NoWay? We can be the way!

Una campagna di comunicazione, una performance, una mostra, un libro, nati dalla collaborazione tra il fotografo Fabrizio Spucches, Mediterranea Saving Humans e Still Fotografia

Il rischio di percorrere uno dei momenti più isterici e complessi dell’Unione Europea, con guerre alle porte e le destre estreme in ascesa, è di perdere di vista, ancora una volta, una delle questioni irrisolte – diciamo pure delle vergogne – che affligge questa unione di stati: la totale inadeguatezza politica rispetto alle sorti delle persone migranti, che sfocia, spesso, in azioni mosse dal più bieco cinismo.

Solo nella rotta del Mediterraneo, negli ultimi 10 anni sono morte 28.000 persone. Dite a voce alta questa cifra, ventottomila, e provate ad immaginare la popolazione di comune italiano medio scomparire tra le onde. Sono numeri che percepiamo come cifre, troppo spesso senza capacità di visualizzare che si tratta di sono esseri umani. Di ogni provenienza, ciascuno con un proprio volto, una propria storia, una vita passata, una da ricercare e una affidata al mare. Alcune vite, davvero troppo brevi.

Ed ecco perché ne parliamo ancora, raccontando la campagna NoWay!: perché ogni iniziativa, ogni idea, ogni azione, ogni presa di posizione di chi ha una voce più forte delle altre, ha valore. Che arrivi dall’arte, dal mondo della cultura, della musica, dello spettacolo, aspettando che sia la politica ad assumersene la responsabilità. Per non dimenticare, per non passare immediatamente alla tragedia successiva, senza soluzione di continuità.

NoWay!, Fabrizio Spucches, Still Gallery, Exhibition view

No way! nasce per combattere l’indifferenza verso queste tragedie, all’alba dell’ennesimo naufragio, quello del 15 marzo 2024 al largo delle coste libiche, che ha causato oltre 50 vittime, tra cui un neonato.  Ma è solo l’ultima (anzi nemmeno, mentre ne sto scrivendo) delle tragedie di cui l’Europa è responsabile di mancati soccorsi nonostante le reiterate richieste di aiuto. Sette giorni, in una barca in avaria. Un’eternità, prima dell’epilogo già scritto.

No way! è un progetto inedito, nato dalla collaborazione tra il fotografo Fabrizio Spucches, che con determinazione, devozione e un raro impegno, torna ad occuparsi di questioni sociali di grande importanza, oggi con Mediterranea Saving Humans e Still Fotografia (con il supporto del Comune di Milano e del Comune di Rimini, NFC Edizioni, della scuola Penny Wirton Milano, Printable e Yacht Club Rimini). NoWay! È una campagna di comunicazione multimediale internazionale nata e diffusa su diversi canali, digitali e out of home. Un invito a guardare, a non distogliere più lo sguardo: prima di tutto dal giovane protagonista dell’immagine simbolo, in piedi su uno scoglio, avvolto in una coperta termica, tiene in mano una bandiera europea lacerata. Un’immagine per chiedere a voce unica una presa di coscienza e di riconoscere la responsabilità condivisa dell’Unione Europea, che ha volutamente scelto di condannare a morte certa le persone migranti in diversi naufragi, senza inviare soccorsi.

NoWay! è stata una performance, realizzata in occasione del lancio della campagna lo scorso 26 giugno: una barca priva di equipaggio che naviga in mare, alla deriva, circondata da venti gigantografie che galleggiano in acqua. Immagini, riprese dall’alto con un drone, raffigurano primi piani di giovani persone migranti che emergono da coperte termiche dorate e che trasmettono, attraverso il loro sguardo, un trauma profondo e irrisolto. Sempre disponibile e condivisibile il video della performance con la voce di Pap Khouma e il libro edito da NFC Edizioni con testi di Laura Bosio, Enrico Dal Buono, Denis Curti, Ghali, Sara Giudice, Laura Marmorale, Giulietta Raccanelli e Clio Spucches.

NoWay!, Fabrizio Spucches

Dal “cimitero del Mediterraneo”, le fotografie sono state successivamente recuperate e trasportate a Milano, per essere esposte all’interno della galleria Still.

Così NoWay! è diventata anche una mostra, un racconto per immagini dell’esodo delle molte persone intraprendono per raggiungere l’Italia via mare. Una testimonianza diretta, cruda, di chi ha affrontato, deve affrontare o non è riuscito ad affrontare il viaggio. Il progetto si articola in tre sezioni: InfernoPurgatorio e Paradiso. Le prime due, ambientate in Tunisia, riflettono sulla fase di attesa e la partenza delle persone migranti; la terza sezione, ambientata in Italia, rappresenta il loro arrivo e la speranza, spesso vana, di un futuro migliore.

NoWay! è anche una possibilità: per fare qualcosa di concreto, chiedendo, diffondendo, ricordando, arrabbiandosi, condividendo, sostenendo, donando. A Mediterranea Saving Humans, unica nave del soccorso civile battente bandiera italiana che organizza missioni di monitoraggio e soccorso nel Mediterraneo centrale, per cui è stata attivata una raccolta fondi.

La mostra durerà fino al 12 luglio, Mediterranea continuerà – per fortuna e purtroppo – ad essere in mare, per prestare soccorso. Esserci, come possibile, è doveroso.

Prima si salva, poi si discute.  

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Chiara Vedovetto
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