Le parole di Marcello Maloberti illuminano il Memoriale della Shoah

La mostra Tu sei la memoria della mia notte di Marcello Maloberti porta luce e poesia nel Memoriale della Shoah di Milano. Parole potenti rompono il silenzio, dialogando con il buio, mentre l’arte diventa ponte tra memoria e presente, trasformando il ricordo in resistenza.

In continuità con l’installazione permanente posta sulla facciata del Memoriale della Shoah, Tu sei la memoria della mia notte porta l’arte, la poesia e la luce di Marcello Maloberti in un luogo carico di significato, sorto nella zona sottostante il piano dei binari della Stazione Centrale di Milano. Attraverso le parole e i suoi contrasti, la mostra esplora il legame tra memoria e contemporaneità trasformando questo luogo in uno spazio di riflessione attiva.

Marcello Maloberti, TU SEI LA MEMORIA DELLA MIA NOTTE, 2025, Memoriale della Shoah di Milano, Installation view. Courtesy l’artista, Memoriale della Shoah di Milano e Galleria Raffaella Cortese, Milano - Albisola, Fotografie di Andrea Rossetti

QUANDO LE PAROLE ROMPONO IL SILENZIO

Quanto possono colpire le parole? La loro forza è inequivocabile, ancora di più nel silenzio del Memoriale, interrotto solo dai rumori dei treni della vicina Stazione. Le “frasi” di Maloberti si fanno spazio e con tutta la loro potenza ci cascano addosso, riuscendo a rompere quel silenzio assordante che richiede un luogo come questo. 

“Notte saltami nel buio acceso”, “Cadono le stelle a terra e il silenzio tace”, “la pioggia cuce la terra al cielo” fino ad arrivare a “Tu sei la memoria della mia notte”, scritta illuminata e rovesciata: sono messaggi chiari ed incisivi, ispirati alle parole di Liliana Segre. In un momento storico in cui l’eccesso di parole spesso distrae dal centro del messaggio e la comunicazione si fa più rapida e veloce, l’essenzialità diventa un potere.

LA LUCE E IL BUIO, OPPOSTI E PROTAGONISTI

Luce e buio – inscindibili nella realtà, opposti ma complementari – diventano qui protagonisti. Così come due anni fa la scritta al neon bianco “Invitami notte a immaginare le stelle” ha portato luce sulla strada e nella notte, allo stesso modo all’interno i nuovi lavori diventano opere di luce. I primi tre, sebbene non illuminati al neon, abbagliano di significati forti e racconti vivi, e lo fanno attraverso la scelta dei termini, la melodia che emerge dal suono delle parole, l’immaginazione che dà forma a quelle scritte. L’ultima opera è invece illuminata e si scontra (ma al tempo stesso incontra) con il buio del luogo, degli oggetti e delle testimonianze che la circondano.   Buio e luce dialogano e diventano complici di una storia, del passato: dove il buio nasconde, la luce rivela e nel loro incontro si crea profondità e nasce la poesia.

Marcello Maloberti, TU SEI LA MEMORIA DELLA MIA NOTTE, 2025, Memoriale della Shoah di Milano, Installation view. Courtesy l’artista, Memoriale della Shoah di Milano e Galleria Raffaella Cortese, Milano - Albisola, Fotografie di Andrea Rossetti

L’INCONTRO TRA MEMORIA E CONTEMPORANEITÀ

“Fare arte oggi significa farsi testimoni di un tempo presente senza tralasciare l’eredità del passato e la responsabilità del futuro”, racconta Diego Sileo, curatore della mostra. Il Binario 21 è un luogo dove ricordare, carico di storia intesa come contenitore di memoria. La memoria è resistenza al tempo: come trasmetterla oggi, quando quel filo che collega passato, presente e futuro rischia di sfuggire? L’arte risponde con una lente di ingrandimento sulle grandi tematiche, promuovendo il dialogo e l’inclusione sociale. La comunicazione tra memoria e contemporaneità è fondamentale poiché consente di includere il visitatore di oggi nella storia. In questo modo, l’arte di Maloberti si fa carico di una responsabilità sociale, avvicina le persone a questo luogo e le incoraggia ad osservare il mondo con sguardi attenti, raccontando la realtà in cui viviamo, trasformando la memoria in un atto di resistenza e consapevolezza.

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Martina Buttiglieri
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