Venezia nelle forme astratte di Rick Lowe

La prima personale in Italia dell’artista americano è in scena nelle splendide sale di Palazzo Grimani fino al 24 novembre

Sono molti gli artisti che sono stati chiamati a confrontarsi con Venezia in questa 60. Biennale Arte e i risultati sono tutti degni di attenzione.
Tra questi, una posizione di rilievo occupa Rick Lowe con la sua mostra The Arch within the Arc aperta al pubblico in uno dei palazzi più belli della città lagunare, Palazzo Grimani. Le sue tele, colorate e dalle grandi dimensioni, partono da una riflessione sull’utilizzo dell’arco nell’architettura antica e premoderna per arrivare a rendere omaggio all’unicità di Venezia rappresentando, in forma astratta, ponti, calli e canali.

Guardare le opere di Lowe significa perdersi in un vortice di motivi geometrici che il visitatore è invitato a individuare: ci vuole una pazienza infinita per disegnare tutti quei cerchi, ovali, archi e reticoli lineari che troviamo in queste tele, il cui risultato è visivamente di grande impatto. Venezia è un pesce, per citare il famoso libro di Tiziano Scarpa, ma dalle tele dell’artista americano sembra più un fitto reticolo di colori, forme e trame. L’intendo di Lowe non è quello di rappresentare luoghi specifici, ma di fronte alle sue opere viene spontaneo cercare i tipici riferimenti della città: il Canal Grande, il Ponte di Rialto, Piazza San Marco. Alla fine però, come spesso succede tra le calli di Venezia, ci si perde: in mezzo, c’è lo scorrere del tempo, di cui la curva ne è il simbolo.

Venice, Museo di Palazzo Grimani. Rick Lowe. The Arch within the Arc, 2024. Installation view. Courtesy: Gagosian Photo: Matteo D'Eletto, M3 Studio

Addentrarsi nelle splendide sale di Palazzo Grimani – famoso soprattutto per la sua Tribuna – vale la passeggiata fino a Santa Maria Formosa. La prima opera che ci accoglie è Untitled (2023) che, con i suoi toni caldi e brillanti del giallo, evoca la geometria di una cupola, un rimando allo spazio a volta che troviamo proprio nella Tribuna. Una forma che ritroviamo più volte nel percorso di visita, come ad esempio nel quadro Untitled (2024) caratterizzato dai toni scuri del blu e del nero: tra le opere più belle della mostra, i fitti cerchi rappresentati conferiscono alla tela un senso di mistero ed evocano il tema del tempo ciclico e inconoscibile.

Venice, Museo di Palazzo Grimani. Rick Lowe. The Arch within the Arc, 2024. Installation view. Courtesy: Gagosian Photo: Matteo D'Eletto, M3 Studio

L’opera più grande di The Arch within the Arc è invece Dioplia (2023), due tele dominate dal rosso e dall’arancione che Lowe ha unito per produrre un senso di “doppia visione”: ispirati all’esplorazione di Venezia da parte dell’artista, i due elementi protagonisti di quest’opera si riecheggiano l’un l’altro e le loro forme interconnesse formano complessi schemi di curve e archi che si sviluppano su tutta la superficie.

Questa mostra rappresenta un affascinante dialogo tra arte contemporanea e patrimonio storico: Lowe è infatti riuscito a trasformare Palazzo Grimani in un luogo di connessione, dove passato e presente si incontrano e si arricchiscono reciprocamente. In particolare, le tele di Lowe trovano una collocazione ideale nel contesto veneziano, arricchendo il palazzo con nuove prospettive e significati.

Venice, Museo di Palazzo Grimani. Rick Lowe. The Arch within the Arc, 2024. Installation view. Courtesy: Gagosian Photo: Matteo D'Eletto, M3 Studio
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Francesca De Pra
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