Transcendence di Wallace Chan alla Chiesa di Santa Maria della Pietà

L’artista cinese torna a Venezia in occasione di Biennale Arte con un’installazione composta da quattro grandi sculture in titanio

Avevamo incontrato Wallace Chan la prima volta nel 2019, il giorno della preview della fiera Tefaf. In quell’occasione, l’artista cinese aveva presentato gioielli ricolmi di gemme e dai rimandi organici, l’anima era in titanio e la superficie completamente rivestita di brillanti. Le pietre preziose e i materiali impiegati per assemblare uno dei gioielli, come il fiocco di neve, ci offrono un saggio sulla raffinatezza e ricchezza delle sue creazioni che emulano farfalle, insetti e pesci: diamante giallo, acquamarina, tormalina verde, zaffiro rosa, topazio blu, madreperla, perla, diamante, zaffiro, granato tsavorite, porcellana e titanio. Wallace Chan è una leggenda vivente in Cina e in Occidente ed è apprezzatissimo anche per essere un pioniere nelluso del titanio per la realizzazione di sculture in larga scala.

Proprio a questo riguardo, l’artista presenta a Venezia la personale Transcendence, alla Chiesa di Santa Maria della Pietà, luogo che si incontra nella passeggiata che porta da Piazza San Marco fino all’Arsenale e ai Giardini della Biennale. Quest’esposizione si riallaccia a The Wheel of Time, la più grande rassegna fino ad oggi mai realizzata delle pratiche artistiche di Wallace Chan, ospitata nel settembre 2023 nella sede londinese di Christies.

Transcendence ©Federico Sutera

Il concetto astratto di Trascendenza viene reso attraverso un percorso di diversi step che implicano una “transizione graduale da uno stato di conflitto a uno di tranquillità”. L’installazione è composta da quattro sculture in titanio sospese al soffitto della Cappella.

Il materiale prescelto è leggero e può sostenere pietre preziose molto pesanti, per Wallace Chan è “il più vicino all’eternità”, per la complessità della sua lavorazione. Il punto di fusione è a 1700 gradi. Chan crea prima un calco con una speciale ceramica di sua invenzione, molto durevole; scioglie il titanio e lo versa nel calco, dopodiché rompe la ceramica per liberare la forma finale. La sua abilità nel padroneggiare l’arte dell’incisione gli torna utile nello scolpire il calco iniziale. Il risultato consiste in sculture molto grandi che si articolano in una guaina sottile, calibrata tra vuoti e pieni.

Nelle sculture si ritrovano visi che a volte appaiono più giovani, altre volte più anziani. I volti raffigurati sono di tradizione buddista ma non si identificano in alcun genere, età, origine. Si tratta, infatti, di un volto standardizzato che l’artista ripete in tutte le sue sculture e che, in questo caso, viene sfruttato per dare un senso di stravolgimento, trasformazione, infine di trasfigurazione: in fondo al cannocchiale creato dall’aula allungata della Chiesa, si incontra la scultura di un tulipano che nella cultura cinese è simbolo di metamorfosi e cambiamento. Anche all’interno dei petali del tulipano sono presenti volti “strecciati”, ossia tirati come tessuti elastici.

L’installazione è site-specific e l’altare ne è parte integrante, elemento necessario per creare un cortocircuito: un’ambientazione tipica della Chiesa Cattolica accoglie opere più prossime alla cultura buddista. Al di là dei differenti credo religiosi, l’artista auspica si possano trovare dei punti di vista comuni. Per tale motivo, sul ripiano dell’altare sono posizionate due piccole statue: un Buddha che prega a mani giunte, con il cuore e la croce cristiani e la rappresentazione di Cristo in meditazione, nella posizione del loto, con l’effigie di una svastica che, nel suo significato originario, rimanda al Sole o alle stelle fisse che ruotano intorno al polo nord celeste, quindi alla Vita, principio supremo dell’universo.

La colonna sonora che accompagna la visita è stata composta da Brian Eno, presentato all’artista dal curatore James Putnam che conosceva già il produttore musicale avendo già collaborato con lui in precedenza. La musica amplifica l’atmosfera meditativa: si percepiscono Gong, fruscii, cascate d’acqua e suoni più forti che fanno presagire un cambiamento. L’acqua, in particolare, è un elemento molto ricorrente nel lavoro di Chan perché la sua fluidità rimanda allo stato liquido del titanio sciolto. Allo stesso tempo, il titanio, una volta solidificato, diviene resistente, rigido e compatto, nonostante sia in grado di galleggiare.

Transcendence II 2023, Titanium, 1000 x 800 x 1500mm - Transcendence IV 2023, Titanium, 1223 x 1157 x 3375mm

L’idea alla base dell’installazione parte da un presupposto reale: sporgendoci sulla superficie dell’acqua, il volto riflesso ricambia il nostro sguardo, “ci ri-guarda indietro” come nel mito greco successe a Narciso, restituendoci le medesime fattezze. Le cavità e l’interno delle sculture di Chan sono caratterizzate da occhi che ci osservano. Si allude a un’autoanalisi spirituale che, in rottura con il piano fisico, punta a enfatizzare la spinta mistico-ascensionale. Anche nei suoi gioielli Chan ricrea, attraverso un particolare taglio, la ripetizione di elementi umani e profili di volti doppi come in piccoli cammei. L’idea di ripetizione riflette l’esperienza personale: viaggiando spesso in Europa e in Italia, Chan ha studiato i molteplici modelli scultorei del passato e del presente. Non solo… rievoca anche l’infinità di volti (in carne e ossa o rappresentati) che ha incontrato nelle visite ai templi – come quello di Monaco -, e le apparizioni degli stessi volti, distorti e conturbanti, durante l’attività onirica.
Il viso è, inoltre, un uncino che aggancia l’esperienza visiva del singolo a quella collettiva, una sorta di cartina tornasole comune: è una forma neutra che frequentiamo assiduamente, quella che più conosciamo nei suoi connotati regolari e simmetrici ma anche nelle sue affascinanti varianti.

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Giorgia Basili
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