Ripensare un club sportivo grazie al design. Il caso del Venezia FC e Drake

In questo appuntamento con la rubrica SUPER FRESH, Alessio Vigni racconta la storia della virtuosa collaborazione tra due realtà apparentemente distanti: il brand di Drake, NOCTA, e la squadra di calcio del Venezia FC. Un esempio di come il design possa avere applicazioni inaspettate.

Non sono mai stato un grande tifoso di calcio. Quando ero più piccolo, come tanti bambini della mia età, mi ero iscritto nelle squadre giovanili, ma con pessimi risultati. Nonostante la passione di mio “babbo” per questo sport e la fama che ancora oggi lo accompagna nel mio piccolo paesino toscano d’origine, dove è ricordato per le sue “prodezze” – fatte soprattutto di pedate e racconti di epiche espulsioni – io, il suo primogenito, non sono riuscito a tenere alto l’onore di famiglia. Il mio peso corporeo di allora non aiutava, e dopo una “carriera” passata in panchina, durata poco più di due anni, ho deciso di lasciare il campo per dedicarmi ad altro.

Anche per quanto riguarda il tifo per una squadra, non è mai stato un dogma per me. Sono cresciuto in casa con la maglia di Bobo Vieri dell’Inter, per poi passare con estrema facilità a quella di Luca Toni della Fiorentina. Ho cantato svariati cori in Curva Fiesole a Firenze, fino a quando la mia passione per questo sport si è assopita, riemergendo solo in occasione dell’inno di Mameli durante i Mondiali o gli Europei. È stato così per molto tempo, finché l’anno scorso qualcosa è cambiato. Con alcuni amici, abbiamo iniziato a frequentare la Curva Sud del Venezia FC, quando la squadra militava in Serie B e lottava per la promozione in A, la massima categoria italiana. Partita dopo partita, ho cominciato a comprendere meglio il senso di quelle dinamiche, innamorandomene. Mi ci sono voluti sei anni di vita a Venezia per infatuarmi di nuovo di una squadra di calcio e provare un sentimento leale e sincero per quei colori, forse quello definitivo. Chi leggerà queste parole potrebbe accusarmi di incoerenza, e forse avrebbe ragione, ma il cambiamento è sempre stato una costante della mia vita. Oggi, sono uno degli abbonati della Curva Sud e non mi perdo mai una partita in casa.

COSA C’ENTRA IL CALCIO CON L’ARTE E IL DESIGN?

Ma perché vi sto parlando di calcio in questa rubrica dedicata all’arte e alla cultura? Tutto ha inizio alla fine della scorsa stagione calcistica, quando uno dei comproprietari del Venezia FC, Brad Katsuyama, potente uomo d’affari canadese, contatta Matte Babel, Chief Brand Officer di Drake (sì, proprio lui, il noto rapper e produttore): “Il Venezia deve raccogliere dieci milioni di euro in un paio di settimane e poi almeno altri trenta milioni entro pochi mesi, altrimenti il club rischia il fallimento”. In quel momento, il Venezia è tra le prime squadre della Serie B e, mentre lotta per conquistare un posto nella massima serie italiana, il rischio di bancarotta è sempre più concreto. Nel giro di poche settimane, grazie ai contatti e al contributo dello stesso Drake, viene trovato un accordo e raccolto il denaro necessario per salvare la società.

IL VENEZIA FC E LA COLLABORAZIONE CON IL BRAND DEL RAPPER DRAKE

Tuttavia, l’intervento del noto rapper non si è limitato al salvataggio del club, ma ha avviato la collaborazione con NOCTA, il suo stesso brand, come partner tecnico sportivo ufficiale della squadra. Per chi non la conoscesse, NOCTA è una “label” (o sublabel) di Nike. Pur essendo supportata dal marchio principale, mantiene una completa autonomia. La sua identità visiva è fortemente influenzata dall’iconografia urbana e dalla vita notturna. Osservando i capi di NOCTA, emerge un’estetica che richiama l’oscurità e il movimento underground, spesso trascurato, delle grandi città. Questa collaborazione evidenzia la lungimiranza del Venezia FC, che espande il proprio marchio oltre i confini dello sport. Allo stesso tempo, la nuova identità della squadra della città di Venezia contribuisce a rinnovare l’immagine del calcio, trasformandolo in uno spazio per espressioni stilistiche e artistiche contemporanee. Si crea così una visione estetica inedita, che fonde il linguaggio visivo di un brand americano con l’eredità culturale di una delle città più iconiche del mondo.

LA NUOVA MAGLIA DEL VENEZIA FC

Durante la partita di Coppa Italia dell’11 agosto scorso, il Venezia FC ha indossato per la prima volta la nuova maglia nera, caratterizzata da un motivo a stelle che richiama il cielo notturno veneziano, come omaggio simbolico alla città. A questo si è unito anche uno sponsor di tutto rispetto, che ha stretto il legame della squadra a quello della comunità veneziana: il Cynar, il popolare liquore alle essenza di foglie di carciofo, molto noto negli anni sessanta.  Queste partnership rappresentano un’evoluzione del concetto di kit calcistico. In particolare quella con NOCTA sembra voler trasmettere l’idea che il calcio possa esprimere valori estetici profondi e contemporanei, creando un ponte tra cultura pop e sport.

IL RAPPORTO DEL VENEZIA FC CON GLI STUDI DI DESIGN

La società veneziana non è però nuova a questo tipo di collaborazioni: nella stagione precedente, infatti, si era affidata al famoso studio di design Bureau Borsche, che ha ridisegnato la visual identity del club, logo incluso, e le tre maglie da gioco. Lo studio, che aveva già lavorato per marchi di moda come Supreme e Balenciaga, ha creato per il Venezia una visione totalmente innovativa nel mondo del calcio. Anche la campagna di lancio è stata molto apprezzata dai cittadini grazie agli scatti e ai video realizzati tra le calli e in luoghi simbolici della città, facendo indossare le maglie a personaggi tipici veneziani. Lo storytelling creato è stato così inclusivo che quelle maglie fanno ancora oggi parte della cultura contemporanea di Venezia. Questa situazione si ripropone oggi con NOCTA, che rende omaggio alla creatività e alle icone della città di Venezia, creando un’opportunità unica per avvicinare i tifosi di calcio a un nuovo pubblico, e viceversa. È bello vedere come il mondo della moda e del design contemporaneo si inserisca in quello sportivo, ampliandone i confini e il valore culturale.

Questo è un SUPER FRESH un po’ anomalo, un viaggio inusuale che può contribuire a riflettere sulla ricchezza e l’innovazione di certi settori, che alcuni signorotti (e signorotte) con la puzza sotto il naso ritengono (ingiustamente) non debbano “sporcarsi” con l’arte e la cultura contemporanea.

Ci leggiamo alla prossima uscita!

Alessio Vigni

LINK
Alessio Vigni
Torna in alto