La libertà di Helen Frankenthaler in mostra a Firenze

Palazzo Strozzi a Firenze dedica all’artista americana la più grande mostra mai realizzata in Italia, mettendo in luce non solo la sua rivoluzionaria ricerca nella pittura, ma anche i forti legami che ha instaurato con artisti suoi contemporanei

 
Se facciamo una ricerca su Google sugli esponenti dell’Espressionismo Astratto, i primi nomi che compaiono sono Jackson Pollock, Willem de Kooning, Franz Kline e Mark Rothko. Accanto a questi giganti, però, non può di certo mancare Helen Frankenthaler, artista americana conosciuta per aver inventato l’innovativa tecnica soak-stain (imbibizione a macchia). Nata in una famiglia colta e benestante – suo padre era un giudice della Corte Suprema di New York – Frankenthaler è cresciuta frequentando le scuole giuste, gli ambienti giusti e, soprattutto, le persone giuste. Ben presto infatti si trova circondata da artisti, che condividono con lei un forte impegno nella sperimentazione: alcuni diventano amici con cui partecipa a studio visit, scambia intense corrispondenze e confronti di opinioni, oltre a collezionarne le opere, che espone nella sua casa a Manhattan. Alcune di queste è possibile vederle, in dialogo con la produzione dagli anni Cinquanta ai primi anni Duemila dell’artista americana, nella mostra Helen Frankenthaler. Dipingere senza regole a Palazzo Strozzi a Firenze fino al 26 gennaio 2025.

“Helen Frankenthaler. Dipingere senza regole”, Palazzo Strozzi, Firenze, 2024. Photo OKNOstudio © 2024 Helen Frankenthaler Foundation, Inc. / Artists Rights Society (ARS), New York / SIAE, Rome

LA SOAK-STAIN, UNA TECNICA CHE TRASFORMA I GESTI IN EMOZIONI

Diverse fotografie dell’epoca immortalano l’artista che versa, dipinge e disegna con estrema sicurezza. Le lezioni apprese da Jackson Pollock nei primi anni Cinquanta – cioè che si poteva dipingere utilizzando vari materiali e attrezzi mentre ci si muoveva attorno a una grande tela stesa sul pavimento – hanno ispirato un’ulteriore tipologia di pittura astratta caratterizzata da ampi campi di colore: il Color Field painting.
In particolare, la tecnica soak-stain consiste nell’applicare colori diluiti direttamente su una tela non preparata, distesa orizzontalmente. Questo innovativo metodo permette al colore di penetrare nel tessuto della tela stessa, creando effetti simili a quelli dell’acquerello, ma su superfici ampie e con pitture inizialmente a olio, e in seguito acriliche.
Si tratta di un approccio audace che Frankenthaler ha introdotto nell’ottobre 1952 con il celebre dipinto Mountains and Sea, definito “la stele di Rosetta del Color Field”. Grazie a questa tecnica, l’artista ha aperto un nuovo dialogo tra colore, spazio e forma. Il risultato è una combinazione unica di astrazione e poesia, tecnica e immaginazione, controllo e improvvisazione, che va al di là dei canoni stabiliti, alla ricerca di una nuova libertà nella pittura. L’astrazione, nata dal disegno spontaneo, ha permesso quindi all’artista di esprimere la sua creatività con segni pittorici, simboli e “scene” evocative, senza svelarsi totalmente.

“Helen Frankenthaler. Dipingere senza regole”, Palazzo Strozzi, Firenze, 2024. Photo OKNOstudio © 2024 Helen Frankenthaler Foundation, Inc. / Artists Rights Society (ARS), New York / SIAE, Rome

UN’ESPERIENZA VISIVA E SENSORIALE

Helen Frankenthaler. Dipingere senza regole consente al visitatore di entrare in contatto con un universo in cui il colore è il protagonista assoluto. I grandi formati delle opere amplificano l’esperienza, coinvolgendo chi le guarda in un dialogo diretto con la tela. La capacità dell’artista di trasformare il colore in un linguaggio visivo primordiale, senza bisogno di forme definite, riesce a creare un senso di libertà. Anche l’allestimento, curato da Douglas Dreishpoon in collaborazione con la Helen Frankenthaler Foundation, è impeccabile: ogni sala racconta un capitolo diverso della carriera dell’artista, guidando il visitatore in un viaggio che è al tempo stesso cronologico e sensoriale.

“Helen Frankenthaler. Dipingere senza regole”, Palazzo Strozzi, Firenze, 2024. Photo OKNOstudio © 2024 Helen Frankenthaler Foundation, Inc. / Artists Rights Society (ARS), New York / SIAE, Rome

IL DIALOGO CON GLI ARTISTI CONTEMPORANEI

Un altro punto di forza di questa mostra è la sua capacità di inserire l’opera di Frankenthaler nel contesto più ampio dell’arte del dopoguerra. Come abbiamo già anticipato, i suoi lavori sono messi in dialogo con quelli di Jackson Pollock, Mark Rothko, Morris Louis e Robert Motherwell. Questo confronto aiuta a comprendere l’impatto dell’artista sul movimento del Color Field painting e la sua capacità di reinterpretare l’Espressionismo Astratto, spingendolo verso una dimensione di maggiore libertà e leggerezza.
È così che troviamo ad esempio Number 14 (1951) di Pollock, un dipinto in bianco e nero a confronto con Mediterranean Thoughts (1960) di Frankenthaler, un colorato lavoro a olio che presenta analoghi “elementi di realismo astratto o di Surrealismo”, frase che Frankenthaler stessa usò per descrivere l’opera di Pollock dopo averla vista di persona la prima volta. O ancora Tutti-Frutti (1966), un dipinto a soak-stain di nuvole colorate fluttuanti, che trova un analogo tridimensionale in Untitled (1964), scultura in acciaio dipinto di David Smith, composta da forme geometriche impilate l’una sull’altra, appoggiate su quattro piccole ruote.
Helen Frankenthaler. Dipingere senza regole è sicuramente un omaggio alla libertà creativa di un’artista che ha contribuito a cambiare il corso della pittura contemporanea e Palazzo Strozzi si conferma ancora una volta come uno dei principali centri italiani, capace di portare in Italia esposizioni di respiro internazionale.

“Helen Frankenthaler. Dipingere senza regole”, Palazzo Strozzi, Firenze, 2024. Photo OKNOstudio © 2024 Helen Frankenthaler Foundation, Inc. / Artists Rights Society (ARS), New York / SIAE, Rome
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Francesca De Pra
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