RNMW Edition 0: i new media riattivano la Roma classica

Dal 6 al 12 luglio 2026 Roma ha ospitato la prima Rome New Media Week: festival diffuso e gratuito che ha trasformato scultura classica e spazio urbano in materia creativa. Blankensmith, Faieff e Heckaman tra i protagonisti.

Dal 6 al 12 luglio 2026, l’edizione zero della Rome New Media Week (RNMW) ha trasformato Roma in un laboratorio pubblico dedicato all’arte digitale e alla cultura dei new media. Ideata dal fondatore Luca Martinelli, l’iniziativa ha segnato un unicum nel panorama capitolino: un festival diffuso, gratuito e costruito attraverso la co-produzione diretta con spazi locali e practitioner internazionali.

Edition 0 non ha seguito un tema univoco, bensì ha trattato la scultura classica, l’architettura e lo spazio urbano come materia prima creativa, esplorando come i new media possano riattivare il passato invece di sostituirlo. Il programma si è sviluppato come una serie di collaborazioni indipendenti e site-specific, giorno per giorno, in luoghi come la Casa Museo Hendrik Christian Andersen, Porte Rosse a San Lorenzo e il Gazometro Ostiense, dentro Videocittà.

“Roma non ha mai avuto una vera casa pubblica per questo talento”, ha dichiarato Martinelli, sottolineando come la città possieda un know-how digitale profondo ma privo finora di un’infrastruttura permanente.

Abbiamo selezionato tre artisti che, in modo diverso, ben rappresentano lo spirito e il senso di questo festival. 

Pauline Faieff, The Alphabet: first breath, RNMW, Roma, 2026

ALLA ROME NEW MEDIA WEEK IL GESSO DIVENTA INTERFACCIA

Alla Casa Museo Andersen, studio e dimora del celebre scultore norvegese durante il suo soggiorno romano, l’installazione Points of View di Torin Blankensmith ha portato il TouchDesigner dentro la Sala dei Gessi. Schermi interattivi hanno moltiplicato gli angoli da cui osservare i calchi in gesso di Andersen, trasformando la collezione permanente in un dispositivo di visione mutevole.
Curata da Luca Martinelli con Fotonica, l’opera è nata in collaborazione con Dotsimulate.

Creative technologist newyorkese, Blankensmith è co-creatore di Shader Park e del plugin MediaPipe per TouchDesigner, strumenti open source diventati un riferimento per la grafica generativa. Non è la sua prima esperienza romana: nel 2024 era già stato in residenza in città, esponendo a Videocittà.

IL CORPO COME ALFABETO

A Porte Rosse, ex trattoria storica di San Lorenzo le cui volte un tempo accolsero Pier Paolo Pasolini ed Elsa Morante e oggi gestita da tre donne, Pauline Faieff ha presentato The Alphabet: first breath, curata da Annelise Stern, specialista di female gaze e nuove tecnologie. Ventisei fotografie ravvicinate del proprio corpo, scattate senza filtri né ritocchi, hanno composto un alfabeto completo, ogni lettera inscritta su Bitcoin Ordinals per garantirne permanenza e resistenza alla censura online. Ogni lettera è accompagnata da una poesia.

Nata in Martinica nell’arco di otto mesi e tre sessioni in solitaria, l’opera, grazie a RNMW, è arrivata per la prima volta in uno spazio fisico dal 7 al 12 luglio scorsi.

Torin Blankensmith, Points of View, RNMW, Roma, 2026

UN’OPERA INTERATTIVA PER RIFLETTERE SUL VALORE DELL’ACQUA

Al Gazometro Ostiense, dentro il programma Watercult di Videocittà, RNMW ha presentato Maelstrom di Lake Heckaman, figura di riferimento della scena internazionale del TouchDesigner: un’installazione LED touch-reactive di grande formato in cui i gesti del pubblico generavano vortici e correnti cromatiche, rivelando la complessità nascosta nei movimenti quotidiani dell’acqua. Il lavoro nasce da un sistema di simulazione fluida sviluppato dall’artista stesso, le cui opere sono esposte anche ad Art Basel Miami e alla Singapore Art Week.

L’installazione fa parte di una serie che Heckaman porta avanti da anni, esposta anche a Miami in una versione con fasci laser.

Tre linguaggi diversi hanno condiviso, per una settimana, un’unica scommessa: costruire a Roma un’infrastruttura permanente per la creator economy digitale.

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Alessandro Mancini
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