SUPER FRESH: Fil Rouge Project

Arte contemporanea in Sicilia? La sfida di due giovani catanesi

Oggi vi racconterò la storia di Marta e Claudia, e per farlo sono sceso fino in Sicilia (non che sia stato un grande sforzo, considerata la mia passione per questa terra).

Claudia Cannizzo e Marta Emilia Di Mauro sono due ragazze nate entrambe a Catania nel 1994. Dopo la Laurea triennale in Storia dell’arte, decidono di trasferirsi a Venezia per proseguire gli studi in ambito artistico-curatoriale. Da lì il loro percorso si divide: Marta si sposta in Portogallo; Claudia, invece, decide di tornare a Catania. Entrambe iniziano a lavorare in ambito artistico, toccando con mano quello che fino a quel momento avevano letto solo sui libri.

La loro amicizia resiste anche alla distanza, le lunghe chiacchierate, la nostalgia da casa, quel sogno in comune: forse quella meravigliosa isola che qualche anno fa sembrava loro troppo stretta non è poi così male; forse è giunto il momento di tornare in quel territorio e iniziare a costruire qualcosa.

E così è accaduto. Sabato 12 aprile, Marta e Claudia, coronano il loro sogno: aprono al pubblico le porte di Fil Rouge Project. Tutto nasce dal desiderio di replicare anche nella loro città quello stesso clima artistico-culturale che entrambe hanno potuto sperimentare nei luoghi in cui hanno vissuto. Insomma, dare una nuova spinta culturale proponendo qualcosa che in Sicilia sembra essere carente. Un’aspirazione utopistica? Non credo, anche perché entrambe sono pienamente consapevoli che quello che hanno avviato è un’impresa ardua, un progetto a lungo termine che richiederà molto tempo e un gran lavoro di sensibilizzazione.

Claudia Cannizzo e Marta Emilia Di Mauro, Fil Rouge Project

Fil Rouge Project nasce come una galleria d’arte, casa d’aste e hub culturale, un progetto con tre anime al suo interno, ma con solo un obiettivo: dar vita a uno spazio multifunzionale nel quale interessi e professioni diverse possano trovare un punto di dialogo.

Un progetto aperto che si rivolge non solo a un pubblico di esperti, ma che vuole arrivare ai tanti giovani che vivono lì, così da creare sinergie sul territorio e stimolare nuove idee. E allora prepariamoci ad assistere a una ricca programmazione di talk, seminari, conferenze, vernissage, incontri con artisti, curatori, brevi corsi e workshop.

Ambizione e semplicità, Fil Rouge Project è uno spazio aperto che invita chiunque a varcare quella soglia, provando ad annullare quel senso di autoreferenzialità che spesso viene attribuito ai luoghi della cultura. L’arte deve essere un bene per tutti, e sia Marta che Claudia, rifiutano quel concetto di elitarismo di cui spesso il mondo dell’arte viene accusato.

Bello avere questi nobili principi nel proprio statuto, ma è ancora meglio se si realizzano già dal primo opening. Via Firenze, che si trova a pochi passi dal centro di Catania, (è lì che ha sede Fil Rouge Project) all’opening ribolliva di curiosi, amici, parenti, esperti del settore, cariche politiche locali e artisti. Visitatori comuni e conoscitori della materia si scambiavano opinioni mentre sorseggiavano prosecco e vino bianco siciliano, immersi fra molte opere d’arte. 

Fil Rouge Project

In occasione dell’inaugurazione della sede fisica di Fil Rouge Project, Marta e Claudia hanno deciso di aprire con una mostra d’arte contemporanea che coinvolgesse alcuni artisti di origini siciliane e/o attualmente residenti in Sicilia.

New Life. Metamorfosi dei materiali come forma espressiva e critica socio-ambientale, è questo il titolo (un po’ lungo) scelto per la mostra, che ha come tema centrale il riuso dei materiali e dei rifiuti. Cinque gli artisti coinvolti: Chiara Ciccarello, Gabriele Raimondo, Emanuela Ravidà, Simon Trogger e Tamara Marino.

Durante tutta la serata si respirava un’aria sana, sarà stato forse a causa di quel calore primaverile che ci proiettava già in estate o per quella purezza iniziale che si scorgeva quando Claudia e Marta sorridevano dentro a quel loro sogno. Chissà, resta il fatto che queste due giovani donne, insieme e con grande coraggio, hanno creato qualcosa che in quella città e in quel territorio mancava, un punto di riferimento per un nuovo modo di fare cultura.

Qui, da SUPER FRESH, non possiamo che augurargli un grande in bocca al lupo.

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Alessio Vigni
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