Panorama a Pozzuoli, dove il divino incontra il contemporaneo

Al via la quinta edizione della mostra diffusa, ideata da ITALICS, che fino al 14 settembre intreccia storia, mito e arte contemporanea. Oltre 110 opere, 47 artisti, in un percorso che attraversa i luoghi simbolo della città campana e del suo paesaggio vulcanico

Se in questi giorni dovessimo individuare un place to be, quello è sicuramente Pozzuoli. Cuore pulsante della Campania antica, fino a domenica 14 settembre i la città è il teatro della quinta edizione di Panorama, la mostra diffusa ideata da ITALICS, rete di gallerie italiane e straniere basate in Italia, che dopo le esperienze di Procida (2021), Monopoli (2022), L’Aquila (2023) e Monferrato (2024), ha scelto di dare il meglio di sé tra scenari vulcanici e paesaggi mitologici unici al mondo.

In una regione dove la devozione, i riti e i culti religiosi sono radicati nella cultura popolare, la curatrice Chiara Parisi, direttrice del Centre Pompidou-Metz, non poteva che individuare nella divinizzazione il filo rosso della manifestazione:
“A Pozzuoli la divinizzazione non è un concetto astratto, ma qualcosa di inscritto nella terra stessa. I Campi Flegrei sono un territorio in cui il mito si è fatto geografia: qui gli dèi hanno sconfitto i Giganti, il Lago d’Averno era la porta degli Inferi, la Solfatara la fucina di Efesto. In un contesto simile, ‘divinizzazione’ è sembrata la chiave più naturale per aprire il dialogo tra passato e presente. In questi luoghi, in cui sacro e profano, antico e moderno convivono in un unico respiro, il divino non è quindi una categoria fissa, ma un continuo interrogarsi su chi o cosa eleggiamo a simbolo di trascendenza.”

Wilfredo Prieto, Plastic and Silk, 2019. Courtesy Galleria Massimo Minini

IL PERCORSO DI PANORAMA

Il percorso espositivo raccoglie oltre 110 opere di 47 artisti, in un viaggio che sfida i confini temporali e spaziali. In questo contesto, che deve essere vissuto più che raccontato, le sculture di Simone Fattal dialogano con i resti romani dell’Anfiteatro Flavio, le cancellature di Emilio Isgrò si affacciano sul golfo, mentre nel Duomo di San Procolo Martire il riflesso specchiante di Anish Kapoor trasforma la percezione dello spazio sacro. Qui, in questo luogo sacro, tempio pagano e cristiano, l’opera stessa si fa altare, passaggio ad una dimensione altra, in una stratificazione storica e spirituale, dove le epoche e i riti si intrecciano e si ripetono.

Simone Fattal, Ghaylan and Mayya, 2024. Courtesy dell’artista e Kaufmann Repetto

E ancora, nel cuore pulsante del Rione Terra, al Largo Sedile di Porta, troviamo l’opera di Ugo Rondinone che si staglia sul mar Mediterraneo come una presenza senza tempo, in cui passato e presente si incontrano in un equilibrio che racchiude una potenza arcaica e vitale. Sempre qui, al Sedile dei Nobili situato all’ingresso del Rione Terra, l’installazione di Simon Starling, realizzata per questa edizione, si ispira alla Decapitazione dipinta da Caravaggio a Napoli.
Da questo punto, ogni pomeriggio parte un tour imperdibile guidato da una voce d’eccezione: chi è nato e cresciuto a Pozzuoli e custodisce ancora oggi racconti, segreti e trasformazioni di questo luogo affascinante, accompagna il pubblico tra i vicoli e le botteghe. In questo intreccio, passato e presente dialogano attraverso storie familiari, leggende popolari e memorie personali, restituendo la dimensione più intima della città.

William Kentridge, Sibily, 2020. Courtesy dell’artista e Galleria Lia Rumma

LE INSTALLAZIONI

Impossibile non notare le installazioni in piazza di via Crocevia, dove prende forma l’opera site-specific di Rebecca Moccia, ispirata alla geologia del Vesuvio e alla propria storia familiare, mentre una stanza scura ospita l’intervento fisico e pittorico di David Tremlett, dedicata al compositore Ezio Bosso.
In questo contesto, Maurizio Cattelan (che ha firmato anche le tote bag e le t-shirt indossate dai mediatori culturali) colloca la scultura di un bambino sospeso sul cornicione di un palazzo, proprio sotto la gru che ancora segna il cantiere del quartiere evacuato negli anni Settanta: il suo tamburo, battuto a intermittenza, diffonde un suono insistente e ipnotico.

Installation View Panorama Pozzuoli 2025. Courtesy Italics. Photo © Danilo Donzelli e Mauro Palumbo

OLTRE PANORAMA

Panorama Pozzuoli è molto di più di una mostra diffusa, è una rete di relazioni che coinvolge comunità, istituzioni e paesaggio. Dalle passeggiate culturali a Cuma alle Colazioni con l’Artista nei bar storici, dalle performance sonore nei vicoli alle opere disseminate nei luoghi di culto, l’intera città si trasforma così per quattro giorni in un laboratorio di memoria e futuro.
In un territorio segnato dal bradisismo e dalle fragilità, l’arte diventa occasione di rinascita e consapevolezza collettiva, superando la dimensione espositiva. Panorama è quindi un invito a ripensare il ruolo dell’arte come forza capace di connettere epoche e linguaggi diversi, dando la possibilità di vivere il mito e il divino come materia viva e presente.

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Francesca De Pra
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