Partendo dalla condizione di “infestazione” che si fa metafora del presente Pulci più di prima, ora è un’esposizione di Valerio Eliogabalo Torrisi alla Casa della Memoria di Milano. Un viaggio tra archivi resistenti e lettere d’addio, ovvero una celebrazione consapevole della memoria che affida all’arte il compito di custodire e rilanciare i valori della Resistenza.
“Cosa significa davvero essere un artista politico?” Se lo sarà chiesto Valerio Eliogabalo Torrisi, autore della mostra Pulci più di prima, ora, visitabile fino al 21 settembre alla Casa della Memoria di Milano. Un’esposizione curata da Salvatore Cristofaro, che si configura come un dialogo tra l’artista e gli archivi resistenti, ovvero i materiali custoditi all’interno della Casa della Memoria – in particolare quelli dell’ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi Nazisti) e dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri – con l’intento di dare voce a storie sommerse, corpi dimenticati, lettere e diari che raccontano vite spezzate ma ostinate nella loro dignità.
A MILANO UNA MOSTRA CHE SCAVA NELLA MEMORIA
Torrisi ha lavorato a stretto contatto con lettere di condannati a morte, testimonianze di deportati, racconti di confino e vite clandestine. “Storie di sorelle guerriere, racconti d’amore spezzati che viaggiavano su lettere cucite sulla schiena di sconosciuti”, scrive il curatore Cristofaro nel suo testo critico, si intrecciano in un percorso espositivo che restituisce dignità al gesto più fragile e radicale: scrivere, anche quando le dita sono spezzate, per lasciare una traccia, un addio, una promessa.
Il titolo della mostra, Pulci più di prima, ora, nasce da una frase tratta da un diario anonimo di un internato militare conservato negli archivi:
“Sento le pulci ovunque: sui nostri corpi, sulle parole che usano, sulle geografie polimorfe che abitiamo e vorremmo chiamare casa. […] Vedo pulci in ogni dove, più di prima, ora”.
L’idea di fondo è quella di una condizione di infestazione che si fa metafora del presente: per la realtà politica che viviamo, per gli estremismi di cui governi e cittadini si macchiano ogni giorno, e per quei principi sociali e morali di resistenza che sembrano ormai dimenticati.
UNA MOSTRA TRA FOTOGRAFIA E PERFORMANCE
Si tratta di una mostra organizzata su tre cicli. Il primo è Canti da cortile, un’installazione fotografica ispirata a un disegno realizzato da Lodovico Barbiano di Belgiojoso durante la prigionia. L’opera raffigura una scena carceraria, un gesto di resistenza emotiva che celebra la forza della comunità anche nei luoghi del dolore. Segue Ultimi canti, un’installazione partecipativa costruita attorno alle ultime lettere conservate presso l’Istituto Parri. Scatoloni d’archivio si trasformano in elementi monumentali su cui si adagiano centinaia di fogli con frasi scritte in rosso: estratti da lettere d’addio, messaggi alla madre, pensieri rivolti ai figli. Parole semplici e potenti, attraversate da dignità, rassegnazione, ostinazione.
Il pubblico, entrando nella mostra, è invitato a prenderle con sé e a farsi carico di quel viaggio interrotto, portandole simbolicamente a destinazione, verso chi avrebbe dovuto riceverle.
VIDEOARTE NELLO SPAZIO URBANO DI MILANO
Alcune di queste frasi trovano spazio anche in città, esposte su schermi a LED distribuiti per Milano: così da poter raggiungere tutte e tutti, far urlare anche lo spazio urbano, trasformando la memoria in una presenza viva e collettiva, in un atto di vera resistenza.
Infine si arriva a Canto nuovo, una video-installazione corale realizzata con la collaborazione del coro LGBTQIA+ milanese Checcoro. L’opera si ispira a un sogno custodito tra le carte che raccontano la vita nelle celle di un carcere politico.
L’ARTE DELLA RESISTENZA COLLETTIVA
Ciò che convince di Pulci più di prima, ora è che non si tratta solo di una mostra, ma di un gesto collettivo: una celebrazione consapevole della memoria che affida all’arte il compito di custodire e rilanciare i valori della Resistenza.
La considero un’esposizione corale, composta da più voci, come una sinfonia che attraversa la Storia del nostro Paese e della nostra cultura. Un progetto necessario, che restituisce colore e consapevolezza in un momento storico segnato dall’oscurità, in cui violenza e oblio sembrano prevalere giorno dopo giorno.
LINK
- https://www.comune.milano.it/web/casadellamemoria/-/pulci-piu-di-prima-ora
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