I giovani talenti della Fondazione Bevilacqua La Masa

Negli spazi di Palazzetto Tito a Venezia vanno in mostra le opere conclusive del programma di residenze d’artista 2023-2024

Tra gli appuntamenti espositivi dell’estate veneziana l’ago della nostra bussola non può che allinearsi in direzione di Palazzetto Tito, dove ci attende Campo magnetico, curata da Cristina Beltrami.

La collettiva, inaugurata lo scorso 19 luglio, costituisce la mostra conclusiva dell’annuale programma di residenze d’artista dell’Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa. Fondata nel 1898 per volontà della contessa Felicita Bevilacqua La Masa, la Fondazione è da sempre impegnata nel supporto e nella promozione di giovani talenti emergenti. Gli atelier offrono agli artisti selezionati non solo uno spazio fisico dove lavorare, ma anche un ambiente stimolante per il confronto e lo scambio di idee immerso nella vibrante atmosfera culturale di Venezia.

Campo magnetico come mostra di fine residenza non si focalizza su alcun tema prestabilito; piuttosto prende forma dall’interazione e dal dialogo che gli artisti (eterogenei nei materiali, temi e formati), hanno instaurato durante i mesi di residenza tra di loro e con la città di Venezia. Ciò che emerge è dunque il risultato di un processo dinamico e collettivo, culmine di intenso percorso di formazione, di incontro e sperimentazione.

Da qui l’intuizione del titolo della mostra, in prestito dal mondo della scienza, che non a caso fa riferimento a forze fortemente connesse tra loro. Secondo la definizione, un campo magnetico si genera dall’interazione elettromagnetica tra singole scariche elettriche, le quali, insieme, generano un campo energetico di attrazione. Gli assegnatari di quest’anno, Nadezda Golysheva, Alexander Koch, Giuseppe Lo Cascio, Enrico Loquercio, Rebecca Michelini, Carlo Negro, Eric Pasino, Chiara Peruch, Matteo Rattini, Giovanni Sambo, Matilde Sambo, Elsa Scagliarini, Pierluigi Scandiuzzi, Stefano Stoppa, Jacopo Zambello, incarnano queste scariche elettriche e creano il nostro campo di forze, attraendosi e si respingendosi, disegnando continuità e rotture.

Il campo magnetico, dunque, non è da intendersi come un tema predeterminato ma come l’idea di un’area di attrazione e influenza reciproca. In questo contesto, gli artisti sono come particelle che, attratte e influenzate da forze invisibili, interagiscono tra loro creando nuove direzioni e possibilità creative. La mostra diventa essa stessa un campo di energia, un luogo dove le energie creative delle idee si scontrano, si mescolano e si trasformano in quel “processo che, nel caos indistinto della psiche, chiarifica e mette a fuoco i contrasti o conflitti che vi si annidano […] per poi comporli in un nuovo equilibrio,” come descritto da Maurizio Calvesi.

Ph. Credits Giacomo Bianco

Grazie alla visione curatoriale di Cristina Beltrami, due discipline spesso considerato di difficile comprensione e “astruse” quali l’arte contemporanea e la fisica dialogano tra di loro e vengono rese accessibili attraverso la descrizione di fenomeni che concernono entrambi i mondi. Fenomeni reali che ci riguardano tutti e che aprono a nuove riflessioni sul futuro dell’arte. In questo modo Campo Magnetico non rappresenta soltanto una testimonianza dell’importanza del supporto istituzionale per l’arte emergente, ma ci rammenta inoltre, quali e quanti forze “magnetiche” l’arte contemporanea sia in grado di generare.

Il catalogo della mostra verrà presentato il 30 agosto a Palazzetto Tito accompagnato da un intervento di Andrea Bruciati.

LINK
Caterina Rachele Rossi
Torna in alto