We Art Open, un’antenna per il futuro dell’arte contemporanea

La mostra, frutto della settima edizione dell’omonimo premio internazionale, è aperta al pubblico fino al 29 febbraio negli spazi di Crea Cantieri del Contemporaneo alla Giudecca, Venezia

Qual è il ruolo oggi dell’arte contemporanea? La risposta è nella mostra We Art Open. Risultato della settima edizione del premio, ideato da No Title Gallery e promosso da Crea Cantieri del Contemporaneo Venezia e per la prima volta Worlwilde, We Art Open presenta le opere di trenta artisti da tutto il mondo che utilizzano la loro arte come mezzo per esplorare temi come l’identità, la giustizia, i diritti umani, il cambiamento climatico e altro ancora, fornendo spunti per la riflessione critica e il dibattito. La scelta di aprire le porte ad artisti provenienti da Paesi, culture e contesti diversi è stata sicuramente un passo avanti per portare (a Venezia, ma non solo) nuove prospettive.

Installation view

Gli ampi spazi di Crea Cantieri del Contemporaneo alla Giudecca danno quindi la possibilità, fino al 29 febbraio, di percorrere un viaggio nelle sfide, nella creatività e nelle voci degli artisti, i cui lavori sono stati selezionati in sei categorie da una giuria di professionisti: pittura e grafica; scultura e installazione; fotografia; video, performance e nuove tecnologie; land art e progetti site specific; e Hdemia (sezione per studenti di arti visive, licei, accademie e università).

Più che un percorso di visita, We Art Open è un invito alla riflessione. Percorrendo i tre spazi espositivi in cui è suddivisa la mostra, il visitatore è chiamato a riflettere sullo stato del nostro mondo, spesso sospeso tra ideali e idealità, tra possibilità e impossibilità, e che ora ci presenta scenari di guerre, cambiamenti climatici, emergenze politiche e sociali.

Arianna Ellero, Quanto Blu_ Blue Quantum

Per questo è importante entrare da Crea con la mente libera e il cuore leggero, senza guardare l’orologio: qui occorre prendersi tutto il tempo necessario per immergersi nelle opere esposte e lasciarsi guidare dalle emozioni. E molte emozioni ci sono state durante l’opening (sabato 17 febbraio, ndr), quando sono stati svelati i nomi dei vincitori dei numerosi premi in palio: il premio in denaro di No Title Gallery, dal valore di 2000 euro, è andato ad Albert Wrotnowski, artista polacco che, attraverso una piccola scultura a forma di dolce, ha fatto conoscere al pubblico una pesante notizia di cronaca avvenuta nel suo Paese: un’orgia omosessuale organizzata dal clero Dabrowa Gornicza. Un fatto che è stato presto dimenticato e che l’artista ha voluto ricordare alludendo anche all’apparente indignazione, al tacito consenso e all’ipocrisia della società polacca.

Albert Wrotnowski, Eclerics, installation view

Notevoli sono inoltre i lavori degli artisti che hanno vinto i premi espositivi. A partire da quello di Cinzia Laliscia, che ha partecipato nella categoria Fotografia e che avrà l’opportunità di esporre nello spazio SV – Centro Espositivo San Vidal. Si tratta di un racconto intimo di un addio mai dato, di un lutto avvenuto durante il periodo terribile del lockdown. In Finalmente posso andare l’artista cerca di superare quel difficile momento rifugiandosi nelle vite e nei luoghi che aveva fotografato in precedenza. Un coinvolgente viaggio nei ricordi che tocca la sensibilità di ognuno di noi.

Un invito a riflettere intorno a tematiche come capitalismo, ambientalismo e religione è l’opera dell’artista selezionato da marinabastianellogallery, Cristopher Webb, che durante la serata di opening ha intrattenuto il pubblico leggendo una parte della prosa che accompagna il suo lavoro Epilogo. I suoi dipinti, che spesso raffigurano navi o treni per il trasporto merci e container, stimolano la contemplazione e la riflessione.

Installation view

Interessanti sono inoltre le opere della categoria Land Art, vinta da Giuliana Storino a giudizio di 10 & zero uno. Con Light Pillars, il progetto di un’installazione composta da sette colonne, l’artista vuole indagare la spazialità della luce e il colore tra architettura e ambiente, qui immaginato come un chiostro quattrocentesco di un museo.
We Art Open è (per la settima volta) una sfida vinta: attraverso opere sorprendenti e stimolanti, gli artisti selezionati hanno saputo catturare l’essenza dei nostri tempi, offrendo ai visitatori uno sguardo profondo e riflessivo sulle molteplici sfaccettature della società contemporanea.

Questa mostra non solo celebra il talento dei vincitori, ma anche la vitalità e la diversità dell’arte contemporanea, confermando ancora una volta il suo potere di ispirare, provocare e connettere le persone in tutto il mondo.

Installation view
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Francesca De Pra
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