Gianfranco Baruchello in mostra a Villa Farnesina… e il dialogo con Raffaello

Sperimentale e poliedrico come pochi altri, Baruchello viene ricordato a cento anni dalla nascita (e due dalla morte) con una mostra a cura di Carla Subrizi, docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso La Sapienza e compagna di vita dell’artista.

“Cosa avviene se un artista del XX secolo, Gianfranco Baruchello, incontra Raffaello?”. Può accadere che il tempo smetta di essere distanza e che lo spazio accolga presente e passato in un dialogo serrato. Che l’avvicinamento di due universi apparentemente inconciliabili, troppo lontani per potersi parlare, dia risposte a domande ancora mai poste.

INTERPRETARE IL CONTEMPORANEO

Nella mostra a Villa Farnesina, nata dalla collaborazione tra la Fondazione Baruchello e l’Accademia dei Lincei, l’artista livornese interroga il suo tempo, si fa interprete della realtà contemporanea — delle sue crisi sociali, psicologiche, ambientali, umanitarie — dialogando con la precisione di quel pennello straordinario che la realtà l’aveva impeccabilmente affrescata, sfiorando il miracolo.

Così la ninfa Galatea, personificazione della spuma marina, se ne sta dipinta perfetta, immortale, eterna nella sua loggia, a guardare dall’alto un Fiume (1982-83) di smalti industriali che a fatica scorre sulla tela, che si inceppa, che ha in sé l’imperfezione dell’umano, unica cosa che a Galatea manca davvero. Un fiume che “è il racconto, oltreché di una crisi personale, di una natura in uno stato di allerta”.

La Casa in fil di ferro, 1975, filo di ferro, giunti metallici. Courtesy Fondazione Baruchello e Galleria Massimo De Carlo, Milano
Gianfranco Baruchello, La Casa in fil di ferro, 1975, filo di ferro, giunti metallici. Courtesy Fondazione Baruchello e Galleria Massimo De Carlo, Milano

“PICCOLI SISTEMI” CHE CONTRASTANO “GRANDI SISTEMI”

Gianfranco Baruchello ha più volte affermato che la sua pratica ha seguito una semplice quanto sovversiva direzione: creare “piccoli sistemi” in grado di contrastare i “grandi sistemi” della storia, della politica, dell’ideologia. In quella che il ricco banchiere e mecenate senese Agostino Chigi scelse come dimora personale, isola di bellezza e sfacciata abbondanza, La storia ci guarda (1972-2018) parla di morte e guerra, lotte e catastrofi, attraverso fotografie d’archivio salvate e sottratte all’oblio del tempo.

Alla “mitologia dell’eroe” nella Sala delle nozze di Alessandro Magno e Rossane affrescata da Sodoma, Baruchello antepone il bianco dei “senza storia”, morti nel buio e nel silenzio di una guerra anonima: Monumento ai non eroi (1962) è una stele di oggetti — uno stemma militare, libri, giornali, una feluca di carabiniere — annullati nella vernice bianca, che campeggia fiera di fronte alla celebrazione del sovrano di uno dei più vasti imperi della storia.

Gianfranco Baruchello, Rilievo Ideale, 1965. Courtesy Fondazione Baruchello
Gianfranco Baruchello, Rilievo Ideale, 1965. Courtesy Fondazione Baruchello

TRA APULEIO E RAFFAELLO: UNA RIFLESSIONE SULLA METAMORFOSI

“‘I Mondi Possibili’ si configurano quando il tempo perde la sua articolazione: le sequenze si interrompono, il passato arriva per sorprenderci e il presente si realizza come incursione nel già stato”, spiega la curatrice. Nella Loggia di Amore e Psiche, le “teste” aperte dell’opera Murmur (2015) sprigionano quello che l’artista ha definito un “pulviscolo di immagini”: rileggendo le Metamorfosi di Apuleio, Baruchello restituisce “il corpo che si apre al mutamento”, che è interiore, psichico e onirico.

UNA VISIONE UNIVERSALE

I Mondi possibili di Baruchello esistono perché non si è fermato alla statica e sterile frammentazione della storia. Protagonista nella sua sperimentazione indipendente pur senza mai chiamarsi fuori dai grandi dibattiti, ha osato sognare connessioni inesplorate tenendo sempre a mente la radice universale che congiunge l’esperienza umana del presente a quella del passato: la deperibilità dei corpi, il potere di una mente libera, lo sguardo rivolto all’insù.

Immagine di copertina: Giftpflanzen, gefahr! (Piante velenose, pericolo!), 2009. Courtesy Fondazione Baruchello 

LINK
  • https://www.fondazionebaruchello.com/eventi/gianfranco-baruchello-mondi-possibili/
Marianna Reggiani
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