Yu Ji e la capacità di parlare del tempo senza mai citarlo

Al Centro Pecci di Prato Hide Me in Your Belly la prima personale in Italia dell’artista cinese Yu Ji

Chi visita il Centro Pecci di Prato può immediatamente percepire che i suoi spazi, così come il suo esterno, ricordano le astronavi cinematografiche, da Odissea nello spazio e Goldrake fino al più recente Spaceman. Questa sensazione fantastica riporta alla mente l’infanzia, offrendo un’esperienza di meraviglia e stupore. Si ha l’impressione che il tempo possa dilatarsi e contrarsi, proprio come le stanze in cui sono esposte le opere di Yu Ji.

Il tempo è un elemento centrale nella ricerca di Yu Ji, le cui opere incorporano tutti gli avvenimenti della sua vita personale. L’artista, che si muove tra diverse città e impegni lavorativi, adatta la sua pratica artistica alle esigenze del figlio. Il lavoro di Yu Ji unisce la produzione artistica con il ruolo di madre, evidenziando come questi due aspetti della sua vita siano inestricabili.

La mostra prende vita dal dialogo quotidiano con la città di Prato e gli spazi del Centro Pecci. Yu Ji ha trascorso due mesi in residenza a Prato, trasformando parte del Centro nel suo studio personale, creando nuove opere e riadattando lavori esistenti. L’esposizione prosegue la ricerca iniziata nel 2023 presso il CCA Berlin, dove l’artista aveva presentato la mostra Miss Shell, Delta, and Two Noughts.

Yu Ji, Flesh in Stone - Anthropos IV, 2024. © Yu Ji. Courtesy the Artist and Sadie Coles HQ, London and Kiang Malingue, Hong Kong. Photo: Katie Morrison

Nata a Shanghai nel 1985, Yu Ji ha interpretato la curva dell’Ala Piccola Nio del Centro Pecci come l’interno a spirale di una conchiglia o di una chiocciola. Questo spazio è visto come un rifugio, ma anche come un nutrimento potenziale per altre creature, rievocando immagini di favole dove nascondersi nella pancia può essere sia un atto di protezione che di inganno. E come non pensare a diversi “compagni di viaggio” della storia della fantascienza spaziale?

Le opere esposte includono sculture di gesso e cemento. Alcune sono state trasformate attraverso un processo di rimodellazione continua, mentre altre, già definitive, sono state ricontestualizzate negli spazi del Centro Pecci. I torsi senza testa, braccia e gambe appaiono come figure misteriose, esauste ma resistenti.

L’artista cinese documenta anche l’interazione tra la sua pratica scultorea e i momenti di gioco con suo figlio, evidenziando come la sua vita personale e professionale siano intrecciate. Questo dialogo è accentuato dal riferimento a Mario Merz, che aveva dedicato una mostra alla spirale proprio al Centro Pecci nel 1990.

Installation view, Yu Ji courtesy the artist and Centro Pecci Prato ©ph. Ela Bialkowska OKNO studio

Hide Me in Your Belly rappresenta una testimonianza importante del passaggio di Yu Ji a Prato, ma non sarà l’unica. L’artista ha avviato nella città un nuovo progetto che coinvolge calchi del corpo del figlio, preludio a una futura esposizione presso l’Università di Lovanio. La mostra offre una finestra sulla pratica di Yu Ji, mostrando come la sua arte si sviluppa in un continuo dialogo con il contesto e le circostanze della sua vita quotidiana. Invita il pubblico a riflettere sulle ambiguità e le trasformazioni che caratterizzano il nostro esistere. Non perdetela, il tempo è una cosa seria, proprio come la capacità di dialogare con i luoghi.

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Francesco Liggieri
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