Desiderio liquido: la pittura di Chiara Ventura come linguaggio delle relazioni

La personale warm waters di Chiara Ventura ha messo in mostra alcuni degli ultimi lavori della giovane artista veronese, in modo da dare visibilità anche alla sua pratica pittorica, finora meno considerata. Il progetto si concentra sulla rappresentazione dei sentimenti umani e sulle contraddizioni che li caratterizzano.

“Ciò che mi ferisce sono le forme della relazione, le sue immagini; o meglio, ciò che altri chiamano forma, io lo sperimento come forza. L’immagine – come l’esempio per l’ossessivo – è la cosa stessa. L’amante è quindi un artista e il suo mondo è davvero un mondo capovolto, poiché ogni immagine è fine a se stessa (nulla al di là dell’immagine).”

Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso.

Frammenti di un discorso amoroso è il libro di maggior successo di Roland Barthes, l’unico con La camera chiara e Mitologie (una raccolta di articoli pubblicati a volte su rotocalchi di grande tiratura, come Paris Match), che abbia avuto un effettivo impatto su un pubblico non esclusivamente accademico o letterario. Da i Frammenti sono state tratte innumerevoli opere d’arte e perlomeno tre film: due poco riusciti tentativi di commedie romantiche (Lover’s Discourse di Derek Tsang e Jimmy Wan del 2010, Un beau soleil intérieur di Clare Denise del 2017) e un capolavoro in due parti: Il cielo sopra Berlino (Der Himmel über Berlin, 1987) e Fino alla fine del mondo (Bis ans Ende der Welt, 1991).  In L’atto di vedere (1992), celebre raccolta di interventi e interviste di Wim Wenders spiegava l’efficacia del volume barthesiano nel rendere esplicito la relazione tra processo emotivo e la sua proiezione in forme verbo-visive, insistendo in particolare sulla sincronia tra desideri e immagini.

Chiara Ventura, Acque calde, stampa su Dibond, 40 x 30 cm, 2024

CHIARA VENTURA: L’ARTE COME LINGUAGGIO DELLE EMOZIONI

Ma perché oggi Chiara Ventura, giovane artista veronese nota per i suoi interventi performativi, recupera un seminario del’École Pratique des Hautes Études per una mostra-evento in un weekend romano – dal 28 febbraio al 3 marzo – nella sede di exibart? Certamente non per celebrare i cinquant’anni del seminario, né perché nel libro “l’amore è indagato senza troppo romanticismo con uno sguardo psicologico”, come ci ha detto in una amabile discussione in preparazione di questo intervento. Nulla è psicologico nel libro di Barthes: un tentativo “strutturalista” di decodificare il linguaggio amoroso in un corso universitario di semiotica. La psicologia non interessa Barthes e tantomeno interessa all’artista di Ventura.

Se al centro della mostra curata da Alessio Vigni e presentata da exibart e SUPERMARTEK, vi è la serie di dipinti intitolata Figure, è perché Ventura mira a trasformare in artificio retorico l’approccio del saggista francese, esponendo frammenti non ordinati che esplorano l’esperienza amorosa attraverso gesti e immagini distinte. I suoi quadri producono un racconto non lineare, immagini astratte che, come trascinate da una corrente, evocano l’imprevedibilità e l’insidia nascoste nella calma delle acque calde, senza bisogno di una sequenza esplicita. Sono metafore dei sentimenti umani, rassicuranti ma al tempo stesso capaci di svelare, senza logica apparente, la complessità profonda e mutevole delle relazioni di coppia. Le acque sono calde, accoglienti, ma se si scaldano troppo, scottano. Warm waters diventa così una ricerca incessante di equilibrio tra esseri umani, tra l’atto di ricevere e di dare, un’esperienza che da personale si fa collettiva.

Il lavoro di Ventura esplora un territorio familiare e sicuro, ma al tempo stesso carico di tensioni. Attraverso la pittura, l’artista riflette su questo dissidio, dando vita a istantanee di un racconto intimo. Il suo obiettivo è evocare ciò che, nelle relazioni umane, rimane indicibile e inafferrabile, immagini difficili da decifrare, quasi impalpabili, evocative ma parte di un racconto unico, a tratti ironico (vedi le allusioni al venire), a tratti politico (in quanto indaga le relazioni e, di conseguenza, il nostro essere con gli altri). I suoi lavori raccontano le contraddizioni insite nelle relazioni, espresse attraverso i liquidi che ci scambiamo nei rapporti: sudore, lacrime, tracce corporee che diventano simboli della fluidità degli scambi emotivi. Questi elementi, che si modificano, si spandono, si dissolvono, sono resi pittoricamente attraverso una gestualità che simula il flusso e il movimento, trasformando le opere in metafore di una relazione intima e intensa tra due persone.

TRA ASTRATTO E INTIMO: LA PITTURA COME METAFORA DELLE RELAZIONI

Le tele, immerse in un blu profondo, rimandano simbolicamente al mare e al suo corrispettivo interiore: l’oceano delle emozioni umane. Questo blu, ricorrente nei dipinti, trascende le apparenze e si trasforma talvolta in tonalità più calde, senza mai perdere il suo legame con l’acqua e il sale. Qui, il mare non è solo un topos romantico, ma viene scomposto nella sua realtà fisico-chimica, evocando lacrime e sudore: ciò che si piange in un rapporto, ciò che si suda nella fatica emotiva della relazione.

Ventura utilizza la pittura come strumento principale per affrontare la vulnerabilità emotiva e la liquidità dei sentimenti della sua generazione. Ogni dipinto suggerisce una riflessione psicologica sui gesti e sugli atteggiamenti che compongono l’esperienza amorosa, ma senza romanticismi. Sul corpo resta impressa la memoria di ciò che abbiamo vissuto: le tracce delle nostre delusioni, l’eco di relazioni passate, il ricordo di contatti umani creduti dimenticati, lacrime versate, incontri indelebili e corpi che si è dovuto o voluto dimenticare per la loro violenza.

Il movimento sessuale, in questa prospettiva, è un’analogia con le correnti marine: una metafora dei movimenti emotivi tra due persone, un doppio senso che attraversa l’intero progetto. L’artista esplora la sessualità come un tabù ancora soggetto a censura, ma capace di rivelare verità profonde sul nostro modo di vivere le relazioni. La dialettica tra maschile e femminile viene riconsiderata, mettendo in discussione i modi in cui sudore e lacrime sono stati storicamente politicizzati. L’intimo diventa pubblico, e il pubblico è invitato a riconoscersi in questo viaggio emotivo.

Chiara Ventura, A mare, video still, 2023

A MARE: IL DUALISMO TRA PASSIONE E POLITICA NEL LAVORO DI VENTURA

Il tema centrale è il piacere. Come lo proviamo? Come il sesso rivela la condizione autentica della relazione con l’altro? Secondo Ventura, la sessualità, soprattutto per la generazione Z, è un elemento fondamentale per comprendere la natura dei rapporti. “Ho imparato la sessualità di nascosto”, afferma l’artista, “perché è ancora un tabù, ma in realtà è una dimensione essenziale della vita umana. Nei miei ultimi lavori la utilizzo come metafora, in relazione al movimento dell’acqua e delle onde”. Il movimento sessuale diventa così il corrispettivo di un movimento emotivo tra due persone, un’espressione della loro intimità.

Anche i liquidi corporei sono stati politicizzati: il sudore e le lacrime diventano simboli di un’esperienza condivisa, dello stare insieme nella gioia e nella fatica del rapporto. C’è poi l’ultima fase, quella dello stordimento che deriva da questa esperienza, in cui il corpo si abbandona completamente all’altro.

A mare indaga i rapporti attraverso movimenti che esprimono un continuo sopra-sotto, dentro-fuori: gesti che, seppur superficialmente sessuali, servono in realtà a raccontare dinamiche emotive. Il titolo stesso gioca su un doppio senso: a mare come a-mare.

Infine, il mare, tradizionalmente carico di valenze poetiche e romantiche, viene ridotto alla sua essenza chimica: acqua e sale. Questi elementi, che sembrano semplici, diventano invece metafore di lacrime e sudore: ciò che piangiamo in un rapporto e ciò che suda il corpo. Il binomio emozione-corpo si manifesta qui attraverso un interrogativo fondamentale: perché l’acqua e il sale? Perché le lacrime sono fatte di acqua e sale, così come il sudore. E perché la società ha sempre insegnato che gli uomini sudano e le donne piangono?

Chiara Ventura sovverte questa opposizione, restituendo alla pittura il compito di narrare il fluire incessante delle emozioni, la loro stratificazione e la loro ineluttabile trasformazione. Ci auguriamo dunque che l’esperienza evento sia ripetuta altrove per poter verificare il valore di questi lavori sotto un’altra luce.

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Roberto Zancan
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