BAD+ Bordeaux Art & Design 

BAD+ – alias Bordeaux Art & Design – è la prima fiera che tenta di connettere arte, design e lArt de Vivre

In questo nostro resoconto sulla nuova BAD+ a Bordeaux dobbiamo precisare che, più che la fiera organizzata allHangar 14, è interessante quello che i partner hanno orchestrato in questa nuova operazione, primi fra tutti lo Château Smith Haut Lafitte e lo Château Kirwan, entrambi nella lista dei Grand Cru Classé. Come hanno contribuito? Attivando un programma inedito di residenze dartista, selezionando gli ospiti dalle gallerie partecipanti, e mettendo in palio due premi per supportare larte e il design emergenti della regione.

Château Kirwan contribuisce acquistando unopera e dando allartista vincitore un premio in denaro di 5.000 euro. Ciò, potrebbe essere solo il primo tassello di un nucleo collezionistico-base per un nuovo format di residenze dartista, avviabile già nei prossimi anni.

La collezione attuale conta di opere in ceramica – come quelle di Aldo Bakker, realizzate a Sevres – accostate a dipinti di artisti poco noti dei secoli passati ma anche di una bella Santa Barbara di Carlo Bononi, pittore di Ferrara a cavallo tra Cinquecento e Seicento, influenzato dall’arte di Guido Reni.

Unopera dal gusto caravaggesco ma dai colori molto vividi – in uno stile figlio della palette ipersatura di Instagram – di Chen Xuefei (cinese nato a Yangzhou) è posizionata, invece, proprio nel cuore della cantina. Rappresenta una scena conviviale in cui uno dei commensali versa a terra, di nascosto, il vino rosso contenuto nel suo calice.

Nel castello” Smith Haut Lafitte, aperto alle visite esterne, troviamo – sparse tra le vigne – sculture di Jim Dine, Ernesto Neto, Julian Schnabel. Colpiscono, in particolare, alcune opere. Les ancêtres su futur di Gloria Friedman è una scultura realizzata con la terra bordolese, omaggio alla ricchezza del suolo che produce vini Grand Cru amati in tutto il mondo. Il soggetto rappresentato è un ibrido: alla radice due tartarughe, simbolo della lentezza e quindi della riflessività legata a una decisione saggia perché ben meditata, sorreggono la testa di un uomo. La parte sommitale, che dovrebbe contenere il cervello, ospita invece un cervo. Il nobile mammifero rievoca la relazione auspicata tra essere umano e animale, il recupero da parte dell’uomo della sua parte selvatica, di uno stato brado e comunitario. Il cervo è re della foresta e guardiano della vigna. La terra è come il genio del luogo – nonostante sia fragile, resiste al gelo e alla pioggia, se compattata con altri materiali.

La scultura Caduto a ragione di Mimmo Paladino rappresenta un uomo a braccia aperte con degli uccellini conficcati sulla superficie del suo corpo. I riferimenti iconografici sono San Sebastiano, legato a una colonna e ferito a morte da numerose frecce e San Francesco, capace di comunicare con i volatili.

Chateau Kirwan

Lartista selezionata da Château Smith Haut Lafitte per la residenza di 10 giorni è Leilia Demoisy che eseguito una scultura con il legno di diverse barrique. Il legno utilizzato restituisce il colore del vino che ha contenuto e fatto invecchiare ma la sua tipologia proviene da tre diverse foreste. L’artista ha voluto restituire una forma organica a ciò che, per la manipolazione umana, ha abbandonato l’aspetto originario e assunto il ruolo di oggetto funzionale. Loperazione artistica, in questo caso, trasforma delle vecchie botti in unopera che non opera più” una funzione, si può ora esprimere solo esteticamente e concettualmente.

Lartista lavora con una giovane galleria parigina diretta da Lara Sedbon.

Ancora, segnaliamo nello Château le opere di Thomas Houseago, un portale realizzato con il legno di una sequoia dellAmerica occidentale, Ornamental Rock di Zhan Wang (del 2000) e una novella “Venere di Milo” nella versione di Jim Dine.

LA FIERA ALLHANGAR 14

La fiera vera e propria si distribuisce nei due piani dellHangar 14, un sito industriale che si affaccia su una delle rive del fiume Garonne. Sono state selezionate una cinquantina di gallerie francesi ed europee. La proposta al pian terreno risulta più debole rispetto al primo piano. Spicca senzaltro Galerie La Patinoire Royale Bach che abbiamo già incontrato in occasione di Art Brussels con gli artisti Thomas Devaux che usa gli specchi dicroici, Casper Brindle – con le sue superfici luminose, trasparenti e insieme opache -, il duo Hell’O – con i dipinti e le ceramiche, frutto di svariate combinazioni di colori e forme geometriche.

Nel booth della galleria con sede a Dubai Alisa Gallery, diretta dalla giovane Alisa Bagdonaite (curatrice di origine russa), si nota l’arazzo LOiseau et le Serpent di Diana Shliman (1986, Novorossiysk, vive a Mosca). L’arazzo omaggia la dea sciita Api: donna, uccello e serpente allo stesso tempo. Il feltro è un materiale, tipico dell’area di origine dell’artista, che può essere lavorato sia sul fronte che sul retro. In dialogo con l’oggetto di design troviamo i lavori di Kirill Mikhailin (1992, Rostov-on-Don, vive e lavora a Parigi) che elabora composizioni nelle quali la superficie diventa piatta e non esiste un centro e un margine, sia che siano paesaggi che corpi umani – in posizioni potenzialmente erotiche -. I monocromi sono caratterizzati dalla scelta di una tavolozza molto vivida.

Alisa Gallery

Al piano superiore, la musica cambia e finalmente diviene evidente la connessione tra arte e design che costituisce la novità della fiera.

Interessante è qui soprattutto la neonata Galerie SabrinaLucas. Nel suo stand, i dipinti – come Après le choc #2 di Yann L’Outsider – comunicano con sedute in legno – Le trône revisité di Salomé Cousseau -, lavabo – del ceramista franceseCapucine Pageron – e specchi – Flora, dell’ebanista e designer francese Simon Cabrol.

Mia Karlova Galerie si distingue per il bellissimo lavoro dello spagnolo Jordi Sarrate. Per quanto riguarda il tavolo Indigo Jeans, il designer parte dal legno di noce e lo leviga in maniera tattilmente molto sensuale giocando, inoltre, sulle sfumature bluastre del pigmento indaco. Lo studio Yochiya crea dei vasi in rame che recuperano la tecnica del cloisonnée l’antica sapienza artigianale giapponese per plasmare delle forme che ricordano melograni. Le varie porzioni dei vasi, dalla texture granulosa, sembrano cucite come opere tessili. Femke van Gemer, invece, propone degli arazzi dal nome “Nature Cutout“, realizzati con gli scarti dell’industria della moda.

La Galerie Eric Mouchet punta alla sensibilizzazione ecologica, portando un solo show di Capucine Vever che pone al centro del suo obiettivo fotografico il territorio, geografico ma anche sociale e culturale. I Paysages Enfouis sono una serie di scatti – nella baia di Dakar, in Senegal – che mostrano come l’attività umana trasformi i fondali marini con la spazzatura, la plastica e le reti da pesca; Un jour, en ma présence, un mage retira lhorizon tout autour de moi – il titolo è tratto da una citazione di Henri Michaux – è una serie ambientata nell’isola della Bretagna Ouessant in cui non c’è inquinamento luminoso e lo sprofondamento nel buio notturno è totale. Il risultano sono delle immagini suggestive in cui le sagome delle abitazioni sembrano visioni fantasmatiche in un torpore ovattato.

Il dittico Fiume Rosso è il frutto di un’azione compiuta dall’artista nel 2019 (ad agosto) sull’affollata spiaggia di Piscinas, in Sardegna, alla foce del Rio Piscinas-Irvì. L’artista ha tracciato sulla sabbia la frase La miniera respira ancora? in riferimento alla vecchia attività estrattiva che, cessata ormai da 50 anni, ancora nuoce al paesaggio, rilasciando metalli pesanti quali cadmio, piombo, arsenico, zinco e nichel. Al sorgere del sole, lo specchio d’acqua registra tutti i colori dell’arcobaleno e, nonostante questo fenomeno possa sembrarci mozzafiato, restituisce come la mano dell’industria avveleni l’ambiente, danneggiandolo in maniera permanente.

Sabrine Lucas

Nello stand della galleria parigina By Lara Sedbon, notiamo il lavoro di 3 artisti.

Lélia Demoisy tramite le sue sculture vuole coniugare il mondo organico vegetale con quello animale. Gioca con la superficie del legno, preso da vecchie botti di vino e ne enfatizza le rughe di colore come fossero macchie sulla pelle. Le voglie della pelle, infatti, si chiamano “port-wine stains” in inglese (Port-tache de vin in francese) ricordando le macchie che il vino lascia sul legno. La parte glitterata è ricavata dagli elementi minerali, traccia della fermentazione del vino.

In Possibilité 7 un guscio-caverna in legno di noce ospita all’interno spine di acacia, ricordando come la natura sia accogliente ma, allo stesso tempo, matrigna pericolosa.

Sempre nell’intento di restituire vita a un corpo organico “morto”, Lélia ha modellato un pezzo di legno emulando un osso animale. All’esterno, l’osso è avvolto dalla corteccia di un albero che svolge la funzione di una cortina protettiva. Il legno viene da un albero abbattuto – per un progetto di Real Estate – vicino all’abitazione dell’artista.

Fabien Mérelle (padre francese, madre italiana) tatua dei ritratti di famiglia sulla parte liscia di alcune pietre. Quest’ultime provengono dal paese natale dell’artista, in Abruzzo, che venne distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale. Il disegno – molto dettagliato – è un atto che punta alla restituzione delle tracce mnemoniche del passato familiare. I volti dei parenti sono tuttavia tagliati dalla superficie della pietra, in modo che ognuno possa immedesimarsi in una storia di legami, affetti e radici. Stephen Whittaker in Playground, 2023 (olio su gesso, legno e assemblaggio di terracotta) crea piccole finestre sui frammenti del quotidiano ma come fosse una sequenza di apparizioni oniriche.

L’opera della scrittrice di racconti Valérie Mréjen, portata alla fiera dalla Galerie Anne-Sarah Bénichou, parte da una collezione di cartoline postali, prodotto ormai desueto ma dal fascino intramontabile. La ligne arrondie presenta il medesimo scorcio di un paesino siciliano, fotografato dallo stesso punto di vista. La località è suggerita dalla presenza dell’Etna sullo sfondo ma non è importante l’identificazione precisa: l’opera è aperta alle suggestioni offerte dalla nostra immaginazione.

BAD+ Bordeaux Art & Design è stata fondata da Jean-Daniel Compain e Beam (Bordeaux Events and More), la selezione delle gallerie è curata da Jean-Daniel Compain con il supporto di Haily Grenet e Marie Maertens.

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Giorgia Basili
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