Un’esperienza artistica che vi farà riflettere, emozionare e forse anche sorridere
Cari lettori, preparate i vostri fazzoletti perché siamo pronti a immergerci nell’universo lacrimevole di Francesco Vezzoli con Musei delle Lacrime al Museo Correr di Venezia. Sì, avete capito bene, lacrime. Non è una sceneggiatura per un dramma shakespeariano, o il peggiore dei film di Carlo Verdone ma l’ultima follia artistica del nostro benamato Vezzoli.
Francesco Vezzoli, quello che ci aveva abituato bene ai suoi lavori monumentali che erano pura e fighissima arte! – Sì, proprio lui – Inaugurando il “nuovo corso progettuale” della Venice International Foundation, a Venezia ci offre un’esperienza “emozionale”. La mostra, curata da Donatien Grau, si propone di farci piangere di gioia o disperazione – dipende dai gusti – mentre esploriamo le sale del Museo Correr che, per la cronaca, potrebbero far piangere in entrambi i casi come sopra, ma perché la collezione è di per sé una collezione che smuove i sentimenti.
Forse Vezzoli si è stufato delle solite opere d’arte (la cosa è abbastanza palese) e decide di dare un tocco personale a tutto, ricamando lacrime su qualsiasi cosa che vede. Ovviamente, il tutto è impreziosito da citazioni da manuale di storia dell’arte e riferimenti culturali contemporanei, perché in fondo siamo nell’era dell’intellettualismo artistico, no?
Ma veniamo al dunque. Vezzoli ci guida in un viaggio intimo e simbolico attraverso le sale del museo, ricordandoci che l’arte può essere “intima” come un gesto di ricamo, e come dargli torto? Certe cose sono così raffinate e certi momenti così rarefatti nella mente e nel tempo che non si può che dargli ragione ma… va da sé che l’arte può farvi scorrere lacrime di commozione o di puro sgomento, a seconda del vostro stato emotivo.
Tra i momenti clou, c’è la reinterpretazione di capolavori d’arte rinascimentale con volti contemporanei, che ci ricorda che il passato e il presente possono convivere pacificamente – o almeno così sembra, e comunque è un argomento trattato da altrettanti artisti che, se dovessi farne l’elenco, dovrei prendere il possesso di questa testata per i prossimi sei mesi. E che dire dell’audio guida scritta e narrata dall’artista stesso? Un tocco di classe, senza dubbio, che arricchisce l’esperienza con aneddoti e riflessioni profonde. L’ho trovata davvero bella, efficace e mentre ascoltavo l’audio guida mi dicevo: “Cavolo, così la mostra mi piace, ma senza?”. Comunque non temete, c’è spazio anche per un pizzico di ironia: Vezzoli non può fare a meno di omaggiare la cultura pop e cinematografica, con riferimenti a Lady Gaga e al cinema italiano e altre cose simpatiche qua e là che Jeff Koons scansate proprio. Che dire, un vero genio dell’eclettismo artistico!
Tornando seri: se siete pronti per un’esperienza artistica che vi farà riflettere, emozionare e forse anche sorridere, allora Musei delle Lacrime di Francesco Vezzoli è l’esposizione che fa per voi. Preparatevi a un viaggio tra lacrime e ricami, tra passato e presente, e chissà, forse troverete un significato nascosto dietro ogni filo tessuto dall’artista bresciano, oppure no e in tal caso va bene così.
Vezzoli o lo si ama in toto o no, e questa è una di quelle mostre dove l’amore per questo artista è messa a grande prova, almeno per me. Ma attenzione, non scherzo, potreste finire per piangere davvero. O forse no. Dipende sempre dai gusti, no?
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