Il cartamodello si racconta in un libro

Mappa e architettura del corpo, tra arte, design, moda: un itinerario nell’uso e nelle funzioni dell’abito a cura della designer Colomba Leddi e della giornalista Lisa Corva

Il cartamodello come anima e possibile minimo comun denominatore di ciò che indossiamo, che parla anche di storia, di spazi, di geografie umane. Un itinerario nell’uso e nelle funzioni dell’abito, un percorso in cui si incrociano persone, luoghi ed epoche. Con questa idea Colomba Leddi, NABA Fashion Design Area Leader, con Lisa Corva, giornalista e scrittrice, ha dato forma a un curioso volume che è anche un manuale, per leggere, per fare, e molto di più.
Una sintesi, un viaggio su carta, un vagabondaggio geografico e temporale che parte da progettazioni con carta e forbici fino all’abito di avatar digitali, dalle infinite possibilità di un rettangolo di stoffa per arrivare alle Avanguardie, fino a perdere consistenza fisica per arrivare alla creazione virtuale.

Scopriamo così le tante possibilità, declinazioni, suggestioni dell’abito in un percorso per tappe, da seguire in ordine o saltellando nei temi, in un libro che restituisce un contributo sul valore della progettualità e della creatività in senso esteso: perché la riflessione “dal bidimensionale al tridimensionale”, dal piano progettuale allo spazio fisico (nel caso dell’abito, quello del corpo) è un discorso che coinvolge la moda ma dialoga con l’arte, la performance, il design.
Un prezioso contributo che ricorda, una volta di più, come la moda sia disciplina progettuale, come un vestito sia l’architettura tarata su corpi che vivono, viaggiano, sognano, amano.

Colomba Leddi, Cartamodello. Dal bidimensionale al tridimensionale, Quodlibet, Macerata 2024

Dal bidimensionale al tridimensionale. E oltre

A prima vista Cartamodello ricorda quasi una mappa, un atlante stradale. “Vestire è un po’ partire” – diceva Isa Vercelloni – e allora sono tante le rotte e le possibilità da percorrere ed esplorare, in contesti che non sono necessariamente legati alla moda. Ad esempio, un cartamodello è un progetto di un abito che veste l’artista e diventa protagonista di performance; come The Pirate Edition di Olaf Nicolai che fa realizzare dei fake Prada sulla base dei modelli di riviste e ne crea poi un cartamodello d’artista, distribuito al pubblico. Ed è anche l’Autoritratto in cartamodelli dorati di Luigi Ontani, dove il corpo tableaux vivant dell’artista lascia spazio alla sua progettazione, al cartamodello che diventa quadro inciso, geroglifici che raccontano una storia.
Il disegno di un abito è uno spazio da abitare; è un’isola, come lo scialle Gavoi di Antonio Marras, design continuativo nelle collezioni e simbolo del patrimonio sardo; sono le rotte tracciate in tutto il mondo per Nanni Strada, dove l’abito diventa un Mappamodello votato all’unire mondi differenti nelle fasi del progetto.
È la casa del corpo – per tutti i corpi – dello stilista sino-milanese Miao Ran. È anima di un’attitudine antispreco, diventando un compagno per la vita, come il kimono, fino al progetto per modellistica zero waste per Bao Xia He.
È la storia del costume – non poteva essere altrimenti – anche di scena, di linguaggi familiari che cambiano inevitabilmente con la società. Sono storie di corpi da scolpire, coprire o scoprire, che cambiano e che hanno, oggi come ieri, anche un valore sociale e politico.
Un abito è anche un manifesto d’avanguardia, è rivoluzione.

Non solo teoria e ricerca

Cartamodello è volume perfettamente coerente con la natura del tema indagato, quella zolla di terreno creativo in bilico tra idea iniziale e realizzazione finita. Per questo il libro offre anche una possibilità di applicazione pratica: per chi intende cimentarsi nella creazione secondo abilità, sono disponibili all’interno Cinque pezzi facili, cartamodelli direttamente dall’atelier di Colomba Leddi; dal caftano (o kaftano, caffetano, curta, kurta, boubou…) alla giacca Holiday e pantaloni coulisse. Si può fare? Provare per credere.

Colomba Leddi, Cartamodello. Dal bidimensionale al tridimensionale, Quodlibet, Macerata 2024

Tratto da una storia vera

Prima di leggere Cartamodello, in un freddo pomeriggio veneziano di febbraio, con Lisa Corva visito i depositi del Museo di Palazzo Mocenigo, crocevia di tante storie e di abiti parlanti. Grazie alla biblioteca – archivio e alla richiesta di Lisa Corva di poter vedere delle copie di Burda degli anni Cinquanta scopro una storia straordinaria di emancipazione e rivalsa, che è narrata nel volume. È la storia di Aenne Burda, una donna tosta, una che nella sua vita ha saputo reagire nel migliore dei modi a delusioni e avversità. È donna simbolo del miracolo economico tedesco degli anni Sessanta che nella sua vicenda biografica si trasforma da moglie tradita a una delle più brillanti imprenditrici nella storia dell’editoria tedesca. Un successo legato all’idea di inserire in Burda i cartamodelli che saranno, da allora e fino ad oggi, il segno distintivo della rivista.
Una vicenda che mi ha restituito per intero la simpatia verso i magazine fai da te. Pur rimanendo per me fonte inesauribile di frustrazione, essendo del tutto priva di una qualsiasi capacità manuale.

Per ricordare Italo Rota

Un libro che oggi è anche più prezioso, perché parte della collana Naba Insights (Quodlibet editore) ideato dall’architetto, scenografo, designer Italo Rota: papà, tra le altre cose, del Museo del Novecento di Milano e Naba scientific advisor, da poco scomparso.
E che va ricordato, in ogni occasione possibile.

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Chiara Vedovetto
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