Frieze London si rinnova e sorprende tutti: gli highlights della fiera

Quest’anno Frieze London si è presentata ridisegnata negli spazi, dando risalto alle gallerie emergenti. Dalle novità raffinate di 47 Canal e Experimenter passando per il live painting di Billy Childish nello stand di Lehmann Maupin, ecco una selezione di gallerie e sezioni che più ci hanno convinto.

Una fiera completamente ridisegnata nei suoi spazi e (in parte) anche nella sua anima. La 22esima edizione di Frieze London, che si è tenuta dal 9 al 13 ottobre 2024, si è dimostrata ancora una volta una tappa obbligata nell’ecosistema fieristico mondiale, nonostante i problemi post Brexit, la crisi, le guerre e l’avanzare sempre più irrefrenabile della “concorrente” Art Basel Paris (allestita dal 18 al 20 ottobre).

Poco più di 160 gallerie, con nuove partecipazioni dal Senegal, Georgia, Cina e Corea, hanno presentato il meglio dell’arte contemporanea mondiale, dai talenti emergenti ad alcuni dei nomi più apprezzati del settore. Se l’edizione 2023 aveva poco convinto gli addetti ai lavori, quella di quest’anno ha fatto ricredere in molti, anche grazie a un nuovo layout che ha messo in risalto le gallerie emergenti e “defilato” le giganti.

GLI HIGHLIGHTS DA FRIEZE LONDON

Se gli anni scorsi eravamo abituati a essere accolti dalle proposte di Gagosian, Frieze London 2024 ci ha riservato una sorpresa con i booth ricercati e raffinati di 47 Canal ed Experimenter, posizionati proprio di fronte all’entrata.  47 Canal, in particolare, catturava l’attenzione perché si presentava come un piccolo negozietto di stampe, con gli acquerelli senza cornice di Danielle Dean, artista anglo-americana classe 1982, che nelle sue opere riflette sulla sua infanzia come una delle poche bambine di colore ad Hemel Hempstead, cittadina non lontana da Londra.

A fianco, la galleria Experimenter ha proposto invece le opere della pakistana Bani Abidi, che utilizza diversi medium – dalla pittura ai video – per affrontare i problemi del nazionalismo legato al conflitto indo-pakistano e come questi influenzino la vita quotidiana e l’esperienza individuale.

Experimenter, Frieze London 2024. Photo by Linda Nylind. Courtesy of Frieze and Linda Nylind.

IL LIVE PAINTING DI BILLY CHILDISH: LE ALTRE NOVITÀ DELL’EDIZIONE 2024

Tra le novità, non si può non citare l’originale proposta di Lehmann Maupin, che ha presentato una selezione di nuovi dipinti dell’artista britannico Billy Childish: durante la fiera, è stato possibile vedere l’artista e punk rocker, insieme ai suoi due figli, dipingere “en plein fair” e discutere insieme a lui della sua pratica. L’obiettivo era quello di eliminare la distanza tra artista e pubblico, proprio come accadeva durante le sue performance con le rock band a cui si è unito negli anni Settanta. Childish è un artista a tutto tondo che ha prodotto non solo dipinti, ma anche copertine di libri, di dischi, canzoni e poesie. Tante arti diverse unite da un unico filo conduttore: Tracey Emin, la sua più grande musa, a cui è stato legato dal 1982 al 1985 (presente anche lei da Counter Editions e da White Cube Bermondsey con I followed you to the end, un coinvolgente viaggio attraverso temi quali amore, perdita, mortalità e rinascita).

Lehmann Maupin, Frieze London 2024. Photo by Linda Nylind. Courtesy of Frieze and Linda Nylind.

GAGOSIAN, HAUSER & WIRTH E LE GRANDI CONFERME

Veniamo ora ai colossi. Gagosian si è distinta per il suo booth senza pareti, presentando una mostra personale di Carol Bove con una “foresta” di nove sculture astratte, ciascuna alta circa tre metri. Le opere, orientate verticalmente, si presentavano come dei tubi di acciaio inossidabile a profilo quadrato, dipinti e parzialmente accartocciati (tutte vendute il primo giorno di fiera). Hauser & Wirth ha presentato invece nuovi lavori di Charles Gaines parte di Shadows, una serie iniziata nel 1978 composta da fotografie, disegni a china e acquerelli. I nuovi lavori comprendono alcune sottoserie che raffigurano diverse specie di piante comunemente presenti in tutta la California. Ogni sottoserie è inoltre composta da quattro “set”, che consistono in una fotografia della pianta insieme alla sua ombra, un disegno a inchiostro nero e un acquerello.

Frieze London 2024. Photo by Linda Nylind. Courtesy Frieze and Linda Nylind

GLI STAND CURATI DA ARTISTI (CHE PRESENTANO ALTRI ARTISTI EMERGENTI)

Una nota di merito va alla sezione Artist-to-Artist, dove sei artisti di fama internazionale sono stati chiamati a presentare altrettanti artisti emergenti. È così che l’artista newyorkese Rob Davis, nominato da Rashid Johnson, ha presentato dipinti ad olio su lino con oggetti domestici americani degli anni Settanta e Ottanta; Appau Junior Boakye-Yiadom è stato proposto da Glenn Ligon con un’installazione, centrata attorno ad una batteria, che ha ospitato performance live dell’artista stesso; Massinissa Selmani, nominato da Zineb Sedira, con i suoi disegni, sculture e film ha messo in risalto la sua capacità di esplorare questioni sociali e politiche nel suo stile minimal; l’astro nascente Nengi Omuku, scelto da Yinka Shonibare, ha presentato tre nuovi dipinti di paesaggi su sanyan, un tessuto yoruba filato a mano tipico della Nigeria; Peter Uka, proposto da Hurvin Anderson, ha portato una raccolta di dipinti tratti dai suoi ricordi d’infanzia nella Nigeria negli anni ’70; infine l’installazione immersiva di Magda Stawarska, nominata da Lubaina Himid, comprendeva dipinti e carte da parati serigrafate.

Artist-to-Artist, Nengi Omuku selected by Yinka Shonibare, Pippy Houldsworth Gallery, Frieze London 2024. Photo by Linda Nylind. Courtesy of Frieze and Linda Nylind.
LINK
Francesca De Pra
Torna in alto