Il viaggio sensoriale tra arte e politica di Scott Myles a Glasgow

Scott Myles trasforma la Gallery of Modern Art (GoMA) di Glasgow in un’esperienza sensoriale e collettiva con Head in a Bell. Una mostra che unisce arte, politica e condivisione, invitando a riflettere sul futuro e sull’importanza dei piccoli gesti collettivi.

Un giorno ti ritrovi a prendere un aereo per andare in Scozia. E quando atterri, ti accorgi che è tutto come te lo ricordavi: l’aria che sa di mare e di erba, le colline verdi come un velluto sgualcito, e quel senso di sospensione che ti fa sentire libero. È così che mi sono trovato alla Gallery of Modern Art (GoMA) di Glasgow, dove, senza nemmeno accorgermene, sono stato risucchiato da Head in a Bell, una mostra di Scott Myles che sembra il frutto di un incontro tra un artigiano e un rivoluzionario.

Scott Myles, Head in a Bell, Gallery of Modern Art (GoMA)

SCOTT MYLES, IL RIVOLUZIONARIO GENTILE

Entrare in questa mostra è stato come infilarsi in un sogno ad occhi aperti: una sinfonia di materiali, suoni, e idee che sembrano urlarti addosso e sussurrarti allo stesso tempo. Al centro della scena, Instrument for the People of Glasgow, una scultura sociale fatta di donazioni: piccole parti di sintetizzatori Eurorack offerte da produttori di mezzo mondo. È un’opera che sembra una metafora vivente di come tutto sia connesso e che ogni gesto, per quanto piccolo, può diventare una parte di qualcosa di più grande. E a fine mostra, questo strumento tornerà a vivere come parte della GLOSS, una biblioteca musicale pubblica, un’idea che sa di futuro.

PER CHI SUONA LA CAMPANA (?)

Ma il colpo di genio arriva con la collaborazione tra Myles e Oscar Prentice-Middleton. Immagina di passeggiare in una galleria e di sentire il respiro delle sue mura. Questo è possibile grazie ai microfoni geofonici che captano le vibrazioni del sistema di ventilazione dell’edificio e le trasformano in un suono vivo, continuo, quasi primordiale. È come se la GoMA avesse deciso di confidarmi i suoi segreti, di mostrarti quello che normalmente ignori. La forza di Scott Myles sta proprio qui: è un artista che parla di economia, politica e umanità senza mai alzare la voce. Ogni poster gratuito che puoi prendere dalla mostra, ogni elemento dell’allestimento è un invito a riflettere su ciò che significa condividere risorse, pensieri, e futuro. Questa non è arte fine a sé stessa; è un promemoria sul nostro essere umani, sull’urgenza di rivedere come ci muoviamo e interagiamo.

Scott Myles, Head in a Bell, Gallery of Modern Art (GoMA)

TRASFORMARE UNO SPAZIO PUBBLICO IN UNA ORCHESTRA SOCIALE

Scott Myles ha trasformato la Gallery of Modern Art in un campo magnetico di connessioni invisibili e suoni pulsanti: al centro della scena, Instrument for the People of Glasgow sembra un’astronave fatta di generosità: un patchwork di componenti Eurorack. Assomiglia in tutto e per tutto ad uno “strumento sociale” perché non è solo un oggetto estetico; è un manifesto politico, un invito a immaginare un’economia in cui piccoli gesti di molti possano costruire qualcosa di straordinario. Non è solo arte: è una pratica che sfida il capitalismo e ci chiede di ripensare le dinamiche di dono e ricezione. Il titolo, Head in a Bell, non è casuale: sembra un’allusione a quel rintocco che scuote, sveglia e fa vibrare il cervello. E alla fine della visita, ti accorgi che questa non è solo una mostra, ma piuttosto un’esperienza che ti fa ripensare al tempo, non come qualcosa da consumare, ma come un dono da condividere.

Capito? Un dono da condividere! Se per caso passate da Glasgow da qui al 23 febbraio 2025, non perdetevela. Portatevi curiosità, mente aperta e, perché no, un po’ di tempo da condividere.

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Francesco Liggieri
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