SUPER FRESH: ARA (Art Run Agency)

Il sogno artistico di due imprenditrici italiane a Madrid

Madrid ad aprile è meravigliosa, il clima è perfetto: il sole ti riscalda e si inizia a percepire quel profumo di vacanze estive. Sono seduto a un tavolo in Plaza Juan Pujol, nel cuore di Malasaña, quartiere vivace, un po’ rumoroso forse, ma uno dei cuori pulsanti della capitale spagnola. Guardo le persone sedute intorno a me. C’è chi ride, chi parla, chi è immerso nel cellulare o chi ansiosamente aspetta qualcuno. Mi piace immaginarmi che proprio lì, tra quelle sedie si siano trovate per la prima volta anche Federica e Ludovica, due ragazze italiane che, attratte dalla Spagna, si sono trasferite lì da diversi anni. Era il 2019 quando tra una chiacchiera e l’altra decidono di dar vita ad ARA (Art Run Agency), un progetto unico a metà tra quello che potrebbe offrire un’agenzia di comunicazione, unita ad attività di gestione culturale, programmi vip, organizzazione eventi e gestione delle relazioni pubbliche. A loro piace definirla come la prima Art Run Agency d’Europa, e credo che sia proprio così. 

Sono Federica Iozzia (1995) e Ludovica Cadario (1984), entrambe provenienti da percorsi accademici tra arte ed economia. Una volta ultimati gli studi non è facile però trovare il proprio posto nel mondo dell’arte contemporanea: gli spazi liberi sono pochi, quasi sempre i ruoli proposti sono al di sotto dell’esperienza e della formazione del candidato, c’è sempre il grande problema del budget, e allo stesso tempo un sovraccarico di lavoro dei dipendenti di gallerie o di organizzazioni culturali. 

“E se partissimo proprio da quelle debolezze che il mondo dell’arte ha?”  Ecco come nasce ARA, una risposta per offrire consulenze specializzate e garantire una gestione completa dei progetti artistici, dalla progettazione iniziale alla realizzazione finale. Il loro approccio è molto simile a quello di un assistente personale che si dedica interamente al cliente. Ogni mostra, ogni fiera, ogni galleria, ogni artista con cui collaborano porta con sé una storia, una visione, e la loro missione è proprio quella di rispettarla e supportare chi hanno di fronte nelle varie necessità.

Mostra di Julia LLerena, courtesy ARA

Il mondo dell’arte è famoso per il networking che genera durante ogni evento e per il flusso di una certa tipologia di persone che partecipano ai vari opening. Tuttavia, solo in pochi capiscono che se ci fosse qualcuno a gestire quella fetta di pubblico, per lo più composta da collezionisti, possibili mecenati, personaggi facoltosi e giovani compratori, il mondo dell’arte ne ricaverebbe dei notevoli guadagni sia in termini economici, ma soprattutto in termini culturali. ARA si occupa anche di questo. Quello che fanno è gestire le relazioni pubbliche e le connessioni tra artisti, collezionisti e istituzioni, così da creare uno spazio per il dialogo di possibili nuovi progetti o collaborazioni future. La pluralità è la chiave del loro successo, poiché hanno compreso che il mondo dell’arte deve essere un luogo aperto, dove più voci e menti partecipano e maggiori saranno i risultati generati.

Loro si definiscono un ponte tra artisti, gallerie e il mercato dellarte, ed è così. Lavorano a stretto contatto con fiere e istituzioni per creare esperienze artistiche che non siano solo vetrine di opere darte, ma spazi di “socialità” e di scambio proficuo tra artisti, collezionisti e amanti dellarte.

Tra gli enti con cui collaborano ci sono le principali fiere d’arte contemporanea spagnole come Estampa, Arte Santander, Marte, Librarte e Hybrid; numerose gallerie d’arte e l’Ambasciata dellEcuador in Spagna. Questi solo per citarne alcuni.

Il loro sogno è quello di ampliare la loro rete anche in Italia, avviando progetti interessanti anche qui da noi, magari creando un ponte con il collezionismo e il mercato dellarte spagnolo. Questo loro progetto mi fa comprendere come in Italia manchino realtà come queste e che avremmo bisogno di una visione come quella di ARA.

Visita guidata, Estampa, courtesy ARA

Sono felice di aver prestato questo spazio di SUPER FRESH per parlare ancora una volta di un progetto di due giovani imprenditrici, due giovani donne che, spinte dalla passione per l’arte, hanno deciso di ritagliarsi il loro spazio, dando vita a qualcosa di unico. Sappiamo bene i problemi e le difficoltà che il nostro Paese ha quando si parla di donne nel mondo del lavoro, ma realtà come ARA diventano esempi preziosi e stimoli importanti per incoraggiare dei cambiamenti anche nel mondo dell’arte.

Ps- Non ho mai capito perché a Madrid, quando ordini un cocktail in un bar, il cameriere ti porta sempre, oltre che alle solite noccioline, delle caramelle gommose, simili a quelle che noi compriamo alle fiere di paese. Chissà qual è la connessione?

SUPER FRESH vi aspetta con un nuovo appuntamento nelle prossime settimane. 

Chi saranno i prossimi “freschissimi” ospiti di questa rubrica?

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Alessio Vigni
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