono ad allontanarla, ma fu impossibile, lei lo stringeva così forte che il contadino fu costretto a chiamare sua mamma per cercare di calmarla.
“Tiziana, questo non è un giocattolo, è una vita e non puoi fare come con le bambole che una volta perso l’interesse poi le accantoni. Se lo vuoi tenere ti dovrai prendere cura di lui.”
Fulmine visse per ventotto anni e per poco non ha visto la nascita di RAVE, il progetto che Tiziana Pers e sua sorella Isabella hanno creato, forse anche in suo onore.
Il volume narra con parole e immagini la storia decennale di RAVE, dalla sua fondazione a oggi.
Al centro del libro c’è il dialogo tra Isabella e Tiziana Pers, Nico Covre e Daniele Capra, in cui si raccontano aneddoti e storie di quel progetto, tutto però è preceduto da un’introduzione di Felice Cimatti, che contestualizza il rapporto tra arte e vita animale, e da un testo di Giovanni Marta, una delle principali energie di questo progetto.
RAVE nasce dall’incontro fortuito di Isabella e Tiziana Pers con l’artista Adrian Paci, avvenuto a un talk a Trieste Contemporanea, e con Giovanni Marta, co-fondatore dell’agenzia di comunicazione Vulcano Agency, nell’ambito di una mostra che Daniele Capra seguiva presso Superstudio Più a Milano.
Nel libro Isabella ci spiega che: RAVE è nata come una residenza artistica, poi è diventata un meta-progetto, all’interno del quale viene invitato ogni anno un artista a realizzare una nuova ricerca in interazione con il contesto di RAVE, condividendo cioè spazio e tempo con gli animali. Insieme all’artista vengono invitati anche curatori, altri artisti, studenti e studiosi, architetti, scienziati e filosofi a partecipare a dei dialoghi, partendo dalla relazione tra arte contemporanea e questione animale. Una delle cose più forti del progetto è proprio questa spinta alla condivisione, in uno scenario antispecista.
È Adrian Paci, nel 2010, a cogliere sia la libertà che si respira in quel luogo, immerso nella campagna friulana (a Trivignano Udinese), che la grande opportunità di poter vivere insieme agli animali salvati dal macello da Tiziana Pers. Quest’ultima, porta avanti da anni il progetto Art History, una pratica artistica che prevede di realizzare e poi regalare il ritratto di un animale a dimensione reale a un macellaio, un proprietario, un allevatore o a un pescivendolo in cambio di quello stesso animale vivo: un’opera d’arte che salva una creatura da un destino certo. Nel corso degli anni quel luogo si è lentamente popolato di animali salvati, diventando sia uno spazio di cura per quelle creature, che per coloro che prendono parte a quel progetto.
Nel corso degli anni, a Paci seguono ospiti come Regina José Galindo, Igor Grubić, Liliana Moro, Ivan Moudov, Adrian Paci, Diego Perrone, Tomás Saraceno e Giuseppe Stampone, creando un unicum in Europa.
L’attività sociale di RAVE riguarda essenzialmente due ambiti: l’attività artistica e quella culturale, mirata a ripensare un nuovo ruolo della specie umana nei confronti dell’alterità animale. Questo aspetto è conservato anche nel volume dove il lettore si può muovere liberamente tra contenuto testuale e visivo, in un vortice corale in cui immagini di animali e parole di animali-umani si alternano in un equilibrio perfetto.
Nella parte finale del volume c’è un’intera sezione, chiamata Animali salvati, dove si possono vedere le foto delle opere che Isabella e Tiziana hanno realizzato e poi regalato per salvare quelle vite.
Il libro è pubblicato da Quodlibet e prodotto da Vulcano Agency, che ne ha curato anche la progettazione grafica. Lo si può acquistare in libreria, sul sito dell’editore e sulle principali piattaforme.
In queste pagine si racconta una bella storia, una narrazione che non è destinata a terminare, ma che mira a evolversi e a raggiungere nuovi livelli di dialogo. So che i consigli di lettura si dovrebbero fare sotto Natale, ma qui ad art-frame lo si fa solo quando si incontra qualcosa di bello.
Buona lettura.
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