Palazzo Diedo: una nuova casa per l’arte contemporanea a Venezia 

Nel cuore di Cannaregio Berggruen Arts & Culture inaugura il più grande spazio dedicato all’arte contemporanea aperto a Venezia nell’ultimo decennio

A Venezia, Palazzo Diedo ci accoglie con una luce che solo questa città può permettersi: quella luce che si può riscontrare nei grandi maestri e nelle loro opere, che hanno reso Venezia ancor più mitica di quanto già lo sia per natura. Con la luce che questo palazzo storico possiede, grazie a un attento progetto architettonico, voglio iniziare a raccontarvi di un nuovo capitolo nel panorama dell’arte contemporanea in laguna, con l’apertura di Palazzo Diedo, oggi di proprietà del Berggruen Arts & Culture.

Lo storico edificio, situato nel cuore di Cannaregio, rappresenta il più grande spazio dedicato all’arte contemporanea aperto a Venezia nell’ultimo decennio; linaugurazione ha avuto luogo il 19 aprile 2024, in concomitanza con la 60ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia.

Sapientemente restaurato (e con alcune cose da sistemare come è giusto che sia) dopo essere stato utilizzato in passato come scuola elementare e successivamente come tribunale, apre le sue porte con la mostra Janus, con opere originali site-specific di undici artisti di fama internazionale quali Urs Fischer, Piero Golia, Carsten Höller, Ibrahim Mahama, Mariko Mori, Sterling Ruby, Jim Shaw, Hiroshi Sugimoto, Aya Takano, Lee Ufan e Liu Wei.

Interessante che le opere esposte siano state concepite per dialogare con l’architettura settecentesca del palazzo, progettata da Andrea Tirali, e si ispirino ai mestieri tradizionali veneziani come gli affreschi, il vetro di Murano, i tessuti preziosi e i pavimenti con i loro tipici design; un progetto davvero pensato per la città. In genere, chi prende un posto a Venezia per la propria fondazione ci mette dentro la sua collezione e via, mentre qui abbiamo un dialogo con gli spazi e la storia non scontato, un pensiero senza dubbio lungimirante in chi questi spazi dovrà farli funzionare in prospettiva.

Jim Shaw, The Alexander Romances, 2024. Photo by Jeff McClane. Courtesy of Palazzo Diedo

Perché Janus? La mostra si intitola così perché si ispira al dio romano degli inizi, spesso raffigurato con due volti (il famoso Giano Bifronte; chissà quante volte ne avrete sentito parlare a scuola), uno che guarda avanti e l’altro indietro, il dio che, secondo la tradizione, poteva guardare al passato e al futuro grazie alle sue due estremità e che, in questo caso, simbolizza l’intento dell’esposizione di unire simbolicamente la storia con la contemporaneità. Questa apertura segna anche la prima anteprima di Peace Crystal: A Prayer for Peace di Mariko Mori, che dal 15 maggio sarà esposta al pubblico nei Giardini di Palazzo Corner della Ca’ Granda, a San Marco.

In parallelo, la celebre istituzione culturale interdisciplinare The Kitchen porta a Palazzo Diedo una mostra personale di Rhea Dillon, esplorando come la Blackness è concettualizzata nella pratica estetica e teorica. Questo evento è accompagnato dalla presentazione del suo film Browning 2025 e una mostra di sculture di grandi dimensioni. Un altro momento da segnare è la collaborazione con la Polaroid Foundation, che invita gli artisti in mostra a creare opere originali usando la celebre macchina fotografica istantanea Polaroid 20×24, già utilizzata da figure iconiche come Andy Warhol e Robert Mapplethorpe.

Hiroshi Sugimoto, Enlightening, 2024. Photo by Massimo Pistore. Courtesy of Sugimoto Studio

Nicolas Berggruen, fondatore del Berggruen Institute e della Berggruen Arts & Culture, la mente dietro tutto questo, afferma: “Venezia è storicamente un catalizzatore di creatività, idee, sperimentazioni e scambi. Con Berggruen Arts & Culture, ci proponiamo di far rivivere la produzione di opere d’arte per animare lo straordinario tesoro di Palazzo Diedo.”

Il direttore Mario Codognato, insieme a Adriana Rispoli, curatrice di Berggruen Arts & Culture, enfatizza il legame dell’istituzione con la città: “Venezia è famosa in tutto il mondo sia come vetrina per l’arte contemporanea che per la sua cultura di tradizioni storiche e artistiche.”

Palazzo Diedo non è solo una sede espositiva; sicuramente diverrà, come da idea del suo mecenate, un luogo di dialogo culturale globale, offrendo residenze d’artista, mostre, eventi, film e performance su cinque diversi livelli, proponendosi come un fulcro di cultura e idee in grado di ispirare e innovare.

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Francesco Liggieri
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