Mirko Leuzzi, artista autodidatta romano classe 1992, trasforma un garage nella sua casa-studio e conquista la scena contemporanea con opere espressioniste e viscerali, che raccontano emozioni universali. “L’arte mi ha salvato, con le mie opere voglio arrivare a tutti“, racconta il pittore ad art-frame.
Quando entro nello studio di Mirko Leuzzi a Roma sta diluviando. Appena varcata la soglia d’ingresso, due gatti mi vengono incontro miagolando. A seguire l’artista, che mi stringe la mano e mi introduce al suo originale ambiente di lavoro.
“Prima di diventare uno studio, questo era un semplice garage”, mi racconta, “qualche anno fa ho deciso di rimboccarmi le maniche e di trasformarlo nello spazio che vedi oggi”.
NELLO STUDIO DI MIRKO LEUZZI, PITTORE AUTODIDATTA
L’ambiente è composto da due grandi stanze comunicanti: un grande salotto e un ambiente più stretto e allungato, che è il vero e proprio studio dell’artista. Dal salotto si accede poi a una cucina e una stanza da letto. Tutte le pareti sono tappezzate da disegni e tele dell’artista, e anche le piastrelle in ceramica del pavimento sono decorate con altri suoi lavori. Ogni dettaglio della stanza fa capire immediatamente che ci troviamo all’interno della casa-studio di un artista.
Lo spazio in realtà si trova al piano terra di un villino monofamiliare, dove vive l’artista e la sua famiglia, e che, spesso, si trasforma in una piccola “comunità” di artisti: “mi piace ospitare qui amici, assistenti e artisti che vengono a trovarmi o a darmi una mano con i miei lavori“, spiega. “È difficile trovare lo studio vuoto, c’è sempre movimento. Oggi è un’eccezione. A volte organizzo anche feste o serate-cinema nel salone. È come vivere in una piccola comune parigina”.
LA NASCITA DI UN ARTISTA FUORI DAGLI SCHEMI
Mirko Leuzzi, classe 1992, romano, è un artista autodidatta che negli ultimi anni si è imposto nel panorama artistico contemporaneo grazie a uno stile pittorico ben riconoscibile e alla sua capacità di coniugare elementi tradizionali e sperimentazione visiva in opere che interrogano temi universali come l’identità, la memoria e il rapporto tra uomo e natura. Il suo esordio è avvenuto a ottobre 2022 con la mostra Essere Pittura, presso la storica Galleria Fidia, a Roma.
“Sono cresciuto in un contesto di borgata, lontano dalle Accademie e dalle botteghe, non ho studiato né sono mai stato un appassionato d’arte fino ai 28 anni. Avevo iniziato l’università, studiavo Lettere e Filosofia, ma poi ho abbandonato per seguire la mia personale ricerca creativa”, racconta l’artista. “In realtà ho avuto anche grossi problemi di alcolismo e di depressione, mi sentivo un fallito. L’unica mia vera passione erano le donne, che poi sono diventate il soggetto dei miei quadri”.
Leuzzi ha avuto “l’illuminazione” nel 2020, durante il primo lockdown. “Ho iniziato a dipingere per caso. Volevo realizzare un quadro da regalare alla mia ragazza dell’epoca”. Dopo quel primo quadro, creato come esperimento nel tempo libero, qualcosa è scattato dentro di lui: “ho cominciato a vedere in quello che disegnavo ciò che avevo dentro. Anche se inizialmente le mie opere mi facevano schifo, sentivo che erano in grado di trasmettere la mia angoscia. In breve dipingere è diventata una forma di terapia, un modo per dare senso alla mia esistenza”.
In quattro anni, la sua carriera artistica è decollata: nel maggio 2021 ha presentato la personale Abbi Cura di Te alla galleria B-Art, l’anno successivo ha esposto la mostra Fortezza, all’interno della meravigliosa Villa La Saracena a Santa Marinella, mentre nel 2023 è stato il turno de Gli Occhi per Dirlo alla galleria Basile Contemporary di Roma, che ha sancito il riconoscimento ufficiale del suo percorso artistico.
I SUOI SOGGETTI PREDILETTI: DONNE, FELINI E NATURA
I suoi primi lavori riflettono una dimensione emotiva cruda, fatta di “mostri astratti” e volti umani deformati. Inizia a esplorare temi legati alla sofferenza, alla rabbia e all’introspezione.
Col tempo le sue opere iniziano a popolarsi di figure femminili, che diventeranno poi il soggetto prediletto dei suoi quadri. “Per me le donne rappresentano la bellezza, la sensualità, ma anche le fragilità e le paure che mi tormentano”.
A queste si affiancano quasi sempre immagini di felini, molto spesso tigri: “Rappresentano il partner della donna, a volte ritratti in atteggiamenti aggressivi e pericolosi, altre giocosi e mansueti. Sono una metafora delle dinamiche relazionali e delle emozioni contrastanti che vivevo nelle mie relazioni affettive”. A fare da contorno ci sono poi alberi, prati e fiori: “Sono un grande amante della natura. Mi piace fare lunghe passeggiate nei boschi e ritirarmi per giorni in luoghi remoti e silenziosi, circondato dalla natura selvaggia”.
UN OUTSIDER SENZA MAESTRI NÉ MODELLI DI RIFERIMENTO
Leuzzi si considera un outsider del sistema artistico tradizionale. Autodidatta, ha sviluppato uno stile spontaneo e riconoscibile fin dagli esordi, senza seguire riferimenti precisi. Sebbene alcuni critici lo abbiano paragonato a Modigliani, per la sua caratteristica di disegnare gli occhi delle donne vuoti, come specchio dell’anima, o a Ligabue, per il suo stile pittorico espressionista e per l’abitudine a rappresentare felini, Leuzzi afferma di non essersi mai ispirato consapevolmente a nessun artista: “Per me, l’arte deve essere accessibile a tutti, non solo agli esperti”.
Il fatto di restare fedele a se stesso e di non rinnegare le sue origini umili, ha portato l’artista a riscuotere un grande successo grazie ai social media, dove ha costruito una comunità di appassionati che si riconoscono emotivamente nelle sue opere.
IL RAPPORTO DIFFICILE CON IL MERCATO DELL’ARTE
Leuzzi ha una visione critica del mercato dell’arte, che definisce “un sistema di m*rda, dominato da logiche commerciali che spesso sacrificano la creatività autentica”. Pur essendo riuscito a inserirsi nel settore e a esporre in importanti contesti, come la fiera Arte in Nuvola di Roma, a cui ha partecipato per tre edizioni di fila, dal 2022 al 2024, ricevendo un significativo apprezzamento da parte della critica, Leuzzi non ha mai perso la sua indipendenza.
Continua a organizzare progetti artistici, come Le mie mani e Imperitura/Vulnerabilia, e collaborazioni in modo autonomo, investendo nelle sue idee senza compromessi.
IL MURO DI SAN CALISTO TRASFORMATO NELLA SUA TELA
Il rapporto di Leuzzi con la città di Roma è profondo e contraddittorio. Negli ultimi anni ha partecipato a diversi progetti artistici urbani, realizzando opere su muri pubblici, come quello di Piazza San Calisto.
Anche in questi poster in formato maxi ritornano i temi cari all’artista: le donne, i felini, la natura rigogliosa. Stavolta, però, fa la sua comparsa un nuovo elemento nella composizione: il bar della piazza. Simbolo storico del rione Trastevere, cuore della movida romana, ritrovo di artisti, avvocati e spacciatori, seduti uno accanto all’altro, per Leuzzi il bar San Callisto è un esempio “della mia lotta contro la modernità”, un luogo ostinatamente e orgogliosamente ancorato al passato.
“Attraverso queste installazioni”, spiega l’artista “intendo raccontare storie di resistenza e denunciare la trasformazione di Roma in una ‘città bomboniera’, sempre più svuotata della sua autenticità”.
SPERIMENTAZIONE E NUOVI PROGETTI
Nonostante si sia affermato come pittore, Leuzzi continua a sperimentare con nuovi materiali e tecniche, tra cui la ceramica, la fotografia e le installazioni, dove l’uso del colore e della materia diventa veicolo di narrazioni intime e collettive.
Un progetto importante a cui sta lavorando in questo periodo è legato a sua nonna, simbolo di memoria familiare e di radici affettive: “In tutta la sua vita, mia nonna non è mai stata veramente libera. Anche se inconsapevolmente, era prigioniera di una cultura e di valori patriarcali per cui una donna non poteva essere autonoma e indipendente. Dalla morte di mio nonno, invece, è come se fosse rinata: ha ripreso in mano la sua vita e ha iniziato a fotografare la sua quotidianità con una macchina usa-e-getta che le ho regalato. Mi piacerebbe raccogliere tutto il materiale prodotto finora per esporlo in una mostra”.
Quest’anno, inoltre, è prevista la sua prima partecipazione a una fiera estera: la FNB Art Joburg a Johannesburg, in Sudafrica. Un evento che potrebbe decretare il suo successo come artista di fama non più solo italiana, ma internazionale.
UN’ARTE CHE ARRIVA A TUTTI
Leuzzi attribuisce grande valore al potere emotivo dell’arte. Le sue opere, infatti, colpiscono da subito per la loro immediatezza, senza bisogno di spiegazioni complesse. “Molte persone che ho incontrato mi hanno confessato di essersi avvicinate per la prima volta all’arte grazie ai miei quadri, perché si sono riconosciute nelle emozioni che gli trasmettono”.
Questa capacità di creare un legame diretto con il pubblico rappresenta per l’artista una grande responsabilità e una delle ragioni principali per cui continua a dipingere con passione.
Pur riconoscendo di essere ancora agli inizi del suo percorso, Leuzzi guarda al futuro con ambizione, ma senza lasciarsi sopraffare dall’ego. “Sogno di continuare a crescere come artista, mantenendo però sempre la libertà creativa e la connessione emotiva con il mio pubblico”. Tuttavia, rimane consapevole delle difficoltà e delle ipocrisie del sistema artistico, che affronta con un mix di ironia e determinazione.
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