Francesco Vezzoli: piangere al Museo Correr

Un’esperienza artistica che vi farà riflettere, emozionare e forse anche sorridere

Cari lettori, preparate i vostri fazzoletti perché siamo pronti a immergerci nell’universo lacrimevole di Francesco Vezzoli con Musei delle Lacrime al Museo Correr di Venezia. Sì, avete capito bene, lacrime. Non è una sceneggiatura per un dramma shakespeariano, o il peggiore dei film di Carlo Verdone ma l’ultima follia artistica del nostro benamato Vezzoli.

Francesco Vezzoli, quello che ci aveva abituato bene ai suoi lavori monumentali che erano pura e fighissima arte! – Sì, proprio lui – Inaugurando il “nuovo corso progettuale” della Venice International Foundation, a Venezia ci offre un’esperienza “emozionale”. La mostra, curata da Donatien Grau, si propone di farci piangere di gioia o disperazione – dipende dai gusti – mentre esploriamo le sale del Museo Correr che, per la cronaca, potrebbero far piangere in entrambi i casi come sopra, ma perché la collezione è di per sé una collezione che smuove i sentimenti.

Forse Vezzoli si è stufato delle solite opere d’arte (la cosa è abbastanza palese) e decide di dare un tocco personale a tutto, ricamando lacrime su qualsiasi cosa che vede. Ovviamente, il tutto è impreziosito da citazioni da manuale di storia dell’arte e riferimenti culturali contemporanei, perché in fondo siamo nell’era dell’intellettualismo artistico, no?

Francesco Vezzoli, CASINO (GIOTTO, WYNN AND WARHOL WERE GAMBLERS), installation view, Musei delle Lacrime, 2024, Museo Correr, Venice, Italy. Courtesy the Artist and APALAZZOGALLERY. Photo credit: Melania Dalle Grave_DSL Studio.

Ma veniamo al dunque. Vezzoli ci guida in un viaggio intimo e simbolico attraverso le sale del museo, ricordandoci che l’arte può essere “intima” come un gesto di ricamo, e come dargli torto? Certe cose sono così raffinate e certi momenti così rarefatti nella mente e nel tempo che non si può che dargli ragione ma… va da sé che l’arte può farvi scorrere lacrime di commozione o di puro sgomento, a seconda del vostro stato emotivo.

Tra i momenti clou, c’è la reinterpretazione di capolavori d’arte rinascimentale con volti contemporanei, che ci ricorda che il passato e il presente possono convivere pacificamente – o almeno così sembra, e comunque è un argomento trattato da altrettanti artisti che, se dovessi farne lelenco, dovrei prendere il possesso di questa testata per i prossimi sei mesi. E che dire dell’audio guida scritta e narrata dall’artista stesso? Un tocco di classe, senza dubbio, che arricchisce l’esperienza con aneddoti e riflessioni profonde. Lho trovata davvero bella, efficace e mentre ascoltavo laudio guida mi dicevo: “Cavolo, così la mostra mi piace, ma senza?”. Comunque non temete, c’è spazio anche per un pizzico di ironia: Vezzoli non può fare a meno di omaggiare la cultura pop e cinematografica, con riferimenti a Lady Gaga e al cinema italiano e altre cose simpatiche qua e là che Jeff Koons scansate proprio. Che dire, un vero genio dell’eclettismo artistico!

Francesco Vezzoli, La nascita di American Gigolò (After Sandro Botticelli), 2014, Courtesy the artist and APALAZZOGALLERY

Tornando seri: se siete pronti per un’esperienza artistica che vi farà riflettere, emozionare e forse anche sorridere, allora Musei delle Lacrime di Francesco Vezzoli è l’esposizione che fa per voi. Preparatevi a un viaggio tra lacrime e ricami, tra passato e presente, e chissà, forse troverete un significato nascosto dietro ogni filo tessuto dall’artista bresciano, oppure no e in tal caso va bene così.

Vezzoli o lo si ama in toto o no, e questa è una di quelle mostre dove lamore per questo artista è messa a grande prova, almeno per me. Ma attenzione, non scherzo, potreste finire per piangere davvero. O forse no. Dipende sempre dai gusti, no?

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Francesco Liggieri
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