Quando il video si fa scultura. Cyprien Gaillard alle OGR di Torino

Si intitola Retinal Rivalry il nuovo progetto di Cyprien Gaillard che, fino al 2 febbraio 2025, invade letteralmente il Binario 1 delle OGR di Torino. Fruibile con occhialini 3D, la mostra mette in discussione non solo il mezzo filmico ma soprattutto le modalità di percezione dello stesso da parte del pubblico.

Se ci soffermassimo un attimo a riflettere sul valore intrinseco di un’opera d’arte potremmo arrivare a comprendere che, in definitiva, essa non è altro che un frammento della percezione visiva ed emotiva dell’artista: un dono scaturito da un certo tipo di sensibilità che, al contempo, appare anche come un invito a provare a vedere le cose sotto un altro punto di vista, ovvero attraverso gli occhi dell’artista stesso.
A questi ragionamenti Cyprien Gaillard (Parigi, 1980), ci aveva già abituati tempo fa, mettendoci davanti a una modalità nuova di fruizione dell’immagine in movimento. Un modus operandi manifestatosi dapprima nel 2015 con il video stereoscopico Nightlife e, nel 2019, con l’ologramma L’Ange du foyer (Vierte Fassung) presentato in occasione di May You Live In Interesting Times, la 58° Biennale di Venezia curata da Ralph Rugoff. 

OGR Torino, Cyprien Gaillard, Retinal Rivalry, Andrea Rossetti for OGR Torino


RETINAL RIVALRY, IL NUOVO VIDEO 3D DI CYPRIEN GAILLARD

Forte delle esperienze passate, il brillante artista francese ha continuato nel frattempo ad approfondire la propria indagine sul mezzo del video – nonché sul più ampio discorso della percezione visiva – arrivando alla realizzazione di un’opera ambiziosa visibile a Torino fino al prossimo 2 febbraio. Stiamo parlando di Retinal Rivalry: un sorprendente video girato in stereoscopia che, dopo aver debuttato in anteprima alla Fondazione Beyeler di Basilea nell’ambito della mostra collettiva Summer Exhibition, nei giorni dell’Art Week torinese ha raggiunto le Officine Grandi Riparazioni (vero committente del progetto).
Intitolata allo stesso modo dell’opera esibita, l’esposizione si avvale della curatela di Samuele Piazza per immergere il pubblico in una particolarissima illusione collettiva che getta le fondamenta proprio sul concetto di specularità.

Una volta indossati degli appositi occhialini 3D si è pronti a lasciarsi sopraffare da un video che esce letteralmente fuori dallo schermo con tutte le sue immagini ambigue che lo compongono. In Retinal Rivalry, infatti, niente è come sembra e tutto ciò che viene mostrato agisce su diversi piani percettivi che si muovono all’unisono, come suggerito anche dall’espediente tecnico della dissolvenza incrociata. Ed è proprio qui che avviene la “rivalità retinica” alla quale allude Gaillard, ovvero quel preciso momento in cui la nostra percezione tende ad alternare due immagini contrastanti, mostrate contemporaneamente, nel tentativo di una conciliazione irraggiungibile.

Il video si fa così scultura mettendo concretamente lo spettatore davanti alla fisicità dell’illusione cinematografica poiché, nonostante l’effetto tridimensionale che ne caratterizza il prodotto finito, l’immagine proiettata seguirà sempre il nostro sguardo mettendoci di riflesso nell’impossibilità concreta di oltrepassarla. Ciononostante, chi ne fruisce viene comunque invitato a muoversi all’interno dello spazio trattando quei pixel alla stregua di un materiale plastico da circumnavigare dal momento che non ci si trova al cinema ma in un ambiente deputato all’arte (anche se questo il pubblico italiano purtroppo non lo ha ancora capito preferendo non solo una fruizione lontana e statica ma addirittura infastidendosi nel vedere le persone muoversi durante la proiezione). 

OGR Torino, Cyprien Gaillard, Retinal Rivalry, Andrea Rossetti for OGR Torino

TRA ILLUSIONE E IPERREALISMO

Girato in Germania, in 4K, il video/scultura attraversa le tematiche del confronto e del contrasto non solo in maniera formale ma soprattutto su di un piano squisitamente concettuale rivelando tutta una serie di sequenze e situazioni che mettono in risalto disparità e contraddizioni della nostra civiltà. Fra rovine romane rinvenute in un parcheggio degli anni ‘70 sotto la cattedrale di Colonia, testimonianze dell’Oktoberfest, e appropriazioni non autorizzate di monumenti pubblici (come avviene ad esempio a Monaco con la statua del compositore franco-fiammingo Orlande de Lassus tramutata in un memoriale dedicato a Michael Jackson) viene così definito un ritratto ironico, iperrealistico e talvolta grottesco, del genere umano. È un punto di vista sottile e meticoloso quello offertoci da Gaillard, una visione singolare che tocca un fenomeno come il turismo di massa o i concetti di “piazza e monumento” per parlarci in realtà di quanto sia facile, nella storia dell’uomo, scontrarsi in pregiudizi, mode e interpretazioni discutibili dettate semplicemente dalla conoscenza dell’altro.  
Una distorsione spiazzante ma inevitabile che, proprio come la stereoscopia, allo stesso tempo ci confonde ci meraviglia e perché no, può addirittura “stomacarci”. 

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Valerio Veneruso
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