Conclusa da poco più di un mese, Antwerp Art, la fiera gemellata con Art Brussels giunta alla sua quarta edizione, ha riunito 70 gallerie internazionali, per un totale di 11 paesi partecipanti (con una predominanza di realtà dal Belgio ma anche dalla Francia). La kermesse si è confermata un hub di creatività contemporanea, con numerose proposte di alta qualità. Ecco le nostre preferite.
Si è conclusa poco più di un mese fa la quarta edizione di Antwerp Art, la fiera gemellata alla celebre Art Brussels. Noi l’abbiamo visitata, e si riconferma un appuntamento imperdibile per gli appassionati d’arte contemporanea. A dicembre, l’evento ha visto la partecipazione di ben 70 gallerie internazionali, provenienti da 11 paesi, tra cui spiccava una notevole rappresentanza di realtà belghe, affiancate da numerose presenze dalla Francia e da altri paesi europei. La kermesse, caratterizzata da una vasta offerta di opere di alta qualità, ha saputo attrarre sia collezionisti che esperti del settore, consolidando il suo ruolo di riferimento per le nuove tendenze artistiche. Tra installazioni, performance e opere che esplorano i linguaggi più innovativi dell’arte contemporanea, Antwerp Art si è distinta anche per la capacità di creare un dialogo vivo e stimolante tra gallerie, artisti e pubblico.
Di seguito, una selezione delle opere e dei progetti che ci hanno maggiormente colpito, capaci di raccontare lo spirito di questa straordinaria edizione.
LARA SEBDON E GALARIA MIEKEVANSCHAIJK: L’ARTE CHE TRASCENDE GLI SPAZI FIERISTICI
La parigina Claire Gaustaud propone Judith Grassl (1985), diplomata all’Accademia di Belle Arti di Monaco e alla facoltà di Belle Arti di Lisbona, che parteciperà anche all’edizione 2025 di Art Brussels, nella sezione Discovery.
Grassl presenta delle composizioni in cui frammenti di realtà sono resi in maniera plastica. Le diverse silhouette sono riempite emulando il tocco di un pennello digitale.
La giovane galleria e gallerista parigina Lara Sebdon, che già avevamo incontrato da BAD+ Bordeaux Art and Design, ci trasporta fuori dalla griglia ortogonale fieristica, dal bianco abbacinante e dal neon grazie all’opera di Galaria Miekevanschaijk (33 anni, neozelandese).
Alcuni pannelli disposti l’uno accanto all’altro in una sorta di piccola quinta ci introducono in un cortile assolato e non lastricato, un leggero e polveroso velo di Terra di Siena. Alcuni elementi architettonici, di arredo o funzionali — una fontana monolite, una scala a pioli appoggiata alla parete, una tenda rossa verso un caldo interno, un filo piegato da un lenzuolo fresco di bucato — sono accostati a sprazzi di natura, sia selvatica che curata dall’uomo. Il bonsai prugna si oppone a un’oasi di palme e arbusti che fanno capolino da uno squarcio incorniciato.
MAGNIN-A: L’AFRICA PROTAGONISTA TRA SGABELLI, DIPINTI E ARAZZI
MAGNIN-A (sempre di base a Parigi) propone uno stand di tutti artisti africani, con sgabelli disegnati dall’artista ghanese Eric Kpakpo, dipinti del malese Amadou Sanogo e arazzi di Ana Silva.
La galleria viennese Suppan propone un solo show di Laura Limbourg (1996, Edegem, Belgio), acrilici di grandi dimensioni che presentano immagini oniriche, come filtrate da un sottile velo d’acqua. Se nelle composizioni più articolate la ninfa che le abita sembra tratteggiata con il tratto naïve e il paesaggio tropicale di Rousseau il Doganiere, quando il suo volto occupa con imponenza lo spazio della tela Limbourg gioca con la sensualità dello sguardo e con la perdita di nitidezza, inebriandoci con pennellate liquide.
KOOS BUSTER: SCULTURE QUOTIDIANE IN CERAMICA DALLA GALLERIA VRIEND VAN BAVINK
Anche Gallery Vriend van Bavink, di Amsterdam, presenta un solo show, questa volta completamente scultoreo, di Koos Buster (1991), diplomato alla Rietveld Academy di Amsterdam. Le opere colpiscono per il senso di realtà che veicolano. Una scala, un secchio per il detersivo, interruttori e prese elettriche, l’attrezzatura antincendio, i distributori d’acqua che si trovano negli uffici: questi oggetti, selezionati per il loro valore funzionale, sono trasformati in ceramiche e valutati per la loro estetica. Mozziconi di sigarette sono concepiti come fossero biglietti da visita e venduti a un prezzo accessibile a tutti (25 euro) anche per incentivare il piccolo collezionismo.
LAURA HOSPES: IL CORPO CHE SCOMPARE NELLE VIDEO-OPERE DELLA GALLERIA LANG
Oltre alla pittura, si contano poche opere video come quelle del solo show dello stand della galleria LANG di Amsterdam con i due video in cui l’artista Laura Hospes mette in atto un tentativo di sparizione dipingendo il proprio corpo nudo con l’acrilico nero (su sfondo nero), quasi trasformandosi in un insetto coriaceo, e bianco (qui lavora per contrasto).
I dipinti dell’artista palestinese, cresciuto in Siria e formatosi a Breda (Olanda), Ahmad Mallah, sono stati scelti insieme agli arazzi del belga Klaas Rommelaere dalla galleria Madé van Krimpen di Amsterdam. Immagini di violenza e di diaspora sono filtrate dalla trama della memoria che regala gocce di rugiada e una melanconia soffusa di fiori e olive, simboli cari al popolo palestinese, dilaniato dalla guerra e sradicato dalla propria terra.
BERNICE NAUTA: FANTASMI SOSPESI NELLE ATMOSFERE DELLA GALLERIA MIEKE VAN SCHAIJK
Sempre olandese, la galleria Mieke van Schaijk (vicino a Breda), cattura per le atmosfere sospese di Bernice Nauta. Figure indefinite abitano i suoi dipinti con una mezzeluna come elemento ricorrente: è la forma stilizzata di un occhio, canoa per navigare negli strati evanescenti della rimembranza. Compaiono poi dei fantocci infantili, fantasmi in uno spazio-tempo senza più coordinate.
Nello stand di Settantotto Art Gallery (Ghent) Bert De Geyter con il neon “fuck love and dance” sembra assestare un taglio netto al sentimento amore, che pure torna nella bufera della vita, nonostante parlare d’amore per l’artista implichi il parlare anche della perdita.
Copperfield, nota galleria londinese, rappresenta, tra gli altri artisti, Tommy Smits. Bacheche di pietra composte da fossili e immagini incastonate come gemme opalescenti, è un archivio che fonde insieme i ricordi personali con la vita degli altri, come se ci fossero dei ganci comuni, una memoria condivisa fatta passioni e tormenti, un’esistenza non edulcorata.
CASPER SEJERSEN: RITRATTI VIDEO E FOTOGRAFIA ALLA DEUSS GALLERY
Gioca in casa la Deuss Gallery di Anversa con la sua “stella” Casper Sejersen, fotografo che collabora con il mondo della moda, da Tiffany a Balenciaga. Il suo video “Virgo” (e gli still derivati) che dura giusto il tempo di una sigaretta, abbozza senza svelare troppo il carattere di una donna tramite il suo segno zodiacale — meticolosa fino a risultare maniacale, introspettiva, analitica —, in verità, al limite tra un ambiguo trattenersi e perdita di controllo, compostezza e sregolatezza.
ARTE FUORI DALLA FIERA: IL KMSKA E JAMES ENSOR BEYOND IMPRESSIONISM
Lasciando alle spalle la fiera e il suo contenitore (Antwerp Expo), è possibile raggiungere il centro per immergersi nella proposta culturale urbana. Imperdibile la mostra al KMSKA (Koninklijk Museum voor Schone Kunsten Antwerpen) In Your Wildest Dreamscape. Ensor Beyond Impressionism che celebra uno dei più poliedrici artisti del panorama fiammingo, James Ensor. Il museo è stato appena restaurato e ospita una collezione di Old Masters competitiva a livello europeo. Consigliamo poi di visitare l’ex granaio, tramutato in spazio per l’arte contemporanea, il M KHA dove è possibile visitare le mostre di Nastio Mosquito (fino al 26 gennaio 2025) King of Klowns e di Agnieszka Polska Flowers on the Sun (fino al 12 gennaio 2025).
CINDY SHERMAN AL FOMU: ANTI-FASHION E IL LAVORO DI DIRK BRAECKMAN
Merita senz’altro un passaggio il museo di fotografia FOMU con l’esposizione dedicata a Cindy Sherman (Anti-fashion, fino al 2 febbraio) che raccoglie più di 100 scatti, dagli Still degli anni Settanta fino alle opere più recenti, e la personale Echtzeit di Dirk Braeckman, un lavoro che recupera le immagini d’archivio della collezione museale, le ingrandisce, stampa virandole in bianco e nero e ne manipola la materia vibratile, bucando e bruciando alcune porzioni.
In ultimo, se amate i palazzi storici, l’arte gotica e rinascimentale olandese e belga, la raccolta del Museo Mayer van den Bergh contiene preziosi dipinti di Pieter Brueghel Il Vecchio come Margherita la pazza (dalla serie Dodici Proverbi) o laCrocifissione di Quentin Massys ma anche monili, servizi da tè, miniature cinesi in avorio, sculture in legno tra pareti ricoperte di tessuti, finestre decorate a piombo e caminetti istoriati.
LINK
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