A Venice Immersive, sezione della Biennale Cinema dedicata agli sviluppi più avanzati nei media immersivi, il progetto creato da Excurio per il Musée d’Orsay di Parigi
Sarà capitato anche a voi di desiderare di salire su una macchina del tempo per osservare da vicino, con i vostri occhi, un momento storico che vi affascina. A me capitava spesso al liceo, mentre passavo le serate a memorizzare date, stili, nomi e luoghi per le interrogazioni di storia dell’arte. Immaginavo di poter fare un balzo indietro nel tempo per vedere con i miei occhi le scene che i pittori osservavano mentre lavoravano, vivere l’atmosfera delle loro epoche e comprendere in modo tangibile il loro processo creativo, le loro emozioni, i loro pensieri.
La verità è che la storia dell’arte, sui libri, mi sembrava spesso distante e poco coinvolgente. Osservando quelle opere stampate su carta, mi chiedevo che cosa rendesse quei quadri e i loro artefici così speciali agli occhi del mondo. Osservavo le minuscole stampe dei quadri di Monet e li trovavo bellissimi, ma totalmente privi di anima; solo di fronte alle gigantesche Ninfee esposte all’Orangerie di Parigi ho cominciato a comprenderne la potenza. In quel momento, messa di fronte alla Bellezza più autentica, ricordo di aver desiderato ancora più intensamente di potermi materializzare nella Giverny di fine ‘800, per osservare quello stagno con gli occhi di Monet.
E poi, qualche settimana fa, contro ogni aspettativa, è successo: la tecnologia mi ha dato l’opportunità di fare un salto virtuale nel passato. Mi trovavo alla Biennale Cinema per lavoro e, durante un pomeriggio di pioggia, ho deciso di cogliere l’opportunità per saltare su un vaporetto e raggiungere l’Isola del Lazzaretto Vecchio, dove ogni anno ha sede Venice Immersive, sezione dedicata agli sviluppi più avanzati nei media immersivi, spaziando oltre la realtà virtuale tradizionale per includere video a 360°, performance live e mondi virtuali.
Quando si è trattato di scegliere a quale esperienza virtuale dedicare il pomeriggio, non ho avuto alcun dubbio: sono stata immediatamente catturata dal titolo e dalla sinossi di “Un soir avec les impressionistes”, progetto creato da Excurio per il Musée d’Orsay di Parigi mirato a far rivivere al pubblico la nozione di “impressione”, cuore pulsante del movimento impressionista, perfettamente descritta dalle parole di Monet: “Il soggetto è qualcosa di secondario, ciò che voglio riprodurre è ciò che sta tra il soggetto e me”.
Indossato il visore, sono stata catapultata in una Boulevard des Capucines in perfetto stile grafico da videogame, davanti all’ex studio del famoso fotografo Nadar. Il mio viaggio nel tempo, mi ha informato la mia guida – Rose, un’eccentrica modella e aspirante artista – si stava svolgendo in una data ben precisa: la sera 15 aprile 1874, giornata importante per la prima mostra impressionista a Parigi; una sorta di battesimo, se vogliamo, di un movimento che, con il suo rifiuto delle convenzioni accademiche e il suo approccio innovativo a luce e colore, era destinato a ridisegnare il panorama artistico del tempo. Guidata da Rose, per quaranta minuti mi sono trovata ad osservare oltre centosessanta quadri insieme a Monet, Manet, Pissarro, Berthe Morisot e alcuni tra i più grandi artisti del tempo, ad ascoltarne i racconti e gli aneddoti, ad ammirarne le tecniche in sede di pittura, osservando l’ambiente circostante a 360° In quel momento, ho ripensato alla me liceale frustrata davanti al manuale di storia dell’arte: che idea diversa si sarebbe fatta se avesse potuto vivere un’esperienza affascinante come questa! E quante nozioni in più avrebbe interiorizzato, se non avesse dovuto imparare a memoria delle date e degli aspetti tecnici che le suonavano totalmente vuoti!
Ormai per me l’esame di maturità e solo un lontano ricordo, ma per tanti studenti la storia dell’arte continua ad essere un’accozzaglia confusa di paesaggi, ritratti, cognomi e movimenti artistici: posso solo augurarmi che opportunità di avanguardia tecnologica come queste possano entrare nella vita dei giovanissimi – e non solo – per renderli consapevoli ed entusiasti della reale, potentissima bellezza dell’arte.
LINK
- C’è un libro di David Bailey che pesa più di una valigia - Luglio 17, 2026
- La trama dei conflitti contemporanei. Intervista a Simone Miccichè - Febbraio 27, 2026
- Piazzetta Rizzoli 1: abitare un museo, abitare un luogo - Maggio 30, 2025




