Spumes of Flowers: la poesia visiva di Eleonora Rinaldi tra parole e colori 

All’Edge Art Space di Torino una mostra che fonde pittura e poesia, ispirandosi all’opera di Arthur Rimbaud

Ci sono racconti che portiamo dentro di noi fin da quando in tenera età qualcuno ci insegna a sognare, a guardare, ad amare. Molti di questi frammenti ci rimangono dentro, come dei semi che al momento opportuno nasceranno, sbocceranno e faranno parte di noi per sempre, nel bene e nel male.

Da bambina, mio nonno portava noi nipoti a fare avventure nei campi e nei boschi, in cui raccoglievamo fiori e catturavamo grilli e lucertole. Questi momenti sono sempre rimasti impressi nella mia memoria come qualcosa di magico e separato dalla quotidianità. In un certo senso dipingere mi fa ritornare a quei momenti di meraviglia, potenziandoli di un esotismo che li spinge ancora più lontano” è quello che Eleonora Rinaldi mi ha raccontato qualche mese fa quando andai a trovarla mentre lavorava alla sua personale per Edge Art Space di Torino, Spumes of Flowers, ed ho sempre pensato che fosse la strada giusta per una mostra: la memoria che parla di poesia.

Le opere che si possono ammirare negli spazi della galleria torinese traggono ispirazione da libri di poesia come Le Bateau Ivre di Arthur Rimbaud, e guardando bene il lavoro possiamo notare che Rinaldi traccia un ponte che collega la parola e il colore, trasformando le suggestioni poetiche in una tela di immagini astratte ed evocative, in certi punti con una tale forza da essere l’opera stessa pura poesia. Il processo creativo si sviluppa attraverso un interessante percorso che sposa materiali e intuizioni tecniche e di colore, oltre a un grande lavoro di giochi di luci e ombre non facili da gestire ma che danno un grande contributo all’intero racconto su tela. La scelta dei soggetti nasce da una comune ricerca di figure che provengono da fotografie ritagliate da libri, riviste e dal web, trasformate in una mappa di connessioni intuitive, dove ogni singolo elemento può tornare utile ai fini della narrazione pittorica, composta da grandi pennellate e colori forti. Prima di tutto però nell’atto creativo di Rinaldi c’è il disegno. Qui le sue linee tracciano il percorso su cui il pennello si deve inserire, fino a comporre la figura finale che si sviluppa tra gli spazi bianchi della tela.

Eleonora Rinaldi, Those golden fish, 2024

La pittura di questa giovane artista non è né leziosa né arrogante, semmai dà allo spettatore ed alla sua mente la possibilità di sentirsi liberi di spaziare su tutta la superficie della tela, permettendo a chi vede di svincolarsi da ogni retorica del caso, una forma di espressione libera e autonoma, guardare senza peso per andare oltre. Il tema centrale che emerge dalle opere di Rinaldi è una sorta di dialogo immaginario tra l’umano e la natura, qualcosa di apparentemente semplice ma distorto, che sfiora la metamorfosi, enfatizzando alcune caratteristiche in modo quasi oltre coscienza. La sua pratica artistica si presenta come un paesaggio interiore, un territorio intrinsecamente irrisolto, carico di tensione verso una possibile riconciliazione, qualcosa che ricorda l’Io più profondo, ma alla maniera di Jung. Anche il ricordo è un elemento chiave nella poetica di Rinaldi, agisce come filo conduttore nel tessuto delle sue opere. Se prima abbiamo più territori da prendere in considerazione, il ricordo ci aiuta a impostarli tutti nel nostro navigatore sensoriale. Eleonora abbraccia la memoria come un punto di partenza positivo, un ponte tra passato e presente. Nella sua pittura, la memoria si traduce in una sorta di fuga verso momenti di meraviglia, un esotismo che spinge oltre i confini della realtà quotidiana, qualcosa di cui sappiamo essere capaci ma che non sempre riusciamo a vivere.

Eleonora Rinaldi, Tragic footlights, 2024

Nelle parole che ho riportato della stessa Rinaldi, possiamo capire che le sue opere sono narrative e rivelano qualcosa di indefinibile. L’osservatore si trova coinvolto in un viaggio sensoriale, dove la pittura diventa una rivelazione, sia per l’artista che per chiunque si lasci coinvolgere da questo affascinante universo di colori e memorie. Questa bellissima storia che vi ho appena narrato e che fonde poesia e pittura è in mostra all’Edge Art Space di Torino fino al 22 marzo 2024.

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Francesco Liggieri
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