Crackers Books ripubblica Superiore e Inferiore. Conversazione con le ragazzine delle scuole medie. Il testo del 1972, rimasto irreperibile per anni, è oggi tradotto in inglese per la prima volta, con versione originale a fronte.
Una Conversazione è costata a Carla Accardi il posto di insegnante. Docente presso l’istituto Giovanni Papini di Roma, nel 1971 l’artista guarda le bambine che le siedono davanti nelle aule e pensa che sia importante parlare con loro. Non di arte e pittura, ma di sessualità, condizione femminile, ruoli di genere. Chiede loro di riflettere sui privilegi dei propri fratelli, di pensare al proprio rapporto con la figura paterna, di prestare attenzione alle differenze tra i genitori, di leggere ad alta voce il Manifesto di Rivolta Femminile – fondato proprio un anno prima insieme a Carla Lonzi ed Elvira Banotti.
Accardi registra tutto, lo trascrive e, dopo il licenziamento, lo dà alle stampe: nel 1972 Superiore e Inferiore: conversazione con le ragazzine delle scuole medie è pubblicato nella collana degli Scritti di Rivolta Femminile. Oltre cinquant’anni dopo, la casa editrice Crackers Books porta nuovamente il testo sugli scaffali, questa volta tradotto in inglese per la prima volta, con versione originale a fronte.
LA PARTECIPAZIONE DELLE ALLIEVE
Divenuto presto e per ovvie ragioni un testo difficile da reperire, Superiore e Inferiore riemerge oggi da un silenzio che non ne ha intaccato la potenza. La nuova edizione di Crackers Book ci restituisce uno spaccato di società prezioso, dal quale tanto ancora può essere appreso. Adottando un approccio non dissimile da quello di Pier Paolo Pasolini in Comizi d’Amore, Accardi sceglie di lasciare la propria voce in secondo piano, dando pieno spazio alle bambine che rispondono con l’entusiasmo di chi scopre qualcosa di nuovo e bello per la prima volta: “Questa partecipazione emotiva che aveva suscitato l’argomento mi è stata imputata durante l’inchiesta come una colpa da parte mia. Ma colpevoli di che? Io ho semplicemente agito nella scuola come ho ritenuto fosse bene per me e per loro”.
LE DONNE DOVE SONO?
Molto spesso unica artista donna in mezzo agli artisti, Carla Accardi ha sviluppato la propria coscienza guardandosi intorno. Non ha colleghe all’interno del gruppo Forma – che fonda insieme ad Attardi, Consagra, Dorazio, Guerrini, Perilli, Sanfilippo e Turcato – così come tutti uomini sono gli artisti che partecipano con lei alla mostra Arte astratta e concreta in Italia alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, che raccoglie le principali ricerche astrattiste in Italia. Le donne dove sono? “Ero convinta che le donne erano sacrificate, che erano volutamente mantenute in secondo piano. E io lottavo per la parità”.
Ripercorrere le conversazioni con le allieve dell’istituto Papini ci permette finalmente di rileggere le parole che la società di allora era impreparata a ricevere ma che pure aveva bisogno di sentir pronunciare. Accardi ha saputo custodirle e curarle, consapevole che “la colpa era lontana millemiglia da noi e stava dalla parte di chi opprimeva”.
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